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giovedì 22 febbraio 2018

Come si vota nel mondo.


In Gambia, per le elezioni politiche, si vota con un sistema basato su pentole e biglie. In Australia, invece, presentarsi ai seggi elettorali è obbligatorio per legge. Mentre il Bel Paese è in pieno fermento elettorale, facciamo il punto della situazione su alcune delle curiosità riguardo alle elezioni politiche nel mondo.

Il prossimo marzo il popolo italiano è nuovamente chiamato alle urne per votare la XVIII legislatura, che, nel migliore dei casi, governerà il paese per il prossimo quinquennio. Le scommesse su quest'ultimo punto rimangono ampiamente aperte, visti i turbolenti trascorsi politici degli ultimi anni. Se ultimamente la politica italiana è stata caratterizzata da instabilità, non resta quindi che aspettare le prossime elezioni e sperare in un risultato che porti più certezze. Nell'attesa vi voglio intrattenere andando alla scoperta delle peculiarità, o a piacimento delle imperfezioni, delle elezioni politiche nelle altre nazioni in giro per il mondo.
Per la serie chi va piano va sano e va lontano, le elezioni politiche in India durano normalmente più settimane. Con un pubblico di oltre ottocento milioni di persone aventi diritto al voto, il paese sembra rappresentare la più grande democrazia esistente a livello mondiale. L'ampio pubblico elettorale richiede grandi sforzi organizzativi, nonché ingenti costi, con le elezioni che si svolgono per diverse settimane se non addirittura mesi.
Nell'ultima tornata elettorale del 2014, ad esempio, che ha eletto 543 membri del Parlamento, le elezioni hanno avuto luogo in nove giorni diversi nell'arco di oltre cinque settimane, ottenendo il primato come le più lunghe elezioni nella storia della nazione, e del mondo aggiungo io.
Votare già a 16 anni è possibile in alcuni paesi tra cui Brasile, Austria, Nicaragua e Argentina, mentre la soglia dei 17 anni è fissata per Indonesia e Sudan. Similmente, alcuni Stati della Germania, permettono a chi ha più di 16 anni di votare per le elezioni locali, mentre in Scozia la votazione per i più giovani, ovvero sedicenni e diciassettenni, è stata ammessa per la prima volta per il referendum sull'indipendenza del 2014.
Inoltre, tra i must della maggior parte delle nazioni al mondo, il voto nel weekend è di norma preferito alle votazioni nei giorni settimanali, con la domenica eletta come giorno per eccellenza. Tuttavia, in alcuni paesi di lingua anglofona, la regola trova la sua eccezione.
Ecco quindi che in Canada si vota solitamente di lunedì, in Inghilterra di giovedì, mentre in America, per tradizione, il giorno delle votazioni cade di martedì.
Un meccanismo di voto obbligatorio esiste in alcune nazioni, tra le quali Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Grecia e Lussemburgo. In questi paesi, con piccole differenze locali, registrarsi e presentarsi al voto è obbligatorio per i cittadini di almeno 18 anni. In caso di assenza al voto, ogni paese stabilisce sanzioni diverse, tra cui anche azioni penali e multe.
Inoltre, in alcuni casi, i cittadini che non si presentano ai seggi in più elezioni possono perdere il diritto di voto per un determinato periodo di tempo, o incontrare difficoltà nell'ottenere un impiego pubblico.
Nei paesi a basso tasso di alfabetizzazione, i legislatori devono trovare soluzioni alternative per permettere ai cittadini di esprimere il proprio voto. In Gambia, ad esempio, fin dal 1965 gli elettori non votano con una normale scheda elettorale, bensì con una biglia. Questa dev'essere fatta cadere in una delle pentole colorate che sono preparate nei seggi e associate alle foto dei candidati alle elezioni. Non appena la biglia cade nella pentola del candidato prescelto, un meccanismo fa suonare il campanello di una bicicletta a indicare che il voto è stato eseguito correttamente e senza brogli.
Infine, partecipare al voto sembrerebbe sempre di più un optional a livello globale.
Secondo l'Institute for Democracy & Electoral Assistance (IDEA), nonostante il numero degli aventi diritto al voto sia aumentato nel tempo, l'affluenza alle urne è in continua diminuzione.
Se la partecipazione popolare mondiale superava in media di poco il 75% negli anni 50', nel periodo 2011-15 lo stesso dato ha raggiunto solo il 66%. Il declino maggiore sembrerebbe essersi registrato proprio in Europa, con un calo pari al 20% dai soli anni 80'.
In controtendenza, per una volta in positivo, la performance italiana alle elezioni del 2013, con un'affluenza pari al 75%, che non ha fatto sfigurare il Bel Paese. L'appuntamento è ora a domenica 4 marzo: riuscirà la penisola a mantenere tale risultato?

domenica 11 febbraio 2018

Viaggio nel futuro.


