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sabato 9 gennaio 2016

La Voce di Rovigo? "Cacata carta" diceva Catullo.

Il giornalismo italiano è in crisi, l'Ordine dei giornalisti non serve a nulla e non tutela la professionalità, clicca QUI. Sono tutti argomenti triti e ritriti per chi come me si ostina ancora a leggere qualche quotidiano e naviga in rete. D'altronde in Italia abbiamo concepito i “giornali partito”, ben foraggiati dai contributi di stato sull'editoria, casse di risonanza e macchine di propaganda dei partiti politici e autentici contenitori di pseudo giornalisti servi umili e accondiscendenti, ai quali non viene chiesta professionalità e competenza, ma bensì assoluta ubbidienza e totale dedizione alla causa politica.
Noi in Polesine, che non ci facciamo mancare proprio nulla, abbiamo il nostro bel giornale partito, organo ufficiale o tazebao che dir si voglia, del partito comunista polesano, in Italia si chiama PD, che corrisponde al nome de “La Voce di Rovigo”.
Nata dalle macerie de “La Risposta” e la “Nuova Rovigo”, definite canali di finanziamento occulto del PCI-PDS – clicca QUI QUI QUI e QUI – non ha perso, ma semmai amplificato, la sua connotazione di strumento di propaganda politica.
Sulla questione soldi, finanziamenti e fatturazioni “particolari” volutamente non scrivo, perché potranno essere l'argomento di un prossimo post.
Io “La Voce” non la compro, costasse anche 1 centesimo, ma per principio non intendo pagare le bugie, le falsità e le cattiverie degli altri. La leggo al bar. Il mio euro preferisco darlo ad un barista, che mi trasmette professionalità, capacità e anche simpatia, e così non contribuisco a finanziare apparati di staliniana memoria.
L'attrito tra me è “La Voce di Rovigo” è storia vecchia. Dalla loro pagina Facebook, che anni fa era aperta, ora non più, li ho sempre punzecchiati sulle varie cazzate che quotidianamente pubblicavano, la redazione in generale e i collaboratori in particolare.
Nell'ultimo anno, anno e mezzo poi, ci stanno letteralmente fracassando i cosi, con tutte le beghe interne del PD polesano – perché i comunisti si sa, sono talmente ignoranti che non riescono a mettersi d'accordo su nulla - e la messa in luce del suo giovane e intraprendente segretario, tale Julik Zanellato, il cui nome è tutto un programma, ovviamente futuro candidato sindaco al comune di Adria.
E proprio l'amministrazione comunale di Adria, del centro destra, il bersaglio principale della redazione; bisogna screditare l'avversario sempre, comunque e dovunque, questo è l'ordine impartito dal Politburo.
Per questo non fanno ovviamente sfoggio di particolare intelligenza e fantasia. Quella delle sciagure meteorologiche e dell'esaurimento nervoso è per loro autentica ossessione: “Assesore nella bufera...” “Centrodestra nella bufera...” “Nervi tesi in consiglio comunale...”. Le
shoot che pubblico sono abbastanza esaustive e pensate che sono andato indietro nel loro sito di solo un mese.
Ora hanno trovato l'occasione di scrivere malignità sul mio conto in merito alla questione ex vigilessa Laura Fusetti ed ex avvocato Edoardo Longo.
I 2 personaggini mi hanno infatti denunciato per diffamazione a fronte dei miei post, la cui cosa mi onora e lusinga badate bene. C'è stata un'udienza filtro il 18 dicembre 2015 dove ho chiesto di impugnare il processo e di andare quindi a dibattimento il giorno 21 di ottobre 2016.
Questa era eventualmente la notizia da riportare; dico eventualmente, perché con tutto quello che succede tutti i giorni in Polesine, tra furti, droga, rapine e violenze, la notizia della Fusetti e del Longo assertivamente diffamati dal Gallimberti fa solo ridere.

Ma i solerti “funzionari” de “La Voce di Rovigo” mi hanno dedicato un trafiletto senza firma sull'edizione del 19 dicembre, scrivendo una serie di stronzate e violando altresì quello che è il codice deontologico giornalistico, che stabilisce l'esatta proporzione tra accusa e difesa e la necessaria formula dubitativa preliminare nell'esposizione del fatto. Ma questo si sforzano di fare i giornalisti veri, non certo i funzionari de “La Voce di Rovigo”. Ecco il trafiletto :
Ora pubblico la mail che immediatamente dopo il fatto, inviai alla redazione del giornale e dalla quale non ebbi nessuna risposta.
Tanto meglio.
Mi fa piacere che la leggiate Voi e che riusciate a farVi un'idea su che razza di persone gestiscono l'informazione:

Spett Redazione “La Voce di Rovigo”

Relativamente all'articolo senza firma comparso nell'edizione de “la Voce di Rovigo” di sabato 19 dicembre 2015, a pag. 25, titolato: “ADRIA – A processo un 45enne – Offende nel suo blog avvocato e vigilessa”, sono a contestare nel merito e nel modo con cui è scritto poiché fortemente viziato, quindi sbagliato e non completamente corrispondente alla realtà dei fatti.
Sul merito stiamo parlando di un'ex vigilessa, (Laura Fusetti), rimossa ormai da anni dal corpo di polizia locale del comune di Adria, a fronte di sue continue intemperanze nei confronti dei colleghi e soprattutto dell'utenza.
Altresì stiamo parlando di un avvocato “ad intermittenza”, (Edoardo Longo), poiché lo stesso è stato sospeso due volte dall'Ordine degli Avvocati di Pordenone, una a fronte della pubblicazione di scritti anti-semiti, (si auto-definisce intellettuale revisionista di fatto nega l'esistenza delle camere a gas e afferma che lo sterminio degli ebrei non è mai esistito), due per avere subito una condanna per furto di documenti da un fascicolo processuale che lo riguarda nel marzo 2015 e un'altra condanna definitiva per diffamazione aggravata nell'ottobre 2014.
Volutamente tralascio di scrivere sulla terza persona coinvolta, “... un altro cittadino...”, perché trattasi di un collaboratore del Longo.
Ora l'ipotesi accusatoria scaturita dalle denunce di parte e si diffamazione, ma all'udienza filtro, ripeto filtro, del 18 dicembre, a cui maldestramente si riferisce l'articolo, il denunciato, cioè il sottoscritto, forte della bontà del suo operato, non ha scelto alcun rito abbreviato o alternativo, riservandosi la facoltà di presentare ulteriori documentazioni e testi. A questo punto il giudice altro non poteva fare che fissare udienza, questa volta di primo grado, per il giorno 21 ottobre 2016.
E questo viene omesso dal contesto dell'articolo poiché si scrive in maniera aprioristica “Offende nel suo blog...”, “... nel suo blog ha offeso...”, “... ha usato con molta leggerezza lo spazio da lui gestito...”, inoltre “... accusando la vigilessa di essere una donna poco seria e dedita alle peggiori abitudini sessuali...”, questo passaggio non esistente nei post in oggetto, (presenti in rete sul mio blog), è scaturito dal capo di imputazione redatto su indicazione dei denuncianti e al quale il “compositore” dell'articolo in questione si è esclusivamente e quindi erroneamente affidato.
Quindi manca nell'articolo, o meglio in questo “esercizio di giornalismo”, oltre che la corretta presentazione del fatto, anche la necessaria e obbligatoria proporzione tra accusa e difesa, stante nella sua attuale e pubblicata versione, la percezione, (e mica poi tanto percezione), che il denunciato, cioè io, sia di fatto un diffamatore e che abbia scritto delle frasi che in realtà non ho mai scritto.
Che io sia un diffamatore o uno che “Offende nel suo blog...”, si potrà in parte dire dopo l'udienza del 21 ottobre 2016, (perché in Italia, vi ricordo, esistono tre gradi di giudizio), ma non assolutamente in questa fase processuale.
Per tutti questi motivi, a fronte dei dati oggettivi facenti parte integrante della vicenda processuale e invocando altresì la legge sulla stampa che stabilisce criteri precisi di pubblicità e di parità tra accusa e difesa, sono a pretendere che entro Natale, venga redatto un nuovo articolo, riportante la giusta dimensione del fatto.
In caso contrario agirò volentieri in maniera molto sgradevole nei Vs. confronti.
Se non sapete fare la cronaca, continuate a scrivere di Julik Zanellato e delle beghe interne del PD.

