Il
giornalismo italiano è in crisi, l'Ordine dei giornalisti non serve
a nulla e non tutela la professionalità, clicca QUI. Sono tutti
argomenti triti e ritriti per chi come me si ostina ancora a leggere
qualche quotidiano e naviga in rete. D'altronde in Italia abbiamo
concepito i “giornali partito”, ben foraggiati dai contributi di
stato sull'editoria, casse di risonanza e macchine di propaganda dei
partiti politici e autentici contenitori di pseudo giornalisti servi
umili e accondiscendenti, ai quali non viene chiesta professionalità
e competenza, ma bensì assoluta ubbidienza e totale dedizione alla
causa politica.
Noi
in Polesine, che non ci facciamo mancare proprio nulla, abbiamo il
nostro bel giornale partito, organo ufficiale o tazebao che dir si
voglia, del partito comunista polesano, in Italia si chiama PD, che
corrisponde al nome de “La Voce di Rovigo”.
Nata
dalle macerie de “La Risposta” e la “Nuova Rovigo”, definite
canali di finanziamento occulto del PCI-PDS – clicca QUIQUIQUI e QUI – non ha perso, ma semmai amplificato, la sua connotazione di
strumento di propaganda politica.
Sulla
questione soldi, finanziamenti e fatturazioni “particolari”
volutamente non scrivo, perché potranno essere l'argomento di un
prossimo post.
Io
“La Voce” non la compro, costasse anche 1 centesimo, ma per
principio non intendo pagare le bugie, le falsità e le cattiverie
degli altri. La leggo al bar. Il mio euro preferisco darlo ad un
barista, che mi trasmette professionalità, capacità e anche
simpatia, e così non contribuisco a finanziare apparati di
staliniana memoria.
L'attrito
tra me è “La Voce di Rovigo” è storia vecchia. Dalla loro
pagina Facebook, che anni fa era aperta, ora non più, li ho sempre
punzecchiati sulle varie cazzate che quotidianamente pubblicavano, la
redazione in generale e i collaboratori in particolare.
Nell'ultimo
anno, anno e mezzo poi, ci stanno letteralmente fracassando i cosi,
con tutte le beghe interne del PD polesano – perché i comunisti si
sa, sono talmente ignoranti che non riescono a mettersi d'accordo su
nulla - e la messa in luce del suo giovane e intraprendente
segretario, tale Julik Zanellato, il cui nome è tutto un programma,
ovviamente futuro candidato sindaco al comune di Adria.
E
proprio l'amministrazione comunale di Adria, del centro destra, il
bersaglio principale della redazione; bisogna screditare l'avversario
sempre, comunque e dovunque, questo è l'ordine impartito dal
Politburo.
Per
questo non fanno ovviamente sfoggio di particolare intelligenza e
fantasia. Quella delle sciagure meteorologiche e dell'esaurimento
nervoso è per loro autentica ossessione: “Assesore nella
bufera...” “Centrodestra nella bufera...” “Nervi tesi in
consiglio comunale...”. Le
shoot che pubblico sono abbastanza
esaustive e pensate che sono andato indietro nel loro sito di solo un
mese.
Ora
hanno trovato l'occasione di scrivere malignità sul mio conto in
merito alla questione ex vigilessa Laura Fusetti ed ex avvocato
Edoardo Longo.
I
2 personaggini mi hanno infatti denunciato per diffamazione a fronte
dei miei post, la cui cosa mi onora e lusinga badate bene. C'è stata
un'udienza filtro il 18 dicembre 2015 dove ho chiesto di impugnare il
processo e di andare quindi a dibattimento il giorno 21 di ottobre
2016.
Questa
era eventualmente la notizia da riportare; dico eventualmente, perché
con tutto quello che succede tutti i giorni in Polesine, tra furti,
droga, rapine e violenze, la notizia della Fusetti e del Longo
assertivamente diffamati dal Gallimberti fa solo ridere.
Ma
i solerti “funzionari” de “La Voce di Rovigo” mi hanno
dedicato un trafiletto senza firma sull'edizione del 19 dicembre,
scrivendo una serie di stronzate e violando altresì quello che è il
codice deontologico giornalistico, che stabilisce l'esatta
proporzione tra accusa e difesa e la necessaria formula dubitativa
preliminare nell'esposizione del fatto. Ma questo si sforzano di fare
i giornalisti veri, non certo i funzionari de “La Voce di Rovigo”.
Ecco il trafiletto :
Ora
pubblico la mail che immediatamente dopo il fatto, inviai alla
redazione del giornale e dalla quale non ebbi nessuna risposta.
Tanto
meglio.
Mi
fa piacere che la leggiate Voi e che riusciate a farVi un'idea su che
razza di persone gestiscono l'informazione:
Spett Redazione “La
Voce di Rovigo”
Relativamente
all'articolo senza firma comparso nell'edizione de “la Voce di
Rovigo” di sabato 19 dicembre 2015, a pag. 25, titolato: “ADRIA –
A processo un 45enne – Offende nel suo blog avvocato e vigilessa”,
sono a contestare nel merito e nel modo con cui è scritto poiché
fortemente viziato, quindi sbagliato e non completamente
corrispondente alla realtà dei fatti.
Sul merito stiamo
parlando di un'ex vigilessa, (Laura Fusetti), rimossa ormai da anni
dal corpo di polizia locale del comune di Adria, a fronte di sue
continue intemperanze nei confronti dei colleghi e soprattutto
dell'utenza.
Altresì stiamo
parlando di un avvocato “ad intermittenza”, (Edoardo Longo),
poiché lo stesso è stato sospeso due volte dall'Ordine degli
Avvocati di Pordenone, una a fronte della pubblicazione di scritti
anti-semiti, (si auto-definisce intellettuale revisionista di fatto
nega l'esistenza delle camere a gas e afferma che lo sterminio degli
ebrei non è mai esistito), due per avere subito una condanna per
furto di documenti da un fascicolo processuale che lo riguarda nel
marzo 2015 e un'altra condanna definitiva per diffamazione aggravata
nell'ottobre 2014.
Volutamente tralascio
di scrivere sulla terza persona coinvolta, “... un altro
cittadino...”, perché trattasi di un collaboratore del Longo.
Ora l'ipotesi
accusatoria scaturita dalle denunce di parte e si diffamazione, ma
all'udienza filtro, ripeto filtro, del 18 dicembre, a cui
maldestramente si riferisce l'articolo, il denunciato, cioè il
sottoscritto, forte della bontà del suo operato, non ha scelto alcun
rito abbreviato o alternativo, riservandosi la facoltà di presentare
ulteriori documentazioni e testi. A questo punto il giudice altro non
poteva fare che fissare udienza, questa volta di primo grado, per il
giorno 21 ottobre 2016.
E questo viene omesso
dal contesto dell'articolo poiché si scrive in maniera aprioristica
“Offende nel suo blog...”, “... nel suo blog ha offeso...”,
“... ha usato con molta leggerezza lo spazio da lui gestito...”,
inoltre “... accusando la vigilessa di essere una donna poco seria
e dedita alle peggiori abitudini sessuali...”, questo passaggio non
esistente nei post in oggetto, (presenti in rete sul mio blog), è
scaturito dal capo di imputazione redatto su indicazione dei
denuncianti e al quale il “compositore” dell'articolo in
questione si è esclusivamente e quindi erroneamente affidato.