Già nel 2020 potremo guidare un'auto volante. Facciamo un viaggio nel tempo alla scoperta di alcune piccole grandi innovazioni tecnologiche del vicino e più lontano futuro.

Multilinguismo digitale

Nel vicino futuro parlare e comprendere una lingua straniera, non sarà più un problema. Recentemente Google ha lanciato il primo paio di auricolari, in grado di tradurre ben 40 lingue straniere in tempo reale. Nella demo dell'evento lancio, che ha avuto luogo lo scorso ottobre 2017, gli auricolari hanno permesso una conversazione fluente tra una persona inglese e una svedese. Il prodotto, chiamato Pixel Buds, funziona in combinazione con Google Traslator e offre anche le normali funzionalità proprie dei più tradizionali auricolari.

Mai più senza
Mai più senza portafogli, chiavi o occhiali: un gruppo di studenti del Colorado ha messo a punto un semplice strumento che, in forma di quella che può sembrare una piccola chiavetta USB, permette all'utilizzatore di evitare inutili dimenticanze. Lo strumento, precedentemente connesso al proprio cellulare, potrà essere applicato a qualsiasi oggetto a piacimento che non si vorrà essere scordato. Nel momento in cui l'oggetto non verrà più tracciato dal Bluetooth del proprio smartphone, questo invierà una notifica al proprietario avvertendolo dell'oggetto appena dimenticato e informandolo sull'ultimo posto in cui questo è stato registrato a sistema. L'utile gadget, chiamato Mu Tag, potrebbe essere disponibile già all'inizio del prossimo anno.

Robot stellati
Il processo di digitalizzazione domestica avanza. L'anno prossimo arriverà la prima cucina robotica al mondo. Moley, così il nome del prodotto, è formata da una coppia di bracci robotici che fuoriescono dai pensili di una cucina tradizionale. Grazie ai comandi ricevuti dal cellulare o da uno schermo touchscreen posto nella cucina stessa, il robot sarà in grado di lavorare in modo autonomo utilizzando il piano cottura, il forno e i normali piani di lavoro. Con la stessa abilità di un umano, i bracci meccanici cucineranno il piatto prescelto e puliranno la cucina una volta finita la preparazione. Bando quindi a prestigiosi ristoranti, i piatti stellati verranno serviti direttamente a casa.

Wi-Fi globale
Comincia il countdown anche per chi fosse alla continua ricerca di hotspot gratuiti in giro per il mondo. Elon Musk, fondatore dell'impresa aerospaziale SpaceX, sta infatti pianificando il lancio di  
4425 satelliti nello spazio, per rendere accessibile Internet ad alta velocità in ogni luogo della terra. I primi test con il lancio dei primi satelliti sono in programma a partire dal 2018. Se i risultati dovessero essere positivi, il nuovo sistema satellitare potrebbe già funzionare nel 2019.


Sogno o realtà

Spetta all'Institute for the Future, (IFTF), un'organizzazione californiana che raggruppa esperti di futurologia, il premio per la
previsione dei più stravaganti prodotti che potrebbero essere disponibili in un lontano futuro. Tra i più originali, Mind Meld, ovvero una coppia di pillole che permette la telepatia tra due persone. Secondo le istruzioni indicate, l'assunzione di una pillola a persona garantirebbe al 100% la connessione telepatica. Precauzioni prima dell'uso: non indicate per chi non vuole condividere con gli altri i propri pensieri. Altrettanto interessante la promessa di Intention Viewer, un paio di occhiali speciali in grado di leggere le intenzioni delle persone osservate. Basterà guardare una persona con le speciali lenti di questo prodotto, per identificare ed eventualmente registrare in memoria, le intenzioni del soggetto scrutato. Infine, da non perdere anche il Microbial Mood Ring, un anello che permette di evitare rischiose malattie. Secondo i creatori, il "gioiello" cambierà infatti colore, non appena la pelle di chi lo indosserà entrerà in contatto con batteri e virus che potrebbero rivelarsi dannosi per la sua salute. Per chi fosse interessato a saperne di più, altri prodotti del futuro sono visibili sul sito del mercato "Future Now Mini Mart" (http://minimart.iftf.org)

Viaggiare sul cielo
La macchina volante che ha fatto sognare i telespettatori del famoso film "Ritorno al futuro" a metà degli anni 80, potrebbe approdare sui mercati già entro il prossimo triennio. Toyota ha confermato proprio quest'anno 2017, un investimento per sviluppare un primo prototipo. Il veicolo, soprannominato Skydrive, sarà lungo 2,9 metri, largo 1,3 metri e avrà un'altezza di poco superiore al metro. Misure super compatte che permetteranno ai fortunati guidatori, di elevarsi a 10 metri dal suolo e di raggiungere una velocità in volo pari a circa 100 km all'ora. I primi test dovrebbero realizzarsi nel 2018, mentre i creatori ipotizzano la vendita sul mercato nel 2020. La macchina potrebbe addirittura essere usata per accendere la fiamma dei Giochi Olimpici di Tokio dello stesso anno.


giovedì 25 gennaio 2018

Il mondo diventa sempre più green.