Ersilio Gallimberti – Adria

Io aggiungo solo 3 cose: la prima è che aspetto con ansia il 21 ottobre 2016 per andare a dibattimento e interrogare i denuncianti. Non mi preoccupo per l'Edoardo Longo, autentico abituè delle aule di tribunale e del quale constato un tracollo professionale e personale senza precedenti. Un tipo del genere, nazista e negazionista, poteva solo finire in maniera miseranda.
L'ex vigilessa Laura Fusetti
Mi preoccupa non poco, invece, la Laura Fusetti, l'ex vigilessa, la cui vita professionale e privata sarà praticamente messa a nudo, e non era assolutamente quello che volevo quando con ilarità e simpatia scrissi il pezzo oggetto del contendere – clicca QUI . Ma si vede che spogliarsi le piace …
La seconda cosa riguarda le aziende che comprano spazi pubblicitari su “La Voce di Rovigo”: fate una riflessione e considerate bene a chi date i Vostri denari.
La terza cosa che voglio scriverVi e che esistono ancora, rari devo dire la verità, esempi di buon giornalismo. Cliccate sul link e leggete l'articolo che hanno scritto, sullo stesso argomento, i giornalisti di “Rovigo Oggi”; addirittura la citazione alla “Colonna Infame” di Manzoni mi ha commosso.


Pseudo giornalisti de “La Voce di Rovigo”, imparate a scrivere SOMARI !!!!!!!!!!!!!

domenica 30 agosto 2015

Condannato Matteo Veronese il falso broker disonesto cap. II°


La notizia è di mercoledì 13 Novembre 2013. Matteo Veronese, adriese ma con la residenza a Canaro, (RO), è stato condannato dal Tribunale di Rovigo a 4 anni di reclusione, 10mila Euro di multa e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici.
Il motivo ? I fatti risalgono ancora al 2005 quando venne pure arrestato. Il Veronese, spacciandosi per broker finanziario, per trader di borsa, aveva maldestramente gestito, di fatto facendoli scomparire, decine e decine di migliaia di Euro, (i giornali parlano di 15milioni di Euro), di ignare e fiduciose persone, amici e compaesani, che avevano creduto in lui e nelle operazioni finanziarie che reclamizzava.
Esercizio abusivo della professione è proprio il reato per cui il Veronese è stato punito anche se altri e ben più gravi reati figuravano tra gli atti processuali, quali l'appropriazione indebita, che è stata comunque dichiarata prescritta stante l'efficienza della pseudo-giustizia “itagliana”.
Ora questa sporca faccenda mi porta a fare alcune considerazioni. Premetto che conosco il Matteo Veronese, anche lui di Adria come me ; rampante e iper-attivo fin da giovane, presuntuoso, arrogante, dai modi un po' stronzetti, consapevole a suo pensare di appartenere ad una famiglia in vista e quindi nella lecità di poter comportarsi in maniera estrema, spesso non curante delle regole della buona educazione. Il cosiddetto rampollo di buona famiglia, quella figura a metà strada tra il serio e il faceto pennellata dai fratelli Vanzina nei vari antesignani dei cinepanettoni, che tanto erano in voga negli anni 80'. Ve li ricordate ? I vari “vacanze sulla neve, a Cortina “ ecc ecc.
Oppure rimanendo in ambito classico e con i dovuti adattamenti, una specie di Don Rodrigo di manzoniana memoria.
Ecco questo è, o almeno era, il Matteo Veronese che conosco. Forte di tutto ciò ha promesso mari e monti ad amici e compaesani, che ovviamente rassicurati da tutta questa aureola, hanno affidato i loro risparmi al giovanotto per ritrovarsi poi in braghe di tela.
Attenzione qui non c'entra nulla la discussione su furbi e ignoranti, che qualcuno ha tirato in ballo su Facebook, perchè se dovessimo applicare questo metro di ragionamento, non sarebbe stato nemmeno necessario condannare il Veronese, né tanto meno denunciarlo.
Qui la considerazione che bisogna fare, è che un individuo ha carpito la buona fede e l'amicizia di persone che si fidavano di lui, e gli ha portato via del denaro ; già questo è sufficiente a mio modesto vedere, a farlo sprofondare in un girone dantesco, il più bollente e profondo che esista.
Un altra considerazione che faccio e che anche in questo caso, fortunatamente in maniera secondaria, è subentrato l'elemento “ingordigia umana”. Tante persone si sono avvicinate al Veronese ingolosite da rendimenti e dividendi altissimi, accecate dalla bramosia di denaro e guadagni facili. Ma questo fortunatamente resta un aspetto secondario della vicenda ; l'aspetto principale rimane sempre il tradimento dell'amicizia.
E poi concludo con l'amara riflessione di come possa essere facile guadagnare soldi disonestamente e di come diventa sempre più difficile guadagnarli onestamente. Chi scrive si fa in quattro per restare dentro nel budget stabilito dal cliente, all'interno delle sue prescrizioni, delle sue direttive e cercando ovviamente di costruire il servizio migliore assolutamente “tailor made”, e dopo ti senti pure criticare perchè c'è sempre qualcosa che non gli garba o che non funziona, a suo dire.
Mala tempora currunt”, e il mercato italiano si è fortemente deteriorato, oppure, non lo so, ditemi Voi, si è spostato il baricentro, dall'onestà e la correttezza, alla non correttezza e alla poca onestà.
Queste notizie mi fanno assolutamente arrabbiare, pensando poi che dal punto di vista giudiziario, i poveri risparmiatori hanno dovuto aspettare 7 anni per avere questa prima sentenza, che altrettanti ne dovranno aspettare per avere una quantificazione del danno in sede civilistica, e che sicuramente il Veronese farà appello, dilatando ulteriormente i tempi di giustizia, con la prescrizione sempre in agguato. W l' ITAGLIA !
Se Veronese ha fregato dei soldi pure a me ? No assolutamente, io soldi non ne ho, come faccio a investirli. Però gli ha portati via a dei miei amici e questo mi fa arrabbiare. E poi, e questa è la mia ultima considerazione, chi al giorno d'oggi investe soldi in Borsa, è come minimo un cretino.