Quindi manca
nell'articolo, o meglio in questo “esercizio di giornalismo”,
oltre che la corretta presentazione del fatto, anche la necessaria e
obbligatoria proporzione tra accusa e difesa, stante nella sua
attuale e pubblicata versione, la percezione, (e mica poi tanto
percezione), che il denunciato, cioè io, sia di fatto un diffamatore
e che abbia scritto delle frasi che in realtà non ho mai scritto.
Che io sia un
diffamatore o uno che “Offende nel suo blog...”, si potrà in
parte dire dopo l'udienza del 21 ottobre 2016, (perché in Italia, vi
ricordo, esistono tre gradi di giudizio), ma non assolutamente in
questa fase processuale.
Per tutti questi
motivi, a fronte dei dati oggettivi facenti parte integrante della
vicenda processuale e invocando altresì la legge sulla stampa che
stabilisce criteri precisi di pubblicità e di parità tra accusa e
difesa, sono a pretendere che entro Natale, venga redatto un nuovo
articolo, riportante la giusta dimensione del fatto.
In caso contrario agirò
volentieri in maniera molto sgradevole nei Vs. confronti.
Se non sapete fare la
cronaca, continuate a scrivere di Julik Zanellato e delle beghe
interne del PD.
Ersilio Gallimberti –
Adria
Io
aggiungo solo 3 cose: la prima è che aspetto con ansia il 21 ottobre
2016 per andare a dibattimento e interrogare i denuncianti. Non mi
preoccupo per l'Edoardo Longo, autentico abituè delle aule di
tribunale e del quale constato un tracollo professionale e personale
senza precedenti. Un tipo del genere, nazista e negazionista, poteva
solo finire in maniera miseranda.
L'ex vigilessa Laura Fusetti
Mi
preoccupa non poco, invece, la Laura Fusetti, l'ex vigilessa, la cui
vita professionale e privata sarà praticamente messa a nudo, e non
era assolutamente quello che volevo quando con ilarità e simpatia
scrissi il pezzo oggetto del contendere – clicca QUI . Ma si vede
che spogliarsi le piace …
La
seconda cosa riguarda le aziende che comprano spazi pubblicitari su
“La Voce di Rovigo”: fate una riflessione e considerate bene a
chi date i Vostri denari.
La
terza cosa che voglio scriverVi e che esistono ancora, rari devo dire
la verità, esempi di buon giornalismo. Cliccate sul link e leggete
l'articolo che hanno scritto, sullo stesso argomento, i giornalisti
di “Rovigo Oggi”; addirittura la citazione alla “Colonna
Infame” di Manzoni mi ha commosso.
La notizia è di
mercoledì 13 Novembre 2013. Matteo Veronese, adriese ma con la
residenza a Canaro, (RO), è stato condannato dal Tribunale di Rovigo
a 4 anni di reclusione, 10mila Euro di multa e 5 anni di interdizione
dai pubblici uffici.
Il motivo ? I fatti
risalgono ancora al 2005 quando venne pure arrestato. Il Veronese,
spacciandosi per broker finanziario, per trader di borsa, aveva
maldestramente gestito, di fatto facendoli scomparire, decine e
decine di migliaia di Euro, (i giornali parlano di 15milioni di
Euro), di ignare e fiduciose persone, amici e compaesani, che avevano
creduto in lui e nelle operazioni finanziarie che reclamizzava.
Esercizio abusivo della
professione è proprio il reato per cui il Veronese è stato punito
anche se altri e ben più gravi reati figuravano tra gli atti
processuali, quali l'appropriazione indebita, che è stata comunque
dichiarata prescritta stante l'efficienza della pseudo-giustizia
“itagliana”.
Ora
questa sporca faccenda mi porta a fare alcune considerazioni.
Premetto che conosco il Matteo Veronese, anche lui di Adria come me ;
rampante e iper-attivo fin da giovane, presuntuoso, arrogante, dai
modi un po' stronzetti, consapevole a suo pensare di appartenere ad
una famiglia in vista e quindi nella lecità di poter comportarsi in
maniera estrema, spesso non curante delle regole della buona
educazione. Il cosiddetto rampollo di buona famiglia, quella figura a
metà strada tra il serio e il faceto pennellata dai fratelli Vanzina
nei vari antesignani dei cinepanettoni, che tanto erano in voga negli
anni 80'. Ve li ricordate ? I vari “vacanze sulla neve, a Cortina “
ecc ecc.
Oppure rimanendo in
ambito classico e con i dovuti adattamenti, una specie di Don Rodrigo
di manzoniana memoria.
Ecco questo è, o almeno
era, il Matteo Veronese che conosco. Forte di tutto ciò ha promesso
mari e monti ad amici e compaesani, che ovviamente rassicurati da
tutta questa aureola, hanno affidato i loro risparmi al giovanotto
per ritrovarsi poi in braghe di tela.
Attenzione
qui non c'entra nulla la discussione su furbi e ignoranti, che
qualcuno ha tirato in ballo su Facebook, perchè se dovessimo
applicare questo metro di ragionamento, non sarebbe stato nemmeno
necessario condannare il Veronese, né tanto meno denunciarlo.
Qui la considerazione che
bisogna fare, è che un individuo ha carpito la buona fede e
l'amicizia di persone che si fidavano di lui, e gli ha portato via
del denaro ; già questo è sufficiente a mio modesto vedere, a farlo
sprofondare in un girone dantesco, il più bollente e profondo che
esista.
Un altra considerazione
che faccio e che anche in questo caso, fortunatamente in maniera
secondaria, è subentrato l'elemento “ingordigia umana”. Tante
persone si sono avvicinate al Veronese ingolosite da rendimenti e
dividendi altissimi, accecate dalla bramosia di denaro e guadagni
facili. Ma questo fortunatamente resta un aspetto secondario della
vicenda ; l'aspetto principale rimane sempre il tradimento
dell'amicizia.
E poi concludo con
l'amara riflessione di come possa essere facile guadagnare soldi
disonestamente e di come diventa sempre più difficile guadagnarli
onestamente. Chi scrive si fa in quattro per restare dentro nel
budget stabilito dal cliente, all'interno delle sue prescrizioni,
delle sue direttive e cercando ovviamente di costruire il servizio
migliore assolutamente “tailor made”, e dopo ti senti pure
criticare perchè c'è sempre qualcosa che non gli garba o che non
funziona, a suo dire.
“Mala
tempora currunt”, e il mercato italiano si è fortemente
deteriorato, oppure, non lo so, ditemi Voi, si è spostato il
baricentro, dall'onestà e la correttezza, alla non correttezza e
alla poca onestà.
Queste notizie mi fanno
assolutamente arrabbiare, pensando poi che dal punto di vista
giudiziario, i poveri risparmiatori hanno dovuto aspettare 7 anni per
avere questa prima sentenza, che altrettanti ne dovranno aspettare
per avere una quantificazione del danno in sede civilistica, e che
sicuramente il Veronese farà appello, dilatando ulteriormente i
tempi di giustizia, con la prescrizione sempre in agguato. W l'
ITAGLIA !
Se Veronese ha fregato
dei soldi pure a me ? No assolutamente, io soldi non ne ho, come
faccio a investirli. Però gli ha portati via a dei miei amici e
questo mi fa arrabbiare. E
poi, e questa è la mia ultima considerazione, chi al giorno d'oggi
investe soldi in Borsa, è come minimo un cretino.
.