Secondo uno studio dell'Università di Stanford, circa 139 paesi nel mondo potrebbero soddisfare i propri fabbisogni energetici con le sole energie rinnovabili già entro il 2050. Ve lo spieghiamo in 12 punti.

1547 Megawatt la capacità potenziale massima che potrebbe raggiungere il più grande impianto fotovoltaico progettato al mondo e situato a Zhongwei, in Cina. Il paese ospita anche l'impianto solare più "tenero" al mondo, ovvero una struttura a forma di panda gigante, con una capacità totale installata pari a 50 Megawatt.

60% la riduzione dei costi di produzione che è stata annoverata per l'energia eolica e solare dal 2009 al 2017. Secondo alcuni studi, i costi potrebbero beneficiare di un ulteriore diminuzione del 40% nei prossimi
10 anni. Così, queste energie, sarebbero in grado di autosostenersi nei mercati senza l'ausilio di sussidi statali.

50% la crescita globale che è stata registrata dall'energia solare nel 2016 rispetto all'anno precedente. Ad oggi le fonti fotovoltaiche possono contare su una capacità mondiale pari a 305 Gigawatt. I più grandi investimenti nel settore derivano soprattutto da Cina e Stati Uniti.

#1400. Una turbina eolica dotata di 2,5 Megawatt di capacità, può generare un ammontare di elettricità in grado di soddisfare i bisogni annuali di circa 1400 abitazioni. La stessa energia potrebbe permettere di bollire circa 230 milioni di tazze di tè o di alimentare un computer per circa 2000 anni.

2/3 la frazione della capacità globale netta di energia che, secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE), è stata costituita da fonti rinnovabili nel 2016.

70,2% la crescita della produzione di energia rinnovabile che è stata registrata nei paesi EU-28 tra il 2005 e il 2015.

1 ora. Secondo il National Geographic un'ora di luce solare sulla terra, immagazzinata in tutto il suo potenziale, produrrebbe una quantità di energia sufficiente a rispondere alla domanda energetica globale per un anno intero.

5512 Terawatt/ora l'energia totale che è stata prodotta da fonti rinnovabili nel 2015 nel mondo. Di questa il 70% è risultata in energia
idroelettrica, il 15% in energia eolica, l'8% in bioenergia, il 5% in energia solare. Il restante 2% è derivato da fonti geotermiche e marine.

16,7% del consumo totale di energia nei paesi EU-28 per il 2015 è derivato da fonti di energia rinnovabili. Islanda e Norvegia sono risultate le nazioni più "green", con un impiego di energie pulite pari rispettivamente al 70,2% e al 69,4% dei consumi energetici totali. L'Italia si posiziona sopra la media europea con una percentuale pari al 17,5%. In coda alla classifica Lussemburgo e Malta, ferme solo al 5%.

17 miliardi di dollari l'ammontare di investimenti pubblici che, secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia Rinnovabile (IRENA), sono stati globalmente destinati allo sviluppo delle energie pulite nel corso del 2016.

26.000 i posti di lavoro che l'energia marina, ovvero racchiusa nei mari e negli oceani, potrebbe creare in Europa entro il 2020. Per il 2050, i posti di lavoro stimati potrebbero essere 314.000.

341.320 il numero di turbine eoliche attivate nel mondo a fine 2016. Per lo stesso anno l'energia eolica ha permesso di evitare oltre 637 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 a livello globale.


sabato 17 giugno 2017

10 curiosità sul Giappone e i giapponesi.

La valuta giapponese yen, una delle più potenti al mondo, viene così definita solo nella capitale Tokio, mentre nel resto del Giappone la pronuncia a essa attribuita è "en". Voglio raccontarvi 10 curiosità sul paese più affascinante che conosco.



Una tra le aziende a conduzione familiare più antiche del mondo si trova in Giappone. Si tratta del Nishiyama Onsen Keiunkan Hotel, con sede a Hayakawa, fondato nel 705 d.C. e a cui è attribuito il record di hotel più vecchio esistente sul pianeta. L'attività è stata portata avanti da più di 50 generazioni.

Il Giappone è passato da un'economia a stampo feudale a un'economia moderna nel 1868. Fu l'imperatore Meiji a modernizzare l'economia seguendo l'esempio dei paesi americani ed europei. In tale occasione furono assunti circa 3000 occidentali per importare e sviluppare un nuovo sistema educativo.