. . . e fin qui tutto in regola, o quasi. Dopodichè, care lettrici e cari lettori, dovete considerare che noi siamo in Italia, o Itaglia che dir si voglia, o meglio ancora in quello che ne è rimasto. E l'Italia è quella specie di paese dove se gridi “Ladro” al ladro che ti ha appena rubato il portafoglio, questo potrebbe denunciarti per diffamazione e trovare anche un magistrato che li da regione.
Nel nostro caso, Matteo Veronese, sentendosi diffamato dai commenti al precedente post, ha presentato denuncia al Tribunale di Rovigo, il quale “molto diligentemente” ha provveduto al sequestro dello stesso. Pubblico integralmente il provvedimento.

Ora in virtù dell'enunciato evidenziato in rosso nel predetto provvedimento, che potete leggere qui sotto, sono a riproporVi il post, con un aggiornamento e un sistema nuovo di commentare. Se non altro per rispetto della verità e soprattutto per rispetto nei Vs. confronti, care lettrici e cari lettori, che tanto interesse e partecipazione avete dimostrato su questo argomento.

Per quanto riguarda la vicenda processuale, la Corte d'Appello ha confermato la condanna per Matteo Veronese, stralciando invece la posizione degli altri coimputati. Questo potrebbe complicare e allungare il piano di rientro del maltolto. Piano che dovete seguire voi, care lettrici e cari lettori, perché ricordatevi che Matteo Veronese i soldi li ha ! Ora si aspetta la sentenza di Cassazione, che dovrebbe confermare quella d'Appello. Questo per quanto riguarda il fatto giudiziario.
Ora dovete sapere che Matteo Veronese, abbandonata definitivamente e fortunatamente, aggiungo io, l'attività di broker, si è specializzato in quella di “accompagnatore”. Il Veronese infatti concupisce fragili donne, illudendole di amarle, per poi farsi “prestare” del denaro a “cottura” ultimata, denaro che mai più restituirà. E questa cosa disgustosa e ignobile è trapelata dalle centinaia di commenti che avete inserito nel precedente post e dalle decine di messaggi Facebook e mail che mi sono giunti, di donne addolorate, arrabbiate, derubate e ferite, che mi hanno profondamente commosso ed esortato a continuare.
Questo non fa altro che confermare quello che già pensavo di Matteo Veronese e cioè che è un ragazzotto viziato, capriccioso, capace delle peggiori infamie. Ma non dimenticate una cosa importantissima : è malato di gioco. E' frequentatore assiduo delle sale da gioco, delle sale di Texas Holden, partecipa a tutte le gare di poker in giro per l'Italia e l'Europa ; era a Praga quest'inverno, me lo ha scritto lui su Twitter prima che lo bannassi. L'iscrizione a queste gare costa migliaia di euro, giocare costa migliaia di euro, soldi che il Veronese “caccia” senza battere ciglio, per il semplice motivo che li ha. E sono i Vs. soldi.

Ora se volete commentare, ricordatevi di usare un lessico garbato, educato e mai offensivo. Lasciate perdere la famiglia e i suoi genitori. So che siete incazzatissimi ma cercate di trattenervi, altrimenti non posso pubblicare i commenti.
Pensate al grande potere catalizzante che può avere questa pagina per ottenere la restituzione dei Vs. soldi.
Auguri a tutti e buon lavoro, perché noi, ed è giusto che si sappia, lavoriamo.


Aggiornamento

Vi comunico che il 29 gennaio 2016 la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato da Matteo Veronese. Viene confermata, quindi, la sentenza d'appello che vede il Veronese condannato a 4 anni di reclusione, i Vecchiati assolti e anche la bizzarra assoluzione di Pasquale Casale, ex ad di IWBank, in quanto nella motivazione si legge che il Casale poteva anche non sapere.
Della serie “occhio non vede cuore non duole” o “giustizia creativa” all'italiana? A voi l'ardua sentenza.
Quello che mi sembra più importante comunicarVi è che a breve partirà il processo civile, dove verrà attuato il piano di recupero dei soldi. Quindi fatevi avanti perché la prima battaglia l'avete vinta Voi e il coltello lo tenete dalla parte del manico, ma la guerra è ancora lunga. Il mio blog è sempre a Vs. disposizione per qualsiasi scambio di informazioni e se avete 2 minuti leggeteVi anche questo articolo sul Sole 24Ore : http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2015-12-03/iwbank-gdf-perquisisce-diverse-sedi-ipotesi-riciclaggio--151309.shtml?uuid=ACAAALmB&fromSearch

mercoledì 17 giugno 2015

2 defechi per Sergio Taddei posson bastare ...

Alcuni di voi saranno a conoscenza della vicissitudine occorsami con la SPE, la concessionaria di pubblicità del “Resto del Carlino”, con il suo rappresentante Gherardo Boccato, il responsabile amministrativo Emilio Gadaleta e soprattutto con il suo avvocato, tale Sergio Taddei del foro di Bologna, un maleducato, incompetente, arrogante e bifolco. Per chi non è a conoscenza cliccate QUI .
Al Sergio Taddei inviai alcune corrispondenze cartacee, dopo che mi si è sempre negato al telefono, in cui lo invitavo a desistere nell'inviare corrispondenze all'indirizzo dei miei genitori. Inviti ahimè vani tant'è che nell'ultima lettera che spedii al suo studio legale, ne misi in discussione i natali ipotizzando, oltre al meretricio, altresì un esercizio originale della bocca della madre del Taddei, essendo appunto di Bologna, patria incontrastata del “buchen”.
Al che il Sergio Taddei si sentì diffamato tanto da proporre denuncia alla competente autorità e in seguito della stessa dovrei presentarmi il 18 giugno 2015 al giudice di pace di Bologna, per rispondere appunto sull'ipotesi di reato di diffamazione.
Ora il 18 giugno non mi presenterò a Bologna, essendo in altre faccende affaccendato, ma ho dedicato questa ulteriore lettera, che ho già spedito allo studio legale Taddei di Bologna, via De Toschi 11, e che ora voglio pubblicare qui sul blog per mettere in guardia il maggior numero di persone sull'incompetenza di tale avvocato, e anche per farvi fare 2 risate. Ora navigando in rete, sono venuto a conoscenza delle belle prodezze di suo figlio Filippo, (clicca QUI e QUI), il solito ammanigliato paraculo del PD, leggi partito comunista, ed ora capisco anche perché il Taddei padre sia l'avvocato della SPE, che è uno dei tanti collettori di denaro del partito comunista emiliano.
Premetto che non credo assolutamente alle minacce di morte al figlio Filippo. Sono sicuro che se le è fatte da solo queste minacce al solo scopo di idolatrare il suo operato, nella completa consapevolezza che il Jobs Act è una “cagata” magagalattica, che ci porta lontano dalle politiche occupazionali europee e soprattutto che non creerà alcun nuovo posto di lavoro in Italia.
E' uno sport nazionale itagliota, quello di far parlare di lavoro persone assolutamente incompetenti e che non hanno mai lavorato, vedi appunto Filippo Taddei che essendo figlio di cotanto padre, sarà sicuramente un incompetente e un fannulone totale.
Leggetevi la lettera e buon divertimento ! Se ci saranno novità ve le comunicherò.