. . e fin qui tutto in regola, o quasi. Dopodichè, care lettrici e
cari lettori, dovete considerare che noi siamo in Italia, o Itaglia
che dir si voglia, o meglio ancora in quello che ne è rimasto. E
l'Italia è quella specie di paese dove se gridi “Ladro” al ladro
che ti ha appena rubato il portafoglio, questo potrebbe denunciarti
per diffamazione e trovare anche un magistrato che li da regione.
Nel
nostro caso, Matteo Veronese, sentendosi diffamato dai commenti al
precedente post, ha presentato denuncia al Tribunale di Rovigo, il
quale “molto diligentemente” ha provveduto al sequestro dello
stesso. Pubblico integralmente il provvedimento.
Ora
in virtù dell'enunciato evidenziato in rosso nel predetto
provvedimento, che potete leggere qui sotto, sono a riproporVi il
post, con un aggiornamento e un sistema nuovo di commentare. Se non
altro per rispetto della verità e soprattutto per rispetto nei Vs.
confronti, care lettrici e cari lettori, che tanto interesse e
partecipazione avete dimostrato su questo argomento.
Per
quanto riguarda la vicenda processuale, la Corte d'Appello ha
confermato la condanna per Matteo Veronese, stralciando invece la
posizione degli altri coimputati. Questo potrebbe complicare e
allungare il piano di rientro del maltolto. Piano che dovete seguire
voi, care lettrici e cari lettori, perché ricordatevi che Matteo
Veronese i soldi li ha ! Ora si aspetta la sentenza di Cassazione,
che dovrebbe confermare quella d'Appello. Questo per quanto riguarda
il fatto giudiziario.
Ora
dovete sapere che Matteo Veronese, abbandonata definitivamente e
fortunatamente, aggiungo io, l'attività di broker, si è
specializzato in quella di “accompagnatore”. Il Veronese infatti
concupisce fragili donne, illudendole di amarle, per poi farsi
“prestare” del denaro a “cottura” ultimata, denaro che mai
più restituirà. E questa cosa disgustosa e ignobile è trapelata
dalle centinaia di commenti che avete inserito nel precedente post e
dalle decine di messaggi Facebook e mail che mi sono giunti, di donne
addolorate, arrabbiate, derubate e ferite, che mi hanno profondamente
commosso ed esortato a continuare.
Questo
non fa altro che confermare quello che già pensavo di Matteo
Veronese e cioè che è un ragazzotto viziato, capriccioso, capace
delle peggiori infamie. Ma non dimenticate una cosa importantissima : è malato di gioco. E' frequentatore assiduo delle sale da gioco,
delle sale di Texas Holden, partecipa a tutte le gare di poker in
giro per l'Italia e l'Europa ; era a Praga quest'inverno, me lo ha
scritto lui su Twitter prima che lo bannassi. L'iscrizione a queste
gare costa migliaia di euro, giocare costa migliaia di euro, soldi
che il Veronese “caccia” senza battere ciglio, per il semplice
motivo che li ha. E sono i Vs. soldi.
Ora
se volete commentare, ricordatevi
di usare un lessico garbato, educato e mai offensivo.
Lasciate perdere la famiglia e i suoi genitori. So che siete
incazzatissimi ma cercate di trattenervi, altrimenti non posso
pubblicare i commenti.
Pensate
al grande potere catalizzante che può avere questa pagina per
ottenere la restituzione dei Vs. soldi.
Auguri
a tutti e buon lavoro, perché noi, ed è giusto che si sappia,
lavoriamo.
Aggiornamento
Vi
comunico che il 29 gennaio 2016 la Corte di Cassazione ha respinto il
ricorso presentato da Matteo Veronese. Viene confermata, quindi, la
sentenza d'appello che vede il Veronese condannato a 4 anni di
reclusione, i Vecchiati assolti e anche la bizzarra assoluzione di
Pasquale Casale, ex ad di IWBank, in quanto nella motivazione si
legge che il Casale poteva anche non sapere.
Della
serie “occhio non vede cuore non duole” o “giustizia creativa”
all'italiana? A voi l'ardua sentenza.
Alcuni
di voi saranno a conoscenza della vicissitudine occorsami con la SPE,
la concessionaria di pubblicità del “Resto del Carlino”, con il
suo rappresentante Gherardo Boccato, il responsabile amministrativo
Emilio Gadaleta e soprattutto con il suo avvocato, tale Sergio Taddei
del foro di Bologna, un maleducato, incompetente, arrogante e
bifolco. Per chi non è a conoscenza cliccate QUI .
Al
Sergio Taddei inviai alcune corrispondenze cartacee, dopo che mi si è
sempre negato al telefono, in cui lo invitavo a desistere
nell'inviare corrispondenze all'indirizzo dei miei genitori. Inviti
ahimè vani tant'è che nell'ultima lettera che spedii al suo studio
legale, ne misi in discussione i natali ipotizzando, oltre al
meretricio, altresì un esercizio originale della bocca della madre
del Taddei, essendo appunto di Bologna, patria incontrastata del
“buchen”.
Al
che il Sergio Taddei si sentì diffamato tanto da proporre denuncia
alla competente autorità e in seguito della stessa dovrei
presentarmi il 18 giugno 2015 al giudice di pace di Bologna, per
rispondere appunto sull'ipotesi di reato di diffamazione.
Ora
il 18 giugno non mi presenterò a Bologna, essendo in altre faccende
affaccendato, ma ho dedicato questa ulteriore lettera, che ho già
spedito allo studio legale Taddei di Bologna, via De Toschi 11, e che
ora voglio pubblicare qui sul blog per mettere in guardia il maggior
numero di persone sull'incompetenza di tale avvocato, e anche per
farvi fare 2 risate. Ora
navigando in rete, sono venuto a conoscenza delle belle prodezze di
suo figlio Filippo, (clicca QUI e QUI), il solito ammanigliato
paraculo del PD, leggi partito comunista, ed ora capisco anche perché
il Taddei padre sia l'avvocato della SPE, che è uno dei tanti
collettori di denaro del partito comunista emiliano.
Premetto
che non credo assolutamente alle minacce di morte al figlio Filippo.
Sono sicuro che se le è fatte da solo queste minacce al solo scopo
di idolatrare il suo operato, nella completa consapevolezza che il
Jobs Act è una “cagata” magagalattica, che ci porta lontano
dalle politiche occupazionali europee e soprattutto che non creerà
alcun nuovo posto di lavoro in Italia.
E'
uno sport nazionale itagliota, quello di far parlare di lavoro
persone assolutamente incompetenti e che non hanno mai lavorato, vedi
appunto Filippo Taddei che essendo figlio di cotanto padre, sarà
sicuramente un incompetente e un fannulone totale.
Leggetevi
la lettera e buon divertimento ! Se ci saranno novità ve le
comunicherò.
Ciao
Taddeo, come stai ? Sono Gallimberti.
E'
un po' che non ci si sente. Tu immaginerai sicuramente perché ti
scrivo. Per il 18 giugno, per l'udienza.
Ora
leggendo gli stralci della lettera oggetto dell'azione penale,
(ehhhh, hai sentito che termini?), ho fatto un'ulteriore
considerazione. Sai che io ogni tanto penso ...
E'
che Bologna, oltre ad essere universalmente nota per l'arte del
fellatio, di cui tua madre era assidua praticante, è anche famosa
per la proverbiale tolleranza al mondo degli omosessuali, i “busoni”
come vengono amichevolmente chiamati dai bolognesi, o come si dice
oggi è una città “gay friendly”.