Il Giappone è uno dei maggiori paesi importatori a livello mondiale. La nazione infatti scarseggia di risorse naturali. Inoltre, per via della densità della sua popolazione, il "piccolo" arcipelago non ha abbastanza terreno disponibile per agricoltura e allevamento. Pertanto vengono importati molteplici tipi di beni: da materie prime come il cotone a prodotti pronti all'uso dei consumatori come bibite, carne, frutta e verdura.

Nintendo, famosa azienda giapponese per la produzione di videogiochi, fu fondata nel lontano 1889. Originariamente si occupava della vendita di carte da gioco. Entrò nel settore dell'elettronica così come è conosciuta oggi solo dopo 79 anni, nel 1977.

Il settore dei trasporti giapponese è tra i più sviluppati ed efficienti a livello globale. In Giappone si trovano i treni più puntuali del mondo e porti e aeroporti di fama mondiale. Tra le opere di ingegneria avanzata si distingue il tunnel di Seikan, una delle gallerie sottomarine più lunga del mondo: dei 53,85 chilometri totali, 23,3 si trovano sotto il livello del mare. Fu inaugurato nel 1984.


Le attuali condizioni dell'economia nipponica, riflettono ancora gli effetti della bolla speculativa giapponese nata nel 1986. La stessa scoppiò all'inizio degli anni 90', quando le aziende finanziarie, industriali e privati, si resero conto di come il valore dei loro investimenti in immobili e azioni fosse sceso drasticamente. La perdita ammontò a circa 1 miliardo di yen.

In Giappone è possibile comprare angurie di lusso. Tale frutto viene
fatto crescere all'interno di contenitori di diverse forme, in modo da renderlo speciale e fuori dal comune. Non stupisce quindi andare al supermercato e acquistare un'anguria di forma cubica o addirittura a forma di cuore. Proprio queste ultime hanno un prezzo minimo che si aggira attorno ai 20.000 yen, circa 160 neuro.

In Giappone sono ancora poche le donne che lavorano. Secondo diversi studi, la percentuale di donne impiegate rimane molto bassa rispetto a quella delle economie occidentali. Inoltre, una volta sposate, molte delle poche impiegate decidono di dimettersi per dedicarsi alla vita casalinga e prendersi cura dei figli.

Il Giappone è uno degli Stati con il più basso tasso di criminalità. Il benessere economico e la scarsa commercializzazione di armi da fuoco, incentivano la buona condotta.

Il governo giapponese, ha stanziato 19,5 miliardi di yen per la realizzazione del computer più potente del mondo. Negli ultimi anni l'economia giapponese è stata indebolita dai progressi tecnologici di nazioni emergenti come la Cina e pertanto adesso vuole aggiudicarsi il primato per la realizzazione del computer più veloce del mondo. Esso potrà essere utilizzato in ambito aziendale, per sviluppare progetti richiedenti un'elevata intelligenza artificiale.


domenica 12 febbraio 2017

Il valore della dottrina di Buddha.