Ciao Taddeo, come stai ? Sono Gallimberti.
E' un po' che non ci si sente. Tu immaginerai sicuramente perché ti scrivo. Per il 18 giugno, per l'udienza.
Ora leggendo gli stralci della lettera oggetto dell'azione penale, (ehhhh, hai sentito che termini?), ho fatto un'ulteriore considerazione. Sai che io ogni tanto penso ...
E' che Bologna, oltre ad essere universalmente nota per l'arte del fellatio, di cui tua madre era assidua praticante, è anche famosa per la proverbiale tolleranza al mondo degli omosessuali, i “busoni” come vengono amichevolmente chiamati dai bolognesi, o come si dice oggi è una città “gay friendly”.
Ora la considerazione che faccio e che tuo padre deve essere stato uno dei più grandi “busoni” di Bologna e provincia, e dall'unione con tua madre, grande meretrice bolognese e regina del fellatio, sei nato tu, Sergio Taddei.
Ora il 18 giugno non sarò a Bologna, perché io devo lavorare e produrre, non come te che campi sulle disgrazie della gente, e col culetto ben parato nelle strutture del PD, leggi SPE.
Ma comunque ho deciso di dedicarti la giornata del 18 giugno, a modo mio si intende.
Ora il 18 giugno, quando mi alzerò dal letto, alle 6 di mattina, la prima cosa che farò è la cacca. Ecco quella cacca la dedicherò a te !
Poi prenderò l'orzo con i biscotti, e dopo un po' dovrò fare una seconda cagata, questa volta più abbondante della prima. Ecco, questa seconda cagata la dedicherò a te, a tua madre e a tuo padre.
Dopodichè, ogni pisciata che farò durante la giornata, sarà dedicata a te, Avv. Sergio Taddei, alla tua enorme professionalità e competenza, e ti garantisco che ne farò tante di pisciate. Berrò l'acqua Rocchetta !
Quindi se nella giornata del 18 giugno, ti capitasse di percepire un senso di umidità al volto, puzza di vasca biologica e la bocca impastata non guardarti intorno, ma pensa a me e a tutte le dediche che ti farò.
Per concludere ti auguro di passare gli ultimi anni della vita, dentro e fuori dagli ospedali, e di mangiarti tutti i soldi in medicine.

Addio stronzo !!!
E questo è veramente un link utile, articolo pubblicato dal "Manifesto": http://ilmanifesto.info/jobs-act-il-piu-costoso-flop-di-renzi-ha-sbancato-il-bilancio-statale/

giovedì 13 novembre 2014

Andrea Tripepi, il pseudo-scrittore, è inequivocabilmente malato di mente.

Che avessi a che fare con un alienato disturbato mentale, paranoico ossessivo grafomane, me ne ero già accorto. Ma ora, parlando di Andrea Tripepi, il pseudo-scrittore, il pseudo-commerciante di vini, il pseudo-ricercatore scientifico, il pseudo-giornalista ecc. ecc. la cosa diventa veramente più complicata perché ho, anzi abbiamo, la prova provata, anzi filmata, che il Tripepi è seriamente malato di mente. Ho avuto l'enorme pazienza di sorbirmi tutti i 10 min. dell'osceno sermone e mi sono veramente rattristito.
Rattristito perché ho avuto consapevolezza di come la malattia mentale attacchi senza pietà chiunque. Tralasciamo l'abbigliamento, che assomiglia vagamente ad una tuta di costrizione, tanto per rimanere in tema manicomio, con quei pantaloni e quella oscena maglietta a righe, vogliamo parlare della location, della scenografia ? Seduto su una panchina, in parte alla strada e con una bottiglia di vino davanti. L'apoteosi del cattivo gusto ! Ma poi le frasi sconnesse, senza senso, le pause lunghissime, le continue incertezze, i tentennamenti, quel ridicolo gesticolare con le dita. E soprattutto il viso, attenzione ho scritto viso non muso.
Il "viso" sofferente di Andrea Tripepi
Il viso scavato, magro, la fronte ampia e la fissità dello sguardo nel vuoto, tutti sintomi oltre che del più totale vuoto mentale, di una grandissima sofferenza interiore. E per questo che Andrea Tripepi mi fa pena, perché ora più che mai mi rendo conto che sta seriamente soffrendo, è gravemente malato e sta combattendo la più difficile delle battaglie : quella del suo equilibrio psichico e del porsi finalmente in armonia con se stesso e l'universo. Auspico seriamente che qualcuno vicino a lui, qualcuno che li vuole bene, si adoperi nell'aiutarlo perché ne ha tanto bisogno. Dal canto mio, ripeto, il Tripepi mi fa solamente pena, perché capisco che è una persona seriamente sofferente e nulla mi sento di aggiungere a quello che ho già scritto in merito, clicca QUI, a parte oramai la consapevolezza di non avere a che fare con un deficiente, bensì con una persona gravemente malata. Solamente due precisazioni voglio fare. Quando scrivo che uno è un nazista, che uno è senza arte né parte, che qualcuno è stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio, lo faccio perché ho dei riscontri oggettivi, degli articoli di giornale, dei rapporti di polizia locale, dei links, e quindi corrispondono a episodi veri, reali e vanno riportati nell'ambito del diritto di cronaca.

Per quanto riguarda l'assistente di PS Tripepi, padre di Andrea, mentre posso apprezzare la difesa col cuore che il figlio fa al padre, un comportamento che gli fa onore evidentemente, dall'altro lato non posso che riportare alcuni fatti e cioè che lo stesso assistente è stato più volte sottoposto a provvedimenti disciplinari ed è stato anche pre-pensionato, che nell'ambito degli operatori di pubblica sicurezza equivale al licenziamento. Motivo ? Alcune sue “aderenze” con una famiglia malavitosa locale, (clicca QUI, QUI, QUI e anche QUI facendo attenzione alla pagina 22). Le aderenze poi, generano anche inimicizie e ostilità dall'opposta fazione, e questo giustificherebbe il trasferimento dell'Andrea, in quella Repubblica Ceca che tanto visceralmente ha dimostrato di odiare, solamente per tenerlo il più lontano possibile dalla Calabria. Concludendo che l'Andrea Tripepi sia seriamente malato di mente c'è ne siamo accorti tutti, ma la malattia mentale, oltre all'aspetto, per così dire pittoresco, ha anche, purtroppo, un aspetto drammatico e pericoloso.
Mi riferisco ai vari messaggi intimidatori via Facebook e ai commenti calunniosi su questo blog. Ora il Tripepi è stato cacciato da tutti i gruppi Facebook, poiché non riesce a controllarsi e inizia a delirare scrivendo periodi aberranti e offensivi verso tutti e verso tutto ; le shoot che pubblico sono solo un esempio. Io personalmente l'ho bloccato perché il mio account Facebook era continuo bersaglio della sua follia distruttiva. Utilizza un nome falso : Piero Rana. Ho dovuto bloccare anche questo nominativo. Comunque voglio mostrarvi i testi di alcuni messaggi Facebook inviati, uno ad una mia collaboratrice, la cui unica colpa è stata quella di avermi difeso durante una “crisi” dell'Andrea Tripepi :

Questo messaggio invece mi è stato inviato sul mio account prima che bloccassi Piero Rana alias Andrea Tripepi :
 Questo invece è uno dei tanti commenti anonimi sul blog :
Questo per dire pubblicamente che se la cosa dovesse continuare su questa “brutta china”, non esiterò a difendere la mia persona, la mia attività e i miei collaboratori in tutte le sedi civili e penali sia italiane che soprattutto ceche, notoriamente molto più efficienti e molto meno indulgenti verso la pazzia di quelle italiane.
Il resto è … incommentabile ! 