Ora
la considerazione che faccio e che tuo padre deve essere stato uno
dei più grandi “busoni” di Bologna e provincia, e dall'unione
con tua madre, grande meretrice bolognese e regina del fellatio, sei
nato tu, Sergio Taddei.
Ora
il 18 giugno non sarò a Bologna, perché io devo lavorare e
produrre, non come te che campi sulle disgrazie della gente, e col
culetto ben parato nelle strutture del PD, leggi SPE.
Ma
comunque ho deciso di dedicarti la giornata del 18 giugno, a modo mio
si intende.
Ora
il 18 giugno, quando mi alzerò dal letto, alle 6 di mattina, la
prima cosa che farò è la cacca. Ecco quella cacca la dedicherò a
te !
Poi
prenderò l'orzo con i biscotti, e dopo un po' dovrò fare una
seconda cagata, questa volta più abbondante della prima. Ecco,
questa seconda cagata la dedicherò a te, a tua madre e a tuo padre.
Dopodichè,
ogni pisciata che farò durante la giornata, sarà dedicata a te,
Avv. Sergio Taddei, alla tua enorme professionalità e competenza, e
ti garantisco che ne farò tante di pisciate. Berrò l'acqua
Rocchetta !
Quindi
se nella giornata del 18 giugno, ti capitasse di percepire un senso
di umidità al volto, puzza di vasca biologica e la bocca impastata
non guardarti intorno, ma pensa a me e a tutte le dediche che ti
farò.
Per
concludere ti auguro di passare gli ultimi anni della vita, dentro e
fuori dagli ospedali, e di mangiarti tutti i soldi in medicine.
Che avessi a che fare con un alienato disturbato mentale, paranoico ossessivo grafomane, me ne ero già accorto. Ma ora, parlando di Andrea Tripepi, il pseudo-scrittore, il pseudo-commerciante di vini, il pseudo-ricercatore scientifico, il pseudo-giornalista ecc. ecc. la cosa diventa veramente più complicata perché ho, anzi abbiamo, la prova provata, anzi filmata, che il Tripepi è seriamente malato di mente.
Ho avuto l'enorme pazienza di sorbirmi tutti i 10 min. dell'osceno sermone e mi sono veramente rattristito.
Rattristito perché ho avuto consapevolezza di come la malattia mentale attacchi senza pietà chiunque.
Tralasciamo l'abbigliamento, che assomiglia vagamente ad una tuta di costrizione, tanto per rimanere in tema manicomio, con quei pantaloni e quella oscena maglietta a righe, vogliamo parlare della location, della scenografia ?
Seduto su una panchina, in parte alla strada e con una bottiglia di vino davanti. L'apoteosi del cattivo gusto !
Ma poi le frasi sconnesse, senza senso, le pause lunghissime, le continue incertezze, i tentennamenti, quel ridicolo gesticolare con le dita.
E soprattutto il viso, attenzione ho scritto viso non muso.
Il "viso" sofferente di Andrea Tripepi
Il viso scavato, magro, la fronte ampia e la fissità dello sguardo nel vuoto, tutti sintomi oltre che del più totale vuoto mentale, di una grandissima sofferenza interiore.
E per questo che Andrea Tripepi mi fa pena, perché ora più che mai mi rendo conto che sta seriamente soffrendo, è gravemente malato e sta combattendo la più difficile delle battaglie : quella del suo equilibrio psichico e del porsi finalmente in armonia con se stesso e l'universo.
Auspico seriamente che qualcuno vicino a lui, qualcuno che li vuole bene, si adoperi nell'aiutarlo perché ne ha tanto bisogno.
Dal canto mio, ripeto, il Tripepi mi fa solamente pena, perché capisco che è una persona seriamente sofferente e nulla mi sento di aggiungere a quello che ho già scritto in merito, clicca QUI, a parte oramai la consapevolezza di non avere a che fare con un deficiente, bensì con una persona gravemente malata.
Solamente due precisazioni voglio fare.
Quando scrivo che uno è un nazista, che uno è senza arte né parte, che qualcuno è stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio, lo faccio perché ho dei riscontri oggettivi, degli articoli di giornale, dei rapporti di polizia locale, dei links, e quindi corrispondono a episodi veri, reali e vanno riportati nell'ambito del diritto di cronaca.
Per quanto riguarda l'assistente di PS Tripepi, padre di Andrea, mentre posso apprezzare la difesa col cuore che il figlio fa al padre, un comportamento che gli fa onore evidentemente, dall'altro lato non posso che riportare alcuni fatti e cioè che lo stesso assistente è stato più volte sottoposto a provvedimenti disciplinari ed è stato anche pre-pensionato, che nell'ambito degli operatori di pubblica sicurezza equivale al licenziamento.
Motivo ? Alcune sue “aderenze” con una famiglia malavitosa locale, (clicca QUI, QUI, QUI e anche QUI facendo attenzione alla pagina 22). Le aderenze poi, generano anche inimicizie e ostilità dall'opposta fazione, e questo giustificherebbe il trasferimento dell'Andrea, in quella Repubblica Ceca che tanto visceralmente ha dimostrato di odiare, solamente per tenerlo il più lontano possibile dalla Calabria.
Concludendo che l'Andrea Tripepi sia seriamente malato di mente c'è ne siamo accorti tutti, ma la malattia mentale, oltre all'aspetto, per così dire pittoresco, ha anche, purtroppo, un aspetto drammatico e pericoloso.
Mi riferisco ai vari messaggi intimidatori via Facebook e ai commenti calunniosi su questo blog.
Ora il Tripepi è stato cacciato da tutti i gruppi Facebook, poiché non riesce a controllarsi e inizia a delirare scrivendo periodi aberranti e offensivi verso tutti e verso tutto ; le shoot che pubblico sono solo un esempio.
Io personalmente l'ho bloccato perché il mio account Facebook era continuo bersaglio della sua follia distruttiva. Utilizza un nome falso : Piero Rana. Ho dovuto bloccare anche questo nominativo.
Comunque voglio mostrarvi i testi di alcuni messaggi Facebook inviati, uno ad una mia collaboratrice, la cui unica colpa è stata quella di avermi difeso durante una “crisi” dell'Andrea Tripepi :
Questo
messaggio invece mi è stato inviato sul mio account prima che
bloccassi Piero Rana alias Andrea Tripepi :
Questo
invece è uno dei tanti commenti anonimi sul blog :
Questo
per dire pubblicamente che se la cosa dovesse continuare su questa
“brutta china”, non esiterò a difendere la mia persona, la mia
attività e i miei collaboratori in tutte le sedi civili e penali sia
italiane che soprattutto ceche, notoriamente molto più efficienti e
molto meno indulgenti verso la pazzia di quelle italiane.
Il
resto è … incommentabile !
Aggiornamento
Andrea
Tripepi, dopo aver fallito la sua esperienza in Rep. Ceca, non è
andato in Australia, (dove le regole di immigrazione sono severissime
come la maggior parte di voi saprà), ma fa il maestro in un paesino
del Friuli.
Ora
il mio pensiero va a quei poveri alunni; per fortuna che avranno modo
di rifarsi nelle scuole superiori con degli insegnanti migliori, si
spera.
E
poi penso che la madre degli statali e purtroppo sempre incinta e che
imprenditori inevitabilmente si nasce, non si diventa.