Si sente fare sempre la domanda, se quell'antica concezione del mondo dia la possibilità di un'applicazione utile nel presente. A ciò si è dato anzitutto risposta con un vigoroso si, giacché è da tempo noto, che seri e gagliardi seguaci, già da una serie di anni si volgono all'oriente e là, nell'odierna patria attuale della disciplina e dell'osservanza ancora conservata, a Ceylon o nell'India posteriore, entrano nell'ordine, divengono regolari monaci e asceti: e più d'uno così, come io ho personalmente sperimentato, è morto là lietamente, dopo essere diventato anche “uno dei santi".
Sulla reale efficacia della parola del Maestro nel presente presso di noi, non può esservi dunque oggi alcuna questione, se anche naturalmente il suo valore, secondo il punto da cui si guarda, apparirà come vacuo e nullo o come alto e sublime, come dannoso e folle o come incomparabile. Tali concetti di valore sono però, a quanto mi pare, poco appropriati ad una disamina e discussione generale. Su tali questioni non si è mai raggiunto e non si raggiungerà mai, in nessun tempo e luogo, un unico giudizio, ancor meno che sopra una musica od una pittura.
La pietra di paragone in tali criteri di valore è sempre diversa secondo il diverso grado di durezza e deve perciò, per quanto corrisponde a uomini discreti od alla loro esperienza, essere lasciata alla scelta di ogni singolo. La circostanza però, della quale noi qui ci dobbiamo occupare e che si lascia quasi sempre da parte o si considera solo fuggevolmente, sta fuori di tali prove di esperienza personale.
Noi dobbiamo qui fare solo il tentativo, se ci può riuscire, di imparare a comprendere quella concezione del mondo come una intuizione o un'arte puramente indiana. Questa sarebbe la ricompensa della fatica nell'esame e nel travaglio, richiedenti tanto tempo e tanta cura, dei nostri antichi testi. Quelli, a cui essi non ricompensano un sì costoso dispendio, può anche, se proprio vuole avere ed esprimere un'opinione sulla nostra dottrina, appigliarsi ad opere più maneggevoli, di cui da un pezzo non c'è mancanza: sia l'eccellente Catechismo buddhistico di Subhadra Bhikshu, od il magnifico e raccomandabile più di ogni altro, Buddha di Oldenberg, che da tanti anni è il fondamento di ogni vera ricerca esatta e si rinnova sempre in successive edizioni.
Ma i testi originali stessi sono poco atti a farsi trasformare subito in un utile praticamente applicabile, per questo essi sono troppo duri. Due millenni ci separano da essi e dalla loro forma in maniera d'espressione. E ciò che rende l'intelligenza anche più difficile, ci sta di mezzo uno strato quasi impenetrabile di civiltà straniera. Come potrebbero percepirsi di nuovo presso di noi quei suoni e quelle voci lontane, svanite, così come realmente risuonano sulla propria terra? Siccome, così come stanno le cose, quasi manca un mezzo risonante, la possibilità di un'eco è esclusa quasi come la propagazione del suono dal sole alla terra, che pure si potrebbe raggiungere in poco più di 14 anni.
Pertanto non si può parlare di utilizzazione pratica di questi nostri pezzi sperduti dal mondo. Si deve accontentarsi, se tra i sordi pilastri si trova un Memnone e se con infaticabile lavoro ed esercizio si superano forse gli ostacoli e si scoprono ed acquistano i mezzi per incanalare quelle voci del passato sul nostro presente; in modo che l'uditore possa sentirne l'arte profonda ed i delicati prodotti del messaggio. Ma non perciò bisogna aspettarsi a guisa di apostoli una generale conversazione del mondo.
Lo stesso Gotamo ha parlato sempre e solo ai singoli, non si è mai rivolto al popolo od alla folla. Dopo che la parola vivente dell'asceta e pensatore Sakyo era ammutolita e spenta da più di 20 secoli, dopo che sul breve magnifico mezzodi è scesa la lunga pallida notte dell'oblio, oggi la parola irrigidita, se anche comincia di nuovo a risuonare, non può certo risvegliare interamente a nuova vita quella svanita civiltà, con le sue superiori cognizioni spirituali e come entusiasti immaginano, a trarci in ringiovanita forma moderna: i contemporanei delle automobili e degli aeroplani, anche con la più grande fretta e con la migliore volontà, non potrebbero avere perciò udito né trovare ozio bastevole; astraendo del resto dal fatto che le fantasticherie e le donchisciotterie di una conversione universale sono da piccoli borghesi, infantili, bamboleggianti e niente affatto conformi alla dottrina.
Il discepolo di Gotamo lasciava il mondo esser mondo, intatto da ciò che si dice. O similmente si può anche oggi ed in avvenire fare il tentativo, di imparare a comprendere quello spirito mediante le sue classiche testimonianze. Queste però si mostreranno accessibili a colui, che ha per esse disposizioni e le sa sviluppare: non altrimenti come uno cura il suo Shakespeare, un altro il suo Bach, un terzo disegna carte del pianeta Marte, ed un altro cuoce sostanze da iniezioni.
In parole nette: quella concezione del modo è divenuto una scienza per noi. Che certo ne possa insieme cascare ogni sorta di cose adoperabili per il caro povero popolo, è una favorevole manifestazione concomitante, la semplice ombra della cosa, ed invero un'ombra gigantesca, anzi propriamente un'ombra della terra, il riguardo dei milioni di sempre rinnovati concorrenti, concomitanti e seguaci nelle 10 regioni dell'universo.
Con la cosa stessa però, con la nostra "Cosa in sé" per dire così, anche nel caso migliore avrà da fare solo qualche raro uno od un altro, sia egli diretto verso la scienza, l'arte o la santità. Ciò basta. Io penso che vi sia una tale possibilità per chi voglia seriamente sforzarsi, ciò basta mostrare quel che anche noi abbiamo ereditato dai tesori. Chi però volesse fare numericamente il conto del possibile utile, potrebbe facilmente seguendo l'esempio di Giovanni l'eremita, nello Speculum pastorum, calcolare quale risultato si otterrebbe con l'ipotesi non certo esagerata, che un uomo per 20 anni ogni anno guidasse con l'esempio e la dottrina solo un altro uomo alla retta opinione, ed ognuno di questi annualmente solo un altro e questo di nuovo se ne portasse un altro sulla retta via.
Da cui si dedurrebbe, col lapis alla mano, che il numero dei promossi in questa guisa, partendo da un solo promovente e nella minima misura, dopo 20 anni supererebbe già il milione. Ma noi qui non ci esercitiamo in statistica né in allotria.


K. E. Neumann

domenica 5 febbraio 2017

Sulla rotta di Amundsen ecco la crociera al polo Nord.