Aggiornamento

Andrea Tripepi, dopo aver fallito la sua esperienza in Rep. Ceca, non è andato in Australia, (dove le regole di immigrazione sono severissime come la maggior parte di voi saprà), ma fa il maestro in un paesino del Friuli.
Ora il mio pensiero va a quei poveri alunni; per fortuna che avranno modo di rifarsi nelle scuole superiori con degli insegnanti migliori, si spera.
E poi penso che la madre degli statali e purtroppo sempre incinta e che imprenditori inevitabilmente si nasce, non si diventa.

Aggiornamento n. 2 (23/05/2015)

Vi informo che il video non è più disponibile, poiché è stato rimosso dietro preciso ordine dell'autorità giudiziaria inquirente, in quanto oggetto di azione penale. Dopo l'ennesimo attacco calunnioso di Andrea Tripepi, ho provveduto infatti a denunciarlo. Ora questo ed altri 4 video, per un totale quindi di 5, sono stati scaricati preventivamente e a disposizione esclusiva dell'autorità giudiziaria.
Vi voglio informare altresì che ora Andrea Tripepi, su Facebook, si fa chiamare Bill Gains. Non chiedetemi il perché. Ora lasciamo lavorare la Magistratura, di più non posso scriverVi.
 

martedì 22 luglio 2014

Gli antipatici : Edoardo Longo il neo-nazista, avvocato ad intermittenza.

Una in particolar modo, Edoardo Longo, sedicente avvocato con studio in Pordenone, V.le della Libertà 27 e residente a Codroipo in Via dei Frassini 1/13. Avvocato ad intermittenza poichè spesso e volentieri viene sospeso dal consiglio dell'ordine.
Mi rivolsi a lui nel 2004 su segnalazione di un pazzo, proprio perché a detta di tale pazzo, ormai ex-amico, era economico ed efficiente e, per uno come me, che i soldi non li trova sotto la foglia di cavolo, quella dell’economicità è un particolare molto importante.
Volle 300€ per iniziare la pratica e io puntualmente glieli versai, ma a fronte di questo versamento nulla vidi fare per lo svolgimento della pratica stessa. Anzi mi sentii dire che lui quella pratica non voleva proprio svolgerla, in quanto si trattava di una causa civile, e che quindi l’avrebbe passata al fratello, anch’esso avvocato, che mi sparò una parcella di oltre 1500€ come fondo spesa. Assurdo! Inoltre Edoardo Longo mi richiese altri soldi, poiché affermava di aver sostenuto della altre spese nello studio della pratica e aveva ormai eroso quei 300€ dati precedentemente.
Altro particolare degno di nota: durante uno dei nostri pochissimi incontri Edoardo Longo mi fece scivolare sotto il naso un opuscoletto bianco e nero al quanto scarno dal titolo “Ciao Europa” e mi disse testualmente: “Sa Gallimberti, io scrivo per questo giornalino e l’abbonamento cosa solo 20€”. E allora che cosa avrei dovuto fare, se non dargli altri 20€ ed abbonarmi a questo giornale, come lo chiama Longo? Cominciai a leggere questo opuscolo e mi si spalancò davanti un mondo che per me allora era quasi del tutto sconosciuto! Certo avevo già sentito parlare dei revisionisti e dei negazionisti storici, ma sempre in maniera molto superficiale e succinta; è la prova inconfutabile di dove possa arrivare la follia e la bestialità umana. Ed Edoardo Longo è un portavoce di questo mondo poiché egli afferma che l’Olocausto non è esistito, il diario di Anna Frank è un falso, così come pure le deportazioni, i campi di concentramento e lo sterminio di 6 milioni di ebrei, che egli, Edoardo Longo, considera come la cancrena dell’umanità, esseri inferiori e portatori di malattie.
Rimasi esterrefatto! Mi chiedo come siano possibili tali affermazioni! Come possano esistere tali personaggi! Negare l’esistenza dell’olocausto! Negare l’esistenza delle camera a gas! Premetto che Edoardo Longo si definisce intellettuale revisionista! Ma intellettuale di che? Ecco così aprirsi questo mondo abominevole di revisionisti e di negazionisti, personaggi che definire pazzi è troppo poco!
Voglio dire, inoltre, che il revisionismo e il negazionismo, cioè la negazione storica della Shoah sono considerati reato in tutti i paesi d’Europa; solamente in Italia non sono considerati reato perché rientrano nella liberà espressione di pensiero, ma ci rendiamo conto?! Ma in merito a queste cialtronerie ritorneremo dopo.
È chiaro che il mio punto di vista sull'Edoardo Longo avvocato cambiò radicalmente a fronte di tutto questo! Comunque, a fronte del preventivo pazzesco che il fratello del Longo, anch’egli avvocato, mi fece, telefonai al Longo chiedendo lumi su tale condotta. Per tutta risposta mi buttò giù il telefono apostrofandomi in malo modo. Al che decisi di recarmi presso lo studio di V.le della Libertà 27 a Pordenone per parlargli di persona. Non l’avessi mai fatto! Ci furono parolacce, attacchi fisici e bestemmie quando io reclamai la restituzione dei 300€ versati. Inoltre lui blaterava pensieri strampalati, dandomi del Sionista, dell’Ebreo legato al denaro. Dopo di che, calmati relativamente gli animi, disse voler andare a prendere un caffè, forse aveva bisogno di innervosirsi ancora di più! Al bar successe il resto, al che, rendendomi conto di aver a che fare con una persona fortemente disturbata, decisi di andarmene.