Aggiornamento
n. 2 (23/05/2015)
Vi
informo che il video non è più disponibile, poiché è stato
rimosso dietro preciso ordine dell'autorità giudiziaria inquirente,
in quanto oggetto di azione penale. Dopo l'ennesimo attacco
calunnioso di Andrea Tripepi, ho provveduto infatti a denunciarlo.
Ora questo ed altri 4 video, per un totale quindi di 5, sono stati
scaricati preventivamente e a disposizione esclusiva dell'autorità
giudiziaria.
Vi
voglio informare altresì che ora Andrea Tripepi, su Facebook, si fa
chiamare Bill Gains. Non chiedetemi il perché. Ora
lasciamo lavorare la Magistratura, di più non posso scriverVi.
Una
in particolar modo, Edoardo Longo, sedicente avvocato con studio in
Pordenone, V.le della Libertà 27 e residente a Codroipo in Via dei
Frassini 1/13. Avvocato ad intermittenza poichè spesso e volentieri viene sospeso dal consiglio dell'ordine.
Mi
rivolsi a lui nel 2004 su segnalazione di un pazzo, proprio perché a
detta di tale pazzo, ormai ex-amico, era economico ed efficiente e,
per uno come me, che i soldi non li trova sotto la foglia di cavolo,
quella dell’economicità è un particolare molto importante.
Volle
300€ per iniziare la pratica e io puntualmente glieli versai, ma a
fronte di questo versamento nulla vidi fare per lo svolgimento della
pratica stessa. Anzi mi sentii dire che lui quella pratica non voleva
proprio svolgerla, in quanto si trattava di una causa civile, e che
quindi l’avrebbe passata al fratello, anch’esso avvocato, che mi
sparò una parcella di oltre 1500€ come fondo spesa. Assurdo!
Inoltre Edoardo Longo mi richiese altri soldi, poiché affermava di
aver sostenuto della altre spese nello studio della pratica e aveva
ormai eroso quei 300€ dati precedentemente.
Altro
particolare degno di nota: durante uno dei nostri pochissimi incontri
Edoardo Longo mi fece scivolare sotto il naso un opuscoletto bianco e
nero al quanto scarno dal titolo “Ciao Europa” e mi disse
testualmente: “Sa Gallimberti, io scrivo
per questo giornalino e l’abbonamento cosa solo 20€”. E allora
che cosa avrei dovuto fare, se non dargli altri 20€ ed abbonarmi a
questo giornale, come lo chiama Longo? Cominciai a leggere questo
opuscolo e mi
si spalancò davanti un mondo che per me allora era quasi del tutto
sconosciuto! Certo avevo già sentito parlare dei revisionisti e dei
negazionisti storici, ma sempre in maniera molto superficiale e
succinta; è la prova inconfutabile di dove possa arrivare la follia
e la bestialità umana. Ed Edoardo Longo è un portavoce di questo
mondo poiché egli afferma che l’Olocausto non è esistito, il
diario di Anna Frank è un falso, così come pure le deportazioni, i
campi di concentramento e lo sterminio di 6 milioni di ebrei, che
egli, Edoardo
Longo, considera come la cancrena dell’umanità, esseri inferiori e
portatori di malattie.
Rimasi
esterrefatto! Mi chiedo come siano possibili tali affermazioni! Come
possano esistere tali personaggi! Negare l’esistenza
dell’olocausto! Negare l’esistenza delle camera a gas! Premetto
che Edoardo Longo si definisce intellettuale revisionista! Ma
intellettuale di che? Ecco così aprirsi questo mondo abominevole di
revisionisti e di negazionisti, personaggi che definire pazzi è
troppo poco!
Voglio
dire, inoltre, che il revisionismo e il negazionismo, cioè la
negazione storica della Shoah sono considerati
reato in tutti i paesi d’Europa; solamente in Italia non sono
considerati reato perché rientrano nella liberà espressione di
pensiero, ma ci rendiamo conto?! Ma in merito a queste cialtronerie
ritorneremo
dopo.
È
chiaro che il mio punto di vista sull'Edoardo Longo avvocato cambiò
radicalmente a fronte di tutto questo! Comunque, a fronte del
preventivo pazzesco che il fratello del Longo, anch’egli avvocato,
mi fece, telefonai al Longo chiedendo lumi su tale condotta. Per
tutta risposta mi buttò giù il telefono apostrofandomi in malo
modo. Al che decisi di recarmi presso lo studio di V.le della
Libertà 27 a Pordenone per parlargli di persona. Non l’avessi mai
fatto! Ci furono parolacce, attacchi fisici e bestemmie quando io
reclamai la restituzione dei 300€ versati. Inoltre lui blaterava
pensieri strampalati, dandomi del Sionista, dell’Ebreo legato al
denaro. Dopo di che, calmati relativamente gli animi, disse voler
andare a prendere un caffè, forse aveva bisogno di innervosirsi
ancora di più! Al bar successe il resto, al che, rendendomi conto di
aver a che fare con una persona fortemente disturbata, decisi di
andarmene.
Avevo
ormai dimenticato questo brutto episodio, considerando tra l’altro
i 300€
definitivamente persi e la causa ormai non più istruibile
quando un giorno del lontano 2007, a casa del mio
amico Marco, in maniera del tutto casuale, digitammo il mio nome sul
motore di ricerca vedendo tutto quello che c’è. Mi cadde il mondo
addosso. Mai avrei pensato di aver suscitato così tanto odio e
cattiveria in una mente malata, paranoica e perversa, ma d'altronde
un revisionista non può essere una persona normale. Può essere solo
un malato!
Inoltre
l’odio e la violenza di Edoardo Longo non si manifestavano
solamente col revisionismo ma anche nei confronti della Magistratura,
dei giornalisti e di tutti coloro insomma che, per una maniera o per
nell’altra, si erano scontrati con lui. È la tipica sindrome
paranoica, basta consultare il suo sito www.edoardolongo.blogspot.com
!
Da
quel giorno iniziò la mia battaglia giudiziaria contro
Edoardo Longo; poiché inizialmente lo stesso mi aveva denunciato
accusandomi di sequestro di persona e rapina, imputazioni aberranti
completamente annullate dal giudice di Pordenone e convertite nel più
lieve esercizio arbitrario delle proprie ragioni, poiché in un paese
come l’Italia se qualcuno ti ruba qualcosa e tu vai per farti
restituire il maltolto, magari alzando la voce, ti condannano per
esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Succede anche questo in
Italia, paese che Edoardo Longo dice tanto di disprezzare chiamandola
I-TA-L-Y-A sottomessa al giogo di Sion, ma che intanto gli consente
di professare le sue farneticazioni e di renderle pubbliche sulla
rete, mentre per quel che mi riguarda devo anche sentirmi condannato
per esercizio arbitrario delle proprie ragioni, anche se per Longo
rimangono ancora estorsione e rapina! Quei magistrati che tanto dice
di disprezzare gli hanno fatto dopo tutto un favore, forse anche
perché essendo dopotutto avvocato (anche se spesso e volentieri
viene sospeso dall’ordine, come è successo pure l’inizio di
quest’anno 2010) conosce tutti i sotterfugi e le scappatoie per
raggirare quella frittata scondita che
è la giustizia italiana. Ma anche per me è arrivato il momento di
condire questa frittata!