Quest'estate la nave da crociera di lusso Crystal Serenity andrà alla conquista del Polo Nord percorrendo quel passaggio a Nord-Ovest, collegamento fra l'oceano Atlantico e il Pacifico, aperto all'alba del 1900 dall'esploratore norvegese Roald Amundsen, dopo tre anni di navigazione nelle acque gelide del Mare Artico, imprigionate tra i ghiacci.
Soltanto nel 1944 una nave lo ripercorse in un anno. Quest'estate la Crystal Serenity, lunga all'incirca 250 metri, 13 ponti, che ospita anche un casinò, un cinema-teatro, sei ristoranti è un campo per la pratica del Golfo, ha progettato di farcela in un mese.
Il viaggio organizzato dalla Crystal Cruises Llc, con base a Los Angeles, è andato esaurito in tre settimane, con un migliaio di aspiranti passeggeri disposti a pagare 22.000 dollari ciascuno, (all'incirca 19.600 euro), extra esclusi, fra i quali il giro in elicottero lungo la rotta (4000 dollari, 3500 euro) o l'escursione di tre giorni alla scoperta del ghiacciaio Eqip Sermia in Groenlandia (6mila dollari, 5,3mila euro).
Da quel viaggio di Amundsen, sono state circa 200 le navi che hanno percorso quelle 900 miglia, ma la maggior parte di loro l'hanno fatto soltanto nell'ultimo decennio, dal momento che il riscaldamento degli oceani ha ridotto la calotta di ghiaccio per un tempo più lungo durante i mesi estivi.
Lo scorso agosto, la superficie di ghiaccio intorno al circolo polare Artico è stata del 30% in meno rispetto a quella di 25 anni fa, secondo i dati forniti dalla stazione nazionale del Colorado.
Verso la metà degli anni 1990, una media di quattro navi effettuavano questa crociera ogni anno; 13 nel 2013 e l'estate scorsa sono state circa 20. La maggior parte del traffico è costituito da piccole navi cargo per servizi alle comunità lungo il percorso. Piccole imbarcazioni da diporto fanno piccole gite. Nell'agosto 2012, una nave con 481 passeggeri, tra i quali molti residenti di questi luoghi, è transitata nel mese di agosto.
Il transatlantico Crystal Serenity sarà la più grande nave a tentare il viaggio da New York City a Anchorage in Alaska. E sarà il primo per numero di turisti. La domanda è stata così alta, che la Crystal Cruises sta già progettando una seconda crociera per il 2017.
Jeff Hutchinson, vice commissario alla guardia costiera canadese è soddisfatto, perché la nave Serenity ha fatto una pianificazione adeguata per il viaggio. Altri sono preoccupati che possa arrivare un aumento del traffico prima che la regione sia pronta.
L'aumento del traffico nella regione si è già tradotto in più alti tassi di incidenti. Un rapporto di Allianz di marzo, ne ha censiti più di 70 nelle acque del circolo polare artico nel 2015, il 30% in più sull'anno prima.
La manciata di nazioni intorno all'Artico, sono tra le prime a voler capire come gestire le acque da poco navigabili. Solo il 10% del passaggio a Nord-Ovest è stato correttamente normato con accordi fra Usa e Canada. Porti che possono ospitare una nave delle dimensioni della Crystal Serenity in caso di emergenza, sono limitati sulla rotta, così come lo risorse per un'eventuale salvataggio.
Nell'agosto 2010, una nave da crociera molto più piccola, con 200 passeggeri e membri dell'equipaggio a bordo, si è arenata a 55 miglia marine dalla terra. Ci sono voluti due giorni alla guardia costiera canadese, per arrivare a recuperare le persone su scialuppe di salvataggio.
E gli ambientalisti sostengono che non ci sono risorse per far fronte a eventuali fuoriuscite di petrolio dalle navi e per il monitoraggio del rispetto delle normative ambientali. Crystal Cruises ha lavorato su questo progetto per più di 18 mesi e ha implementato le precauzioni per assicurare la sicurezza di ospiti e equipaggio e per tutelare l'ambiente: sarà scortata da una nave che potrà anche rompere il ghiaccio, se necessario, avrà due elicotteri ed è dotata di radar per il rilevamento del ghiaccio e altri pericoli di notte.

Simonetta Scarane

sabato 10 dicembre 2016

Cosa resterà degli anni 80?