Avevo ormai dimenticato questo brutto episodio, considerando tra l’altro i 300€
definitivamente persi e la causa ormai non più istruibile quando un giorno del lontano 2007, a casa del mio amico Marco, in maniera del tutto casuale, digitammo il mio nome sul motore di ricerca vedendo tutto quello che c’è. Mi cadde il mondo addosso. Mai avrei pensato di aver suscitato così tanto odio e cattiveria in una mente malata, paranoica e perversa, ma d'altronde un revisionista non può essere una persona normale. Può essere solo un malato!
Inoltre l’odio e la violenza di Edoardo Longo non si manifestavano solamente col revisionismo ma anche nei confronti della Magistratura, dei giornalisti e di tutti coloro insomma che, per una maniera o per nell’altra, si erano scontrati con lui. È la tipica sindrome paranoica, basta consultare il suo sito www.edoardolongo.blogspot.com !
Da quel giorno iniziò la mia battaglia giudiziaria contro Edoardo Longo; poiché inizialmente lo stesso mi aveva denunciato accusandomi di sequestro di persona e rapina, imputazioni aberranti completamente annullate dal giudice di Pordenone e convertite nel più lieve esercizio arbitrario delle proprie ragioni, poiché in un paese come l’Italia se qualcuno ti ruba qualcosa e tu vai per farti restituire il maltolto, magari alzando la voce, ti condannano per esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Succede anche questo in Italia, paese che Edoardo Longo dice tanto di disprezzare chiamandola I-TA-L-Y-A sottomessa al giogo di Sion, ma che intanto gli consente di professare le sue farneticazioni e di renderle pubbliche sulla rete, mentre per quel che mi riguarda devo anche sentirmi condannato per esercizio arbitrario delle proprie ragioni, anche se per Longo rimangono ancora estorsione e rapina! Quei magistrati che tanto dice di disprezzare gli hanno fatto dopo tutto un favore, forse anche perché essendo dopotutto avvocato (anche se spesso e volentieri viene sospeso dall’ordine, come è successo pure l’inizio di quest’anno 2010) conosce tutti i sotterfugi e le scappatoie per raggirare quella frittata scondita che è la giustizia italiana. Ma anche per me è arrivato il momento di condire questa frittata!
Avendo denunciato a mia volta il Longo Edoardo per diffamazione e calunnia, questo è già stato condannato dal giudice di Pordenone a pagare 500€ di multa e poi dobbiamo vederci in un ulteriore sentenza il 10 giugno 2010 in cui prevedo, a meno di una rivoluzione del diritto, un’altra sonora condanna per l’intellettuale revisionista. Il vero travaglio giudiziario è stato la causa civile che ho impiantato per ottenere la cancellazione dalla rete dei contenuti ingiuriosi nei miei confronti. Per questo l’attuale magistratura non è ancora attrezzata. Numerose sentenze, persino una perizia tecnica di un Ingegnere informatico non sono bastate per ottenere la cancellazione di quell’obbrobrio che c’è su Internet, perché subentra la così detta “libertà di espressione e di pensiero”. È proprio in virtù di questa libertà che sono costretto io stesso a ricorrere alla rete per fare sentire anche la mia versione, per far valere anche le mie ragioni. A tal proposito voglio ribadire, contrariamente a quello che farnetica Edoardo Longo, che in questa vicenda la politica non c’entra assolutamente. Io non sono mai stato iscritto al movimento “Fascismo e libertà”, non conosco le persone che il Longo cita nel blog, non faccio attività politica di alcun tipo, non sono candidato in nessuna lista politica; è tutta una gigantesca e tragica bugia che scaturisce dalla mente del Longo che cerca, forse, di trovare uno strano e quanto mai strampalato pretesto per giustificare il suo odio non solo verso di me, fondamentalmente, ma verso tutti quelli che la pensano diversamente da lui.
E d'altronde come si fa non pensare che Edoardo Longo sia un mistero freudiano! In merito poi agli esseri viventi della cui compagnia si vanta il Longo, tale Ennio Carta e Fulvio Rossato, c’è da mettersi le mani nei capelli. Il Carta è un picchiatore neo-nazista implicato nelle indagini del giudice Casson di Venezia su nazismo e antisemitismo; basta digitare il nome Ennio Carta sul motore di ricerca e si vedrà tutto quello che appare. Su Fulvio Rossato poi che dire !? Persona senza arte né parte, fanatico filonazista, disoccupato, perennemente squattrinato, io stesso lo aiutai in più di qualche occasione perché mi faceva pena ed è lui che mi presentò il Longo ed ora che fa? Firma anche una dichiarazione falsa, che sicuramente gli è stata dettata dal Longo stesso, dove asserisce che avrei premeditato in sua presenza la visita nello studio di Longo inquadrandola come “spedizione punitiva”. Ma quale spedizione? Dulcis in fundo vorrei aggiungere che Rossato è stato persino ricoverato in TSO, trattamento sanitario obbligatorio, nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Chioggia perché dieci anni fa cercò di accoltellare la madre! Voglio concludere parlando di Ennio Carta, anch’egli firmatario di una dichiarazione in cui asserisce di avermi visto appostato nei pressi dello studio di Longo, in V.le delle Libertà a Pordenone. Ma come faceva Ennio Carta a conoscermi, se la prima volta che mi intravide fù nel 2008 alla prima udienza civile?
Ecco, questo sarebbe il pool testimoniale di Edoardo Longo, il quale, come se non bastasse, ad ulteriore prova della sua “autorevolezza”, come dice lui, indica a teste anche il padre! Siamo veramente alla frutta! Ma si tratta di frutta amara purtroppo, anzi amarissima e mi rendo pienamente conto che chi legge solamente e non vive sulla sua pelle vicende di questo tipo possa stentare veramente a capire. Stenta a capire come possano maturare sentimenti, azioni, comportamenti del genere e soprattutto come la legge e la giustizia, alla quale noi tutti ci ispiriamo quotidianamente, possa consentire cose del genere. Perlomeno in Italia, paese che continuo ad amare e rispettare nonostante tutte le angherie che sto attraversando.
È doloroso, sapete, sentirsi accusato di sequestro di persona, di rapina, di blasfemia, di tutte le peggiori nefandezze umane, primo sapendosi innocente e secondo non avendo compiuto materialmente nulla! E a tale dolore subentra l’incapacità di potersi difendere adeguatamente, primo perché internet non è accessibile a tutti, secondo perché la legge non ti ascolta e non ti difende.
Per concludere questo passaggio, mi auguro che questo blog possa servire anche come punto di incontro per tutte quelle persone che sono disgustate dalla pratica del revisionismo e pensano che anche in Italia, come tutti i paesi civili d'altronde, tale pratica sia da rendere fuorilegge; è vero che la storia la scrivono i vincitori, ma sulla veridicità della Shoah e come minimo fuori luogo che ci siano state delle manipolazioni. Accetto anche critiche, annotazioni, accetto qualsiasi cosa, ma vorrei anche farvi sapere con queste righe che ho fatto tutto quello che la legge mi consentiva di fare; si tratta di un fatto vero, realmente accaduto ad un cittadino italiano. Un fatto che magari un giorno potrebbe capitare anche a voi! Io non ve lo augurerei nemmeno se foste i miei peggiori nemici, anche se il mio concetto di nemico è distante anni luce da quello di Edoardo Longo! Se volete disgustarvi, consultate il suo sito www.edoardolongo.blogspot.com


Prossimamente vorrei scrivere altrettanto sui simpatici, aiutatemi a farlo !






Un piccolo aggiornamento di stato su Fulvio Rossato, in arte DJ Mello, il cui nome, nell'estate del 2011, è stato anche associato alla strage di Utoya, in Norvegia, in quanto in contatto mail, (solamente?), con il criminale neo-nazista Anders Brejvik.
I pezzi riportati sono tratti dai quotidiani il “Gazzettino” nazionale e cronaca di Venezia, la “Nuova Venezia” e dal settimanale “L'Espresso” o comunque basta andare su Google e digitare – fulvio rossato utoya – oppure – fulvio rossato cavarzere -, finché il “diritto all'oblio” lo consentirà.
Anche questo mi sembra un link interessante, “Adria, Fulvio Rossato distrugge l'autovelox” :  http://www.comuni.it/servizi/forumbb/viewtopic.php?t=57963&sid=0fae5c2eec2ca1d108370a00930b261d

Fulvio Rossato in una suo foto d'autore.