Avendo
denunciato a mia volta il Longo Edoardo per diffamazione e calunnia,
questo è già stato condannato
dal giudice di Pordenone a pagare 500€ di multa e poi dobbiamo
vederci in un ulteriore sentenza il 10 giugno 2010 in cui prevedo, a
meno di una rivoluzione del diritto, un’altra sonora condanna per
l’intellettuale revisionista. Il vero travaglio giudiziario è
stato la causa civile che ho impiantato per ottenere la cancellazione
dalla rete dei contenuti ingiuriosi nei miei confronti. Per questo
l’attuale magistratura non è ancora attrezzata. Numerose sentenze,
persino una perizia tecnica di un Ingegnere informatico non sono
bastate per ottenere la cancellazione di quell’obbrobrio che c’è
su Internet, perché subentra la così detta “libertà di
espressione e di pensiero”. È proprio in virtù di questa libertà
che sono costretto
io stesso a ricorrere alla rete per fare sentire anche la mia
versione, per far valere anche le mie ragioni. A tal proposito voglio
ribadire, contrariamente a quello che farnetica Edoardo Longo, che in
questa vicenda la politica non c’entra assolutamente. Io non sono
mai stato iscritto al movimento “Fascismo e libertà”, non
conosco le persone che il Longo cita nel blog, non faccio attività
politica di alcun tipo, non sono candidato in nessuna lista politica;
è tutta una gigantesca e tragica bugia che
scaturisce dalla mente del Longo che cerca, forse, di trovare uno
strano e quanto mai strampalato pretesto per
giustificare il suo odio non solo verso di me, fondamentalmente, ma
verso
tutti quelli che la pensano diversamente da lui.
E
d'altronde come si fa non pensare che Edoardo Longo sia un mistero
freudiano! In merito poi agli esseri viventi della cui compagnia si
vanta il Longo,
tale Ennio Carta e Fulvio Rossato, c’è da mettersi le mani nei
capelli. Il Carta è un picchiatore neo-nazista implicato nelle
indagini del giudice Casson di Venezia su nazismo e antisemitismo;
basta digitare il nome Ennio Carta sul motore di ricerca e si vedrà
tutto quello che appare. Su Fulvio Rossato poi che dire !? Persona
senza arte né
parte, fanatico filonazista, disoccupato, perennemente squattrinato,
io stesso lo aiutai in più di qualche occasione perché mi faceva
pena ed è lui che mi presentò il Longo ed ora che fa? Firma anche
una dichiarazione falsa,
che sicuramente
gli è stata dettata dal Longo stesso, dove asserisce che avrei
premeditato in sua presenza la visita nello studio di Longo
inquadrandola come “spedizione punitiva”. Ma quale spedizione?
Dulcis
in fundo vorrei
aggiungere che Rossato è stato persino ricoverato in TSO,
trattamento sanitario obbligatorio, nel reparto di psichiatria
dell’ospedale di Chioggia perché dieci anni fa cercò di
accoltellare la madre! Voglio
concludere parlando di Ennio Carta, anch’egli firmatario di una
dichiarazione in cui asserisce di avermi visto appostato nei pressi
dello studio di Longo, in V.le delle Libertà a Pordenone. Ma come
faceva Ennio Carta a conoscermi, se la prima volta che mi intravide
fù nel 2008 alla prima udienza civile?
Ecco,
questo sarebbe il pool testimoniale di Edoardo Longo, il quale, come
se non bastasse, ad ulteriore prova della
sua “autorevolezza”, come dice lui, indica a teste anche il
padre! Siamo veramente alla frutta! Ma si tratta di frutta amara
purtroppo,
anzi amarissima e mi rendo pienamente conto che chi legge solamente e
non vive sulla sua pelle vicende di questo tipo possa stentare
veramente a capire. Stenta a capire come possano maturare sentimenti,
azioni, comportamenti del genere e soprattutto come la legge e la
giustizia, alla quale noi tutti ci ispiriamo quotidianamente, possa
consentire cose del genere. Perlomeno in Italia, paese che continuo
ad amare e rispettare nonostante tutte le angherie che sto
attraversando.
È
doloroso, sapete, sentirsi accusato di sequestro di persona, di
rapina, di blasfemia, di tutte le peggiori nefandezze umane, primo
sapendosi innocente e secondo non avendo compiuto materialmente
nulla! E a tale dolore subentra l’incapacità di potersi difendere
adeguatamente, primo perché internet non è accessibile a tutti,
secondo perché la legge non ti ascolta e non ti difende.
Per
concludere questo passaggio, mi auguro che questo blog possa servire
anche come punto di incontro per tutte quelle persone che sono
disgustate dalla pratica del revisionismo e pensano che anche in
Italia, come tutti i paesi civili d'altronde, tale pratica sia da
rendere fuorilegge; è vero che la storia la scrivono i vincitori, ma
sulla veridicità della Shoah e
come minimo fuori luogo che ci siano state delle manipolazioni.
Accetto
anche critiche, annotazioni, accetto qualsiasi cosa, ma vorrei anche
farvi sapere con queste righe che ho fatto tutto quello che la legge
mi consentiva di fare; si tratta di un fatto vero, realmente accaduto
ad un cittadino italiano. Un fatto che magari un
giorno potrebbe capitare anche a voi! Io non ve lo augurerei nemmeno
se foste i miei peggiori nemici, anche se il mio concetto di nemico è
distante anni luce da quello di Edoardo Longo! Se
volete disgustarvi, consultate il suo sito www.edoardolongo.blogspot.com
Prossimamente
vorrei scrivere altrettanto sui
simpatici, aiutatemi
a farlo !
Un
piccolo aggiornamento di stato su Fulvio Rossato, in arte DJ Mello,
il cui nome, nell'estate del 2011, è stato anche associato alla
strage di Utoya, in Norvegia, in quanto in contatto mail,
(solamente?), con il criminale neo-nazista Anders Brejvik.
I
pezzi riportati sono tratti dai quotidiani il “Gazzettino”
nazionale e cronaca di Venezia, la “Nuova Venezia” e dal
settimanale “L'Espresso” o comunque basta andare su Google e
digitare – fulvio rossato utoya – oppure – fulvio rossato
cavarzere -, finché il “diritto all'oblio” lo consentirà.
CAVARZERE. Poco
prima di scatenare le sue stragi, Anders Behring Breivik, il 32enne
norvegese che il 22 luglio ha ucciso 76 persone tra Oslo e l’isola
di Utoya, aveva spedito un’e-mail con un appello a diffondere il
suo manifesto ideologico di 1.500 pagine anche a Cavarzere. E in
particolare al membro del gruppo neofascista «Gioventù nazionale»
Fulvio Rossato, 34 anni. Personaggio noto alle cronache giudiziarie
dopo l’attentato al tribunale di Venezia, quando venne indicato
quale responsabile di una serie di scritte antisemite e razziste.
«L’e-mail, con un messaggio introduttivo di 82 righe in inglese, è
stata inviata a un migliaio di indirizzi tra Europa e Nord America.
In Italia l’hanno ricevuta almeno 117 destinatari», ha rivelarlo
L’Espresso. MION A PAGINA 28
Mail a Cavarzere dell’autore della strage di
Oslo
12 agosto 2011 — pagina 28 sezione: Provincia
CAVARZERE. Poco
prima di scatenare le sue stragi, Anders Behring Breivik, il 32enne
norvegese che il 22 luglio ha ucciso 76 persone tra Oslo e l’isola
di Utoya, aveva spedito un’e-mail con un appello a diffondere il
suo manifesto ideologico di 1.500 pagine anche a Cavarzere. E in
particolare al membro del gruppo neofascista Gioventù nazionale»
Fulvio Rossato, 34 anni. Personaggio noto alle cronache giudiziarie
dopo l’attentato al tribunale di Venezia, quando venne indicato
quale responsabile di una serie di scritte antisemite e razziste.