Secondo Paolo Morando, giornalista, scrittore e vicedirettore de Il Trentino, ci siamo addormentati alla fine degli anni ’70. Un sonno rapido e inquieto, da cui ci hanno destato gli spari dei terroristi e, per sfuggire a quei rumori terribili, ci siamo tuffati in altri frastuoni: quelli delle discoteche, che iniziavano a prendere piede come replica ingenua e provinciale di quel che capitava in America (che grazie alle gesta di Tony Manero tornava ad essere la terra promessa, come di lì a poco avrebbe cantato un imberbe Ramazzotti), del consumo e dell’edonismo.
Ma la sbornia del disimpegno sarebbe continuata per tutto il decennio successivo. A metà del quale, con raro acume critico, Stenio Solinas aveva già schizzato un dipinto corrosivo e ironico dell’Italia convertitasi al culto del privato nell’ormai quasi introvabile Mostri degli anni ’80. Giusto per dire che tra lo champagne, le griffe e i lustrini c’era più di qualcosa che non andava.
Con Dancing Days, edito da Laterza, nel 2009, Morando era riuscito a beccare in tempo utile il trentennale del riflusso. Ora, con il suo recente ’80. L’inizio della barbarie, uscito sempre per i tipi di Laterza, tenta di sincronizzarsi sul trentennale della fase “calda” degli ’80, in cui il costume e il malcostume dell’epoca avevano preso una forma compiuta, e, se possibile, di anticipare il quarantennale di quello che anche lui definisce «il decennio più lungo del secolo passato».
Missione riuscita? Sì. E non era una missione facile: la nostalgia canaglia, con la complicità della memoria selettiva che fa da palo, è dietro l’angolo e ci frega sempre. Perciò gli anni ’80 sono i paninari, Madonna, l’elettropop dei Duran Duran, che aggiornarono in maniera contraffatta il mito dei Beatles. Gli anni ’80, ricorda ancora Morando, sono gli anni del lusso per tutti, dei giocattoli innovativi (alzi la mano chi non ricorda l’Allegro Chirurgo, il Cubo di Rubik e i videogame di massa, che anticiparono il boom dell'informatica con i Commodore, gli Atari e lo Spectrum), dei telefilm (e qui scendono i lacrimoni: Il mio amico Arnold, Magnum P.I., Supercar, A-Team e via ricordando) con cui l’emittenza privata insidiava il monopolio della Rai.
Ma gli anni ’80, ammonisce infine Morando, sono anche il decennio in cui gli istinti più bassi e fino ad allora repressi della società italiana emergono di botto. Ed ecco che, tolta la carta dorata, ci si accorge che il cioccolatino era un po’ tossico. Anzi, tolto il tappo, ci si accorge che il liquore (sì, avete capito, quello dello spot Milano da Bere, del compianto Marco Mignani) era un po’ adulterato. In senso metaforico, va da sé.
Ed ecco che ’80 dipana sotto gli occhi del lettore una trama costruita a mo’ di inferno dantesco: dai primi conati antimeridionali, propugnati dalle lighe - in particolare quella veneta - non ancora Lega, alle pulsioni razziste contro la prima ondata migratoria dei vù cumprà, il libro è una discesa negli inferi dell’inconscio collettivo italiota, finalmente libero di esprimersi al meglio, cioè al peggio.
Per capirci meglio: non che certe cose - il qualunquismo, gli atteggiamenti beceri, la volgarità, l’individualismo amorale al pari del familismo, l’ignoranza esibita come cifra stilistica - non fossero parte integrante del nostro costume, prima. Ma, se si è ben compreso il pensiero di Morando, questo becerume era tenuto a distanza dal linguaggio pubblico. Gli anni ’80, per capirci ancora meglio con un esempio, sono gli anni in cui il non sono razzista ma, inizia a diventare sono razzista punto. E questa gioiosa corsa all’estremo vale per tutti i complessi fattori della vita sociale.
Ad esempio, le mode giovanili: l’irruzione dei paninari su una scena dominata fino a qualche anno prima dalle tribù politicizzate (i fascisti, i comunisti, gli indiani metropolitani, gli autonomi ecc.) cambia il paradigma. Sempre in peggio, perché la vacuità dei riti di aggregazione spinge più giù. E non è detto che la dinamica, in questo caso, sia del tutto spontanea. Anzi. Non a caso, Morando tira fuori dal box di quei particolari effetti speciali che solo una memoria molto lucida può realizzare, tale Davide Rossi. Personaggio interessantissimo, che fu negli ’80 l’ideatore de Il Paninaro, rivista cult dei galletti dell’epoca, Rossi è riapparso nel 2009 come superlobbista, legato politicamente a Gabriella Carlucci, allora deputata del Pdl, come autore di una proposta da tradursi in legge che avrebbe mirato a limitare l’uso del web. Fin troppo facile l’ironia di Filippo Facci (l’anti Travaglio che demolì Di Pietro) su di lui: «Il tuo passato è rintracciabile, ma non ti ha impedito di raggiungere incarichi da cravatta scura».
Ovviamente, non tutti sanno che tra Rossi, che scrisse per i paninari ieri sulla testata di Edifumetto (la casa editrice di Lando, del Tromba e delle pornovampire), e Facci c’è in comune Berlusconi. In senso politico per Rossi, in senso editoriale per Facci, già firma di punta del giornale e ospite occasionale degli studi Mediaset.
E qui veniamo a un altro punto piccante di ’80, che Morando sbriga con grande abilità, senza cadere nella trappola facile dell’antiberlusconismo: la cifra degli ’80, secondo l’autore, sarebbe stata il berlusconismo. O meglio, il berlusconismo mediatico, che fu alla base di una trasformazione importantissima nell’informazione di massa.
Un altro esempio per capire: prima, nei ’70, c’erano le tv e le radio libere, che si arrangiavano con pochi mezzi e in maniera amatoriale per strappare qualcosina al monopolio pubblico; dopo, a partire dagli ’80 e grazie alla geniale intuizione di Berlusconi arrivarono i network, che trasformarono l’emittenza libera in emittenza privata. Questo passaggio ha inciso sul costume in maniera spettacolare perché ha contribuito a sdoganare tutto ciò che la Rai, bacchettona nonostante l’avvento di Arbore e Boncompagni, teneva chiuso a chiave. Il berlusconismo politico, in questa particolare chiave di lettura, sarebbe stato la prosecuzione di quello televisivo. Cioè il tentativo di proseguire nell’Italia d’inizio millennio la mitologia mediatica degli ’80.
Nessuna dietrologia in tutto questo: i manipolatori ci furono anche prima (quanti, nei terribili ’70, cavalcarono l’onda dell’extraparlamentarismo per passare poi al sinistrese e approdare infine al politicamente corretto?). Cambiava la modalità: prima era l’ideologia, poi sarebbe stato il riflusso, oggi è il nichilismo prèt-a-porter. Fin qui nulla di nuovo, insomma.
Ma la morale di ’80 è chiarissima ed apprezzabile proprio perché è priva di preconcetti ed è animata da uno spirito critico sereno e da una robusta documentazione: l’Italia perse i freni inibitori in quel decennio. Allora il Paese smarrì lo spirito civico, la tolleranza e la solidarietà. Allora le barzellette che si raccontavano al bar di nascosto fecero capolino nei media e, da lì, tracimarono nel dibattito pubblico.
Ci si ferma qui. Perché il resto lo dice benissimo Morando.
Montanelli liquidò l’evoluzione (involuzione, se si preferisce) storica dell’Italia tra i ’70 e gli ’80 con una delle sue immagini efficacissime: fu il passaggio dagli anni di piombo a quelli di latta. Poi nei ’90 sarebbe arrivato il fango. E ora? Morando attenderà qualche altro anniversario per scriverne, o vorrà deliziarci con un libro di storia in progress bello come ’80?

