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sabato 16 luglio 2016

Integralismo e barba unione deleteria. #PrayForNice

Sarà che ho sempre avuto poca barba. Sarà pure perché, nonostante qualche problema non leggerissimo alla vista, non porto gli occhiali. Infine, sarà perché non ho mai tollerato la gente che, da un pulpito e in nome di qualche fede, dice al prossimo quel che deve fare. Io, questi imam da quattro soldi, circonventori di sfigati di ogni risma, capaci, mettendosi in bocca Dio, di trasformare gli idioti in assassini, non li ho mai potuti nasare (e sì che naso ne ho). 
Si somigliano tutti. Occhialetti e barbe certi sessantottini che, delirando in termini beceromarxisti, hanno rotto i suddetti per oltre un decennio a chi avesse il torto di pensarla altrimenti. Occhialetti e barbe certi rabbini integralisti che, mentre le autorità laiche preparavano i piani per la pace, hanno contribuito a ritrasformare il Medio Oriente in una polveriera peggio di prima. Occhialetti e barbe, infine, certi popi ortodossi che, durante le guerre nei Balcani, si sono dati da fare alla grande per sobillare gli ultrà trasformati in paramilitari (barbuti anch’essi). Non ce l’ho coi mussulmani. Ne conosco e stimo tantissimi: colti, lavoratori e col viso ben rasato. Stesso discorso per i preti: più sono civili e progrediti, più si rasano. La dico tutta: chi si fa crescere troppo la barba ha qualcosa da nascondere, al minimo una faccia brutta. Vi faccio l’esempio di un barbuto di successo: John Lennon. Quando i Beatles facevano “solo” rock’n roll e beat, lui era glabro come gli altri e non era un granché. Anzi, spariva al cospetto di Paul McCartney, ottimo frontman e compositore più prolifico di lui (e sempre o quasi coerentemente glabro). Lennon decise di svoltare, tra un acido e l’altro, e si diede al profetismo veterotestamentario: anche lui con occhialini e barba.
Il problema vero restano questi pazzi di matrice biblica, talmudica, coranica od evangelica che sia. Questi folli, soprattutto mussulmani (perché l’Islam non ha autorità dottrinarie che li bollino come eretici e gli diano un salutare stop), che predicano arcaismi dalla rete, convertono i disgraziati - che, spesso, fino al giorno prima evitavano di pregare per ignoranza e noia - e ne fanno dei kamikaze. A danno non di gente più armata e cazzuta di loro, come nel caso dei militari giapponesi (i quali, non a caso, si radevano scrupolosamente) che assaltavano torpediniere e portaerei di tutto rispetto, ma di inermi. Come i bambini morti ieri a Nizza.
Questi imam da quattro soldi sono grossolani persino nella scelta dei simboli: con una rozzezza fuori dal comune, hanno scelto una pacifica provincia francese per “dissacrare” l’anniversario della presa della Bastiglia, data cardine della civiltà liberale, a suon di infanticidi. Questi idioti, tra l’altro, sono così ignoranti da non capire che, se non ci fosse stata la Rivoluzione Francese e fosse rimasto il “loro” mondo, a quest’ora farebbero i teologi di quarta fila nel caravanserraglio di qualche califfo decadente e non potrebbero atteggiarsi a intellettuali rivoluzionari. Ma tant’è: la differenza tra un conservatore e un reazionario è nell’intelligenza. Il primo è sempre più sveglio del secondo, che invece vive chiuso in un sistema tutto suo, prossimo all’autismo. E per l’autismo intellettuale, a differenza di quello psichico, non ci sono terapie.
Ecco, io rivolgerei, al riguardo, una richiesta ad Angelino Alfano, che non è un’aquila e non ha neppure un rigore a prova di bomba, ma almeno è più che glabro, visto che somma la calvizie alla rasatura: imponga agli imam di radersi e di togliersi il turbante. I più civili reagiranno subito come molti nostri preti, a cui non è parso vero di scambiare la tonaca col clergyman (e qualcuno spera di poter dir messa in jeans). Già: che bello sarebbe sbarbarsi e non accumulare la forfora sotto quelle fasciature, inconcepibili al di fuori del deserto.
In fondo, tra i tanti liberticidi tentati da questo governo, la rasatura coatta sarebbe il male minore. Poi non dico che ci si debba rasare a forza ad alzo zero: andrebbe bene pure una barbetta ben curata alla Kabir Bedi. Però otterremmo due cose utili: un alt all’orribile estetica dell’integralismo e una nuova dignità ai barbieri, non più costretti a camuffarsi da parrucchieri.
E io mi prenderei la mia bella rivincita contro tutti i calvi che mi danno del capellone e si fanno crescere la barba per colmare i vuoti del cranio.
Già, non ho quasi barba e la rado regolarmente: io, a differenza di certi residui delle oasi, non sono un barbaro. E me ne vanto. E gli occhialini? Suvvia, le lenti a contatto costano meno.


Saverio Paletta

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