«L’e-mail, con un messaggio introduttivo di 82 righe in inglese, è
stata inviata a un migliaio di indirizzi tra Europa e Nord America.
In Italia l’hanno ricevuta almeno 117 destinatari», ha rivelarlo
L’Espresso in un servizio che appare sull’edizione online del
settimanale e sul numero oggi in edicola. «Breivik scrive di averli
selezionati su Facebook tra i suoi amici o tra gli amici di un mio
amico», afferma il settimanale. L’espresso pubblica l’e-mail con
tutti gli indirizzi cercando inoltre di identificare gli italiani che
l’hanno ricevuta. L’Espresso sottolinea che «nessuno ricorda di
averlo mai conosciuto» e che «il fatto di ricevere un’e-mail da
uno sconosciuto non prova nulla. Tanto meno una complicità. La
gravità della strage, però, ha spinto le polizie di vari Stati,
coordinate da Europol, a indagare su possibili contatti all’estero».
«In Italia - scrive il settimanale - Anders mostra di avere una
spiccata predilezione per Forza Nuova... Il norvegese ha inviato il
suo proclama a varie sedi ufficiali del movimento neofascista, da
Roma a Milano, da Massa a Cavarzere, e a un plotone di militanti e
dirigenti», alcuni dei quali hanno denunciato alla magistratura
l’episodio. «Nutrita - si legge ancora - anche la pattuglia di
sostenitori delle altre anime dell’estremismo nero, dalla Destra di
Storace a Casa Pound, dalla Fiamma Tricolore a Patria Nostra».
Fulvio
Rossato è salito all’onore delle cronache quando l’allora pm
Felice Casson indagando sull’attentato al Tribunale di Venezia
scopre l’organizzazione di estrema destra «Gioventà Nazionale».
Le indagini della Digos iniziarono dopo l’esplosione della bomba
sotto il Tribunale nell’estate del 2001 e in seguito al
ritrovamento in casa di uno di loro, il mestrino Nardo, di un
mitragliatore con silenziatore. Erano sospettati di aver organizzato
senza riuscire a portarli a termine attentati al Ghetto ebraico e
alla sede statunitense delle «Wake Forest University» in Canal
Grande, di aver posseduto materiale informativo utile alla
costruzione di ordigni esplosivi, di aver distribuito volantini
razzisti. (c.m.)
«Ho ricevuto la mail ma non so il perchè»
13 agosto 2011 — pagina 26 sezione: Provincia
CAVARZERE. «Io
non c’entro nulla, non ho fatto nulla e non so nulla di quanto
successo in Norvegia», è categorico al telefono Fulvio Rossato, 38
anni, l’uomo che secondo un articolo apparso sul settimanale
L’Espresso ha ricevuto un’e-mail spedita, poco prima di scatenare
le sue stragi, da Anders Behring Breivik, il 32enne norvegese che il
22 luglio ha ucciso 76 persone tra Oslo e l’isola di
Utoya.
Nell’e-mail un appello a diffondere il suo manifesto
ideologico di 1.500 pagine anche a Cavarzere. «Io con questa storia
non ho nulla a che fare. Inoltre non sono legato al gruppo Gioventù
Nazionale e tanto meno a Forza Nuova, mi sono avvicinato a Fiamma
Tricolore», ribadisce Fulvio Rossato. Non smentisce di avere
ricevuto la mail ma sottolinea, riferendosi allo stragista norvegese:
«io questo non lo conosco. La storia mi sta mettendo in cattiva luce
e rischia di farmi perdere il posto di lavoro».
Personaggio noto
alle cronache giudiziarie dopo l’attentato al tribunale di Venezia,
quando venne indicato quale responsabile di una serie di scritte
antisemite e razziste Rossato ha ricevuto la mail come un altro
migliaio di persone tra Europa e Nord America. In Italia l’hanno
ricevuta almeno 117 destinatari». Molti di queste persone hanno già
sporto denuncia all’autorità giudiziaria appena ricevuta la mail.
Ed è già stato accertato che il terrorista norvegese ha inviato la
missiva anche a persone che con la destra non centrano nulla. Si
trovano proprio agli antipodi. Tra cui in Italia ci sono pure
un’erboristeria e una lesbica dichiarata e pacifista.
Da
verificare come sia riuscito a mettere assieme la mailing list usata
per inviare i messaggi farneticanti. Molto probabilmente ha
«smanettato» sui social network. (c.m )
Inchiesta.
Un filo nero tra Oslo e l'Italia
di Paolo Biondani e
Gigi Riva I retroscena della strage norvegese: dirigenti di
Forza Nuova, esponenti di Fiamma Tricolore, nostalgici e neonazisti.
Ma anche nomi a caso. Ecco la lista dei 117 a cui Breivik si è
rivolto(11 agosto 2011)Ci sono neonazisti, neofascisti, teste rasate,
razzisti, predicatori di odio contro islamici, rom ed ebrei. Ci sono
politici di estrema destra, giovani ultras delle curve e integralisti
religiosi che sognano nuove crociate cristiane. C'è un intero blocco
di militanti e dirigenti di Forza Nuova, dalle basi regionali alla
sede centrale. Ma c'è anche l'ignaro carrozziere di Sassuolo, la
negoziante di scarpe monzese, la scuola elementare di Bolzano o
l'esoterico allevatore di "blatte da pasto" per serpenti.
Poco prima di scatenare le sue stragi, Anders Behring Breivik, 32
anni, il terrorista di destra norvegese che nel pomeriggio del 22
luglio ha ucciso 76 innocenti tra Oslo e l'isola di Utoya, aveva
spedito un'e-mail con un appello a diffondere il suo manifesto
ideologico: un proclama di 1.500 pagine per combattere
«l'islamizzazione dell'Europa».
Il messaggio è partito dal suo
computer alle 14.08. Alle 15.25 la capitale norvegese veniva
squarciata dalle prime esplosioni, seguite dal massacro di decine di
giovani laburisti. Nell'allegato, Breivik teorizzava «l'uso del
terrorismo come mezzo per risvegliare le masse» e si aspettava di
passare alla storia come «il più grande mostro dopo la seconda
guerra mondiale».
L'e-mail, con un messaggio introduttivo di 82
righe in inglese, è stata inviata a un migliaio di indirizzi tra
Europa e Nord America. In Italia l'hanno ricevuta almeno 117
destinatari. Breivik scrive di averli selezionati su Facebook tra i
suoi «amici» o tra gli «amici di un mio amico». "L'Espresso"
ha recuperato l'e-mail con tutti gli indirizzi, rimasta accessibile
su un sito finlandese, e ne ha verificato l'autenticità, cercando di
identificare gli italiani che l'hanno ricevuta. E di capire con che
logica siano stati scelti. Nessuno ricorda di averlo mai conosciuto.
Il fatto di ricevere un'e-mail da uno sconosciuto non prova nulla.