Strage di Utoya annunciata a Cavarzere

12 agosto 2011 — pagina 01 sezione: Prima
CAVARZERE. Poco prima di scatenare le sue stragi, Anders Behring Breivik, il 32enne norvegese che il 22 luglio ha ucciso 76 persone tra Oslo e l’isola di Utoya, aveva spedito un’e-mail con un appello a diffondere il suo manifesto ideologico di 1.500 pagine anche a Cavarzere. E in particolare al membro del gruppo neofascista «Gioventù nazionale» Fulvio Rossato, 34 anni. Personaggio noto alle cronache giudiziarie dopo l’attentato al tribunale di Venezia, quando venne indicato quale responsabile di una serie di scritte antisemite e razziste. «L’e-mail, con un messaggio introduttivo di 82 righe in inglese, è stata inviata a un migliaio di indirizzi tra Europa e Nord America. In Italia l’hanno ricevuta almeno 117 destinatari», ha rivelarlo L’Espresso.
MION A PAGINA 28

Mail a Cavarzere dell’autore della strage di Oslo

12 agosto 2011 — pagina 28 sezione: Provincia
CAVARZERE. Poco prima di scatenare le sue stragi, Anders Behring Breivik, il 32enne norvegese che il 22 luglio ha ucciso 76 persone tra Oslo e l’isola di Utoya, aveva spedito un’e-mail con un appello a diffondere il suo manifesto ideologico di 1.500 pagine anche a Cavarzere. E in particolare al membro del gruppo neofascista Gioventù nazionale» Fulvio Rossato, 34 anni. Personaggio noto alle cronache giudiziarie dopo l’attentato al tribunale di Venezia, quando venne indicato quale responsabile di una serie di scritte antisemite e razziste. «L’e-mail, con un messaggio introduttivo di 82 righe in inglese, è stata inviata a un migliaio di indirizzi tra Europa e Nord America. In Italia l’hanno ricevuta almeno 117 destinatari», ha rivelarlo L’Espresso in un servizio che appare sull’edizione online del settimanale e sul numero oggi in edicola. «Breivik scrive di averli selezionati su Facebook tra i suoi amici o tra gli amici di un mio amico», afferma il settimanale. L’espresso pubblica l’e-mail con tutti gli indirizzi cercando inoltre di identificare gli italiani che l’hanno ricevuta. L’Espresso sottolinea che «nessuno ricorda di averlo mai conosciuto» e che «il fatto di ricevere un’e-mail da uno sconosciuto non prova nulla. Tanto meno una complicità. La gravità della strage, però, ha spinto le polizie di vari Stati, coordinate da Europol, a indagare su possibili contatti all’estero». «In Italia - scrive il settimanale - Anders mostra di avere una spiccata predilezione per Forza Nuova... Il norvegese ha inviato il suo proclama a varie sedi ufficiali del movimento neofascista, da Roma a Milano, da Massa a Cavarzere, e a un plotone di militanti e dirigenti», alcuni dei quali hanno denunciato alla magistratura l’episodio. «Nutrita - si legge ancora - anche la pattuglia di sostenitori delle altre anime dell’estremismo nero, dalla Destra di Storace a Casa Pound, dalla Fiamma Tricolore a Patria Nostra».
Fulvio Rossato è salito all’onore delle cronache quando l’allora pm Felice Casson indagando sull’attentato al Tribunale di Venezia scopre l’organizzazione di estrema destra «Gioventà Nazionale». Le indagini della Digos iniziarono dopo l’esplosione della bomba sotto il Tribunale nell’estate del 2001 e in seguito al ritrovamento in casa di uno di loro, il mestrino Nardo, di un mitragliatore con silenziatore. Erano sospettati di aver organizzato senza riuscire a portarli a termine attentati al Ghetto ebraico e alla sede statunitense delle «Wake Forest University» in Canal Grande, di aver posseduto materiale informativo utile alla costruzione di ordigni esplosivi, di aver distribuito volantini razzisti. (c.m.)

«Ho ricevuto la mail ma non so il perchè»

13 agosto 2011 — pagina 26 sezione: Provincia
CAVARZERE. «Io non c’entro nulla, non ho fatto nulla e non so nulla di quanto successo in Norvegia», è categorico al telefono Fulvio Rossato, 38 anni, l’uomo che secondo un articolo apparso sul settimanale L’Espresso ha ricevuto un’e-mail spedita, poco prima di scatenare le sue stragi, da Anders Behring Breivik, il 32enne norvegese che il 22 luglio ha ucciso 76 persone tra Oslo e l’isola di Utoya.
Nell’e-mail un appello a diffondere il suo manifesto ideologico di 1.500 pagine anche a Cavarzere. «Io con questa storia non ho nulla a che fare. Inoltre non sono legato al gruppo Gioventù Nazionale e tanto meno a Forza Nuova, mi sono avvicinato a Fiamma Tricolore», ribadisce Fulvio Rossato. Non smentisce di avere ricevuto la mail ma sottolinea, riferendosi allo stragista norvegese: «io questo non lo conosco. La storia mi sta mettendo in cattiva luce e rischia di farmi perdere il posto di lavoro».
Personaggio noto alle cronache giudiziarie dopo l’attentato al tribunale di Venezia, quando venne indicato quale responsabile di una serie di scritte antisemite e razziste Rossato ha ricevuto la mail come un altro migliaio di persone tra Europa e Nord America. In Italia l’hanno ricevuta almeno 117 destinatari». Molti di queste persone hanno già sporto denuncia all’autorità giudiziaria appena ricevuta la mail. Ed è già stato accertato che il terrorista norvegese ha inviato la missiva anche a persone che con la destra non centrano nulla. Si trovano proprio agli antipodi. Tra cui in Italia ci sono pure un’erboristeria e una lesbica dichiarata e pacifista.
Da verificare come sia riuscito a mettere assieme la mailing list usata per inviare i messaggi farneticanti. Molto probabilmente ha «smanettato» sui social network. (c.m )