Saverio Paletta



sabato 19 novembre 2016

Breve storia del Kleenex, il fazzoletto di carta.

Lo sapevate che un fazzoletto di carta pesa in media 3 grammi? Il che significa che un italiano in media usa 4333 fazzoletti di carta in un anno. Vediamo perché.

Con il primo freddo arrivano anche i primi raffreddori. Parenti, amici, colleghi, nessuno è immune a sternuti e soffiate di naso. Prima che colpisca anche noi è solo questione di tempo: meglio essere previdenti e armarsi di quantità industriali di fazzolettini.
Secondo alcuni, la storia dietro questo fogliettino di carta usa e getta, a volte antipatico agli ambientalisti, è centenaria. I primi avvistamenti risalgono al 17º secolo in Giappone, dove viaggiatori europei rimasero stupiti dall'uso di questa carta soffice, utilizzata per soffiare il naso e poi candidamente gettata a terra. Un'invenzione stupefacente rispetto al classico fazzoletto occidentale, che doveva essere custodito e lavato quando necessario.
Il fazzolettino come lo conosciamo oggi, è stato inventato negli anni 20' dalla società americana Kimberly-Clark, proprietaria del famoso marchio Kleenex. Curiosamente è uno dei quei pochi casi, in cui il modo di utilizzo di un prodotto non è stato deciso a monte, bensì dagli utenti finali. Quando i fazzolettini di carta sono stati introdotti sul mercato, erano stati pensati come un fogliettino di carta usa e getta, per permettere alle signore di rimuovere creme idratanti in eccesso.
Anche nei cartelloni pubblicitari, furono usate le star di Hollywood fotografate nei camerini, mentre utilizzavano i fazzolettini per rimuovere il trucco di scena. Solo qualche anno più in là, la Kimberly-Clark ha effettivamente capito come il suo prodotto venisse utilizzato dai consumatori.
Da allora il fazzolettino chiamato da molti kleenex, è diventato un oggetto di uso comune. Quanti ne consumiamo ogni anno? Forse non vi stupirete molto, visto che l'uso maggiore è nei paesi più freddi dove probabilmente ci si raffredda di più. Ma credo che nessun italiano, se interrogato, avrebbe mai pensato di usare in un anno più di 13 chili di fazzoletti.