Tanto meno una complicità. La gravità della strage, però, ha
spinto le polizie di vari Stati, coordinate da Europol, a indagare su
possibili contatti all'estero: firmandosi «comandante giustiziere
dei cavalieri templari europei» e «uno dei numerosi leader del
movimento di resistenza patriottica », infatti, il terrorista
sostiene di aver elaborato le sue teorie «con l'assistenza di
fratelli e sorelle in Inghilterra, Francia, Germania, Svezia,
Austria, Italia, Spagna, Finlandia, Belgio, Olanda, Danimarca, Stati
Uniti».
In Italia Anders mostra di avere una spiccata
predilezione per Forza Nuova, il partito di estrema destra fondato da
Roberto Fiore, l'ex cassiere di Terza Posizione, condannato per banda
armata, che non ha mai scontato la pena, vivendo da latitante a
Londra, dove è diventato un ricco imprenditore, fino alla
prescrizione. Il norvegese ha inviato il suo proclama a varie sedi
ufficiali del movimento neofascista, da Roma a Milano, da Massa a
Cavarzere, e a un plotone di militanti e dirigenti.
Il vertice
nazionale di Forza Nuova non ha pubblicizzato né commentato
l'evento, almeno ufficialmente. Dopo la strage, solo qualche
esponente locale ha denunciato alle autorità, «a titolo
individuale», di aver ricevuto l'e-mail. «Ho presentato un esposto
alla procura, che ha aperto un'inchiesta», conferma Massimiliano
Catanzaro, l'avvocato civilista che fino a un mese fa guidava Forza
Nuova a Catania: «Non ho mai conosciuto Breivik, ovviamente condanno
le sue stragi, e non so come né da chi ha avuto il mio nome».
Lo
stragista di Oslo sembra aver ottenuto un indirizzario di Forza Nuova
: pensa che gliel' abbia passato qualche italiano? «Non lo so. Posso
immaginarlo, ma non voglio interferire con le indagini». L' e-mail
dell'orrore è stata spedita a molti altri esponenti di Forza Nuova,
come il coordinatore per il Sud Giuseppe Bonanno Conti, la dirigente
veneta Diletta Carlesso, già candidata a Vicenza, un militante
anti-rom di Pavia e un fascistello di Cavarzere, che apre il suo
profilo Facebook con frasi come "Dux mea lux" e "Sieg
Heil".
Nutrita anche la pattuglia di sostenitori delle altre
anime dell'estremismo nero, dalla Destra di Storace a CasaPound,
dalla Fiamma Tricolore a Patria Nostra. L'ha ricevuta, ed è andato a
segnalarlo alla Digos e alla polizia postale, anche Alberto Ferretti,
50 anni, coordinatore regionale per l'Emilia Romagna del movimento
Progetto nazionale e figlio di Carlo, uno dei fondatori del Msi.
Ferretti è stato collaboratore del centro culturale Lepanto, (la
battaglia che vide contrapposte nel 1571 la flotta ottomana e quella
della Lega Santa cristiana). Dell' e-mail dice: «L'ho trovata dopo
qualche giorno, era finita nello spam. Gli inquirenti hanno già
fatto la mappatura del mio computer e la magistratura di Bologna ha
aperto un'indagine conoscitiva». Non conosce Breivik e «naturalmente
non ne condivido le idee. Quel documento non è circolato negli
ambiti della destra politica e non c'è una ratio nella scelta degli
interlocutori da parte del terrorista». Però sono quasi tutti di
estrema destra.
C'è persino un
parlamentare belga, Tanguy Veys, di Vlaams Belang, Interesse
fiammingo, formazione razzista e xenofoba. Il quale ha preso carta e
penna e ha scritto una lettera all'ambasciatore norvegese per dare
solidarietà e negare ogni rapporto con Breivik. Per tornare in
Italia, la posta elettronica è arrivata anche a Cuneo, all'indirizzo
di Giacomo Fantini, ex segretario provinciale da poco uscito da
Fiamma Tricolore. Non se ne era accorto e sostiene di aver scoperto
la scottante e-mail solo grazie a "l'Espresso". “Adesso,
aggiunge, cercherò di capire qual è l'amico di Facebook che è il
tramite col norvegese “. Nel suo profilo sul social network, le
cose che «gli piacciono», appartengono tutte all'immaginario della
destra estrema, da Mishima a Céline, al libro "Militia" di
Léon Degrelle.
Tra gli "amici" c'è Adriano Tilgher,
oltre al sito ufficiale del partito radicale serbo,
ultranazionalista, il cui leader Vojislav Seselj è sotto processo
all'Aja per crimini contro l'umanità. L'area balcanica è molto
rappresentata nella lista di Anders. Ci sono anche miliziani emigrati
in Italia che postano video ustascia.
Molte e-mail sono intestate
a nomi di fantasia, come legionario_83, enigmista85, maledetto_500,
che però riportano a contatti Internet di persone riconoscibili. Gli
indirizzi più sospetti, tra quelli italiani (col suffisso .it), sono
una quindicina: sui motori di ricerca compaiono una sola volta,
soltanto nell' e-mail di Breivik, come se fossero un recapito
clandestino da usare per contatti riservati. Con nome e cognome c'è
Guglielmo Rinaldini, che nel suo blog si presenta come dirigente
della "polizia parallela" di Gaetano Saya, vanta legami con
i servizi segreti e pubblica presunti messaggi di ringraziamento
attribuiti a Berlusconi e Castelli. Anche Simone Balestro, un giovane
sostenitore di CasaPound, pubblica sul blog le sue foto con i leader
della destra : nell'ordine, «io e Storace» e poi Buontempo, Fiore e
il ministro La Russa. Nel sottobosco in cui Anders sognava di
reclutare patrioti italiani, dominano i profili di appassionati di
armi, arti marziali, culturismo, ma anche di skinhead veneti, ultras
romani o piemontesi, metallari patiti delle band di estrema destra.
I riferimenti culturali spaziano dall'esoterismo al neopaganesimo, ma
i chiodi fissi sono la difesa dell'Europa cristiana e lo stop
all'islam. Qualche indirizzo richiama il nome di Mussolini o il
nazionalsocialismo. Mentre le cifra 14 e 88, unite o separate,
alludono al fondatore del Ku Klux Klan e allo slogan Heil Hitler.
Nella lista di Breivik compaiono anche i recapiti di una decina tra
negozi, aziende, studi professionali. Un'impresa edile, in effetti,
è gestita da un militante di Forza Nuova.
Così come un
indirizzo rimanda alla palestra romana di Lucifero Pipero Panaccione,
pugile romano degli anni 1920-30, ed eroe del fascismo. Ma nel
passaggio agli «amici degli amici», il terrorista nordico sembra
aver preso qualche cantonata. Tanto da spedire il suo proclama a
un'erborista pacifista, una lesbica esplicita, un'associazione
letteraria e (pochi) altri indirizzi senza alcun contatto estremista.
Il più sorpreso è un carrozziere di Sassuolo, M. M.: «Ora capisco
cos'era quella roba. Io non so neanche l'inglese, l'avevo buttata
via». Qualche idea sul tramite con Anders? «Sono un tiratore
sportivo, ma sparo solo con amici carabinieri e poliziotti. E ho un
cugino di Forza Nuova. Ma non sono mica un terrorista: ho votato
centrodestra, però mio nonno era partigiano».
Ora le indagini e
una domanda che buona parte dei destinatari della mail, al di là
delle responsabilità penali, si deve pur porre : dove finisce
quell'area grigia che delimita la propaganda razzista e dove comincia
quel terreno di consenso che Anders Breivik si è sentito attorno?