Inchiesta. Un filo nero tra Oslo e l'Italia
di Paolo Biondani e Gigi Riva I retroscena della strage norvegese: dirigenti di Forza Nuova, esponenti di Fiamma Tricolore, nostalgici e neonazisti. Ma anche nomi a caso. Ecco la lista dei 117 a cui Breivik si è rivolto(11 agosto 2011)Ci sono neonazisti, neofascisti, teste rasate, razzisti, predicatori di odio contro islamici, rom ed ebrei. Ci sono politici di estrema destra, giovani ultras delle curve e integralisti religiosi che sognano nuove crociate cristiane. C'è un intero blocco di militanti e dirigenti di Forza Nuova, dalle basi regionali alla sede centrale. Ma c'è anche l'ignaro carrozziere di Sassuolo, la negoziante di scarpe monzese, la scuola elementare di Bolzano o l'esoterico allevatore di "blatte da pasto" per serpenti. Poco prima di scatenare le sue stragi, Anders Behring Breivik, 32 anni, il terrorista di destra norvegese che nel pomeriggio del 22 luglio ha ucciso 76 innocenti tra Oslo e l'isola di Utoya, aveva spedito un'e-mail con un appello a diffondere il suo manifesto ideologico: un proclama di 1.500 pagine per combattere «l'islamizzazione dell'Europa».
Il messaggio è partito dal suo computer alle 14.08. Alle 15.25 la capitale norvegese veniva squarciata dalle prime esplosioni, seguite dal massacro di decine di giovani laburisti. Nell'allegato, Breivik teorizzava «l'uso del terrorismo come mezzo per risvegliare le masse» e si aspettava di passare alla storia come «il più grande mostro dopo la seconda guerra mondiale».
L'e-mail, con un messaggio introduttivo di 82 righe in inglese, è stata inviata a un migliaio di indirizzi tra Europa e Nord America. In Italia l'hanno ricevuta almeno 117 destinatari. Breivik scrive di averli selezionati su Facebook tra i suoi «amici» o tra gli «amici di un mio amico». "L'Espresso" ha recuperato l'e-mail con tutti gli indirizzi, rimasta accessibile su un sito finlandese, e ne ha verificato l'autenticità, cercando di identificare gli italiani che l'hanno ricevuta. E di capire con che logica siano stati scelti. Nessuno ricorda di averlo mai conosciuto. Il fatto di ricevere un'e-mail da uno sconosciuto non prova nulla. Tanto meno una complicità. La gravità della strage, però, ha spinto le polizie di vari Stati, coordinate da Europol, a indagare su possibili contatti all'estero: firmandosi «comandante giustiziere dei cavalieri templari europei» e «uno dei numerosi leader del movimento di resistenza patriottica », infatti, il terrorista sostiene di aver elaborato le sue teorie «con l'assistenza di fratelli e sorelle in Inghilterra, Francia, Germania, Svezia, Austria, Italia, Spagna, Finlandia, Belgio, Olanda, Danimarca, Stati Uniti».
In Italia Anders mostra di avere una spiccata predilezione per Forza Nuova, il partito di estrema destra fondato da Roberto Fiore, l'ex cassiere di Terza Posizione, condannato per banda armata, che non ha mai scontato la pena, vivendo da latitante a Londra, dove è diventato un ricco imprenditore, fino alla prescrizione. Il norvegese ha inviato il suo proclama a varie sedi ufficiali del movimento neofascista, da Roma a Milano, da Massa a Cavarzere, e a un plotone di militanti e dirigenti.
Il vertice nazionale di Forza Nuova non ha pubblicizzato né commentato l'evento, almeno ufficialmente. Dopo la strage, solo qualche esponente locale ha denunciato alle autorità, «a titolo individuale», di aver ricevuto l'e-mail. «Ho presentato un esposto alla procura, che ha aperto un'inchiesta», conferma Massimiliano Catanzaro, l'avvocato civilista che fino a un mese fa guidava Forza Nuova a Catania: «Non ho mai conosciuto Breivik, ovviamente condanno le sue stragi, e non so come né da chi ha avuto il mio nome».
Lo stragista di Oslo sembra aver ottenuto un indirizzario di Forza Nuova : pensa che gliel' abbia passato qualche italiano? «Non lo so. Posso immaginarlo, ma non voglio interferire con le indagini». L' e-mail dell'orrore è stata spedita a molti altri esponenti di Forza Nuova, come il coordinatore per il Sud Giuseppe Bonanno Conti, la dirigente veneta Diletta Carlesso, già candidata a Vicenza, un militante anti-rom di Pavia e un fascistello di Cavarzere, che apre il suo profilo Facebook con frasi come "Dux mea lux" e "Sieg Heil".
Nutrita anche la pattuglia di sostenitori delle altre anime dell'estremismo nero, dalla Destra di Storace a CasaPound, dalla Fiamma Tricolore a Patria Nostra. L'ha ricevuta, ed è andato a segnalarlo alla Digos e alla polizia postale, anche Alberto Ferretti, 50 anni, coordinatore regionale per l'Emilia Romagna del movimento Progetto nazionale e figlio di Carlo, uno dei fondatori del Msi. Ferretti è stato collaboratore del centro culturale Lepanto, (la battaglia che vide contrapposte nel 1571 la flotta ottomana e quella della Lega Santa cristiana). Dell' e-mail dice: «L'ho trovata dopo qualche giorno, era finita nello spam. Gli inquirenti hanno già fatto la mappatura del mio computer e la magistratura di Bologna ha aperto un'indagine conoscitiva». Non conosce Breivik e «naturalmente non ne condivido le idee. Quel documento non è circolato negli ambiti della destra politica e non c'è una ratio nella scelta degli interlocutori da parte del terrorista». Però sono quasi tutti di estrema destra.
C'è persino un parlamentare belga, Tanguy Veys, di Vlaams Belang, Interesse fiammingo, formazione razzista e xenofoba. Il quale ha preso carta e penna e ha scritto una lettera all'ambasciatore norvegese per dare solidarietà e negare ogni rapporto con Breivik. Per tornare in Italia, la posta elettronica è arrivata anche a Cuneo, all'indirizzo di Giacomo Fantini, ex segretario provinciale da poco uscito da Fiamma Tricolore. Non se ne era accorto e sostiene di aver scoperto la scottante e-mail solo grazie a "l'Espresso". “Adesso, aggiunge, cercherò di capire qual è l'amico di Facebook che è il tramite col norvegese “. Nel suo profilo sul social network, le cose che «gli piacciono», appartengono tutte all'immaginario della destra estrema, da Mishima a Céline, al libro "Militia" di Léon Degrelle.
Tra gli "amici" c'è Adriano Tilgher, oltre al sito ufficiale del partito radicale serbo, ultranazionalista, il cui leader Vojislav Seselj è sotto processo all'Aja per crimini contro l'umanità. L'area balcanica è molto rappresentata nella lista di Anders. Ci sono anche miliziani emigrati in Italia che postano video ustascia.
Molte e-mail sono intestate a nomi di fantasia, come legionario_83, enigmista85, maledetto_500, che però riportano a contatti Internet di persone riconoscibili. Gli indirizzi più sospetti, tra quelli italiani (col suffisso .it), sono una quindicina: sui motori di ricerca compaiono una sola volta, soltanto nell' e-mail di Breivik, come se fossero un recapito clandestino da usare per contatti riservati. Con nome e cognome c'è Guglielmo Rinaldini, che nel suo blog si presenta come dirigente della "polizia parallela" di Gaetano Saya, vanta legami con i servizi segreti e pubblica presunti messaggi di ringraziamento attribuiti a Berlusconi e Castelli. Anche Simone Balestro, un giovane sostenitore di CasaPound, pubblica sul blog le sue foto con i leader della destra : nell'ordine, «io e Storace» e poi Buontempo, Fiore e il ministro La Russa. Nel sottobosco in cui Anders sognava di reclutare patrioti italiani, dominano i profili di appassionati di armi, arti marziali, culturismo, ma anche di skinhead veneti, ultras romani o piemontesi, metallari patiti delle band di estrema destra. I riferimenti culturali spaziano dall'esoterismo al neopaganesimo, ma i chiodi fissi sono la difesa dell'Europa cristiana e lo stop all'islam. Qualche indirizzo richiama il nome di Mussolini o il nazionalsocialismo. Mentre le cifra 14 e 88, unite o separate, alludono al fondatore del Ku Klux Klan e allo slogan Heil Hitler. Nella lista di Breivik compaiono anche i recapiti di una decina tra negozi, aziende, studi professionali. Un'impresa edile, in effetti, è gestita da un militante di Forza Nuova.
Così come un indirizzo rimanda alla palestra romana di Lucifero Pipero Panaccione, pugile romano degli anni 1920-30, ed eroe del fascismo. Ma nel passaggio agli «amici degli amici», il terrorista nordico sembra aver preso qualche cantonata. Tanto da spedire il suo proclama a un'erborista pacifista, una lesbica esplicita, un'associazione letteraria e (pochi) altri indirizzi senza alcun contatto estremista. Il più sorpreso è un carrozziere di Sassuolo, M. M.: «Ora capisco cos'era quella roba. Io non so neanche l'inglese, l'avevo buttata via». Qualche idea sul tramite con Anders? «Sono un tiratore sportivo, ma sparo solo con amici carabinieri e poliziotti. E ho un cugino di Forza Nuova. Ma non sono mica un terrorista: ho votato centrodestra, però mio nonno era partigiano».
Ora le indagini e una domanda che buona parte dei destinatari della mail, al di là delle responsabilità penali, si deve pur porre : dove finisce quell'area grigia che delimita la propaganda razzista e dove comincia quel terreno di consenso che Anders Breivik si è sentito attorno?