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giovedì 26 maggio 2016

I segnali stradali inventati da Giuseppe Cascone.

Come vi avevo preannunciato nel post apripista di gennaio, “3 carabinieri morti e gli intrighi di Adria”, sono a pubblicare quella che si può definire la genesi del cancro: un dipendente del comune di Adria, che nell'assoluta indifferenza istituzionale, utilizza segnali stradali non contemplati dal codice della strada. Parlo di Giuseppe Cascone, ex facente funzioni di comandante dei vigili urbani di Adria e questi sono i famigerati segnali contro i quali è possibile presentare e vincere un ricorso. Buona lettura.

Tutto questo che vado a scriverVi, non sarebbe stato possibile se una brava persona come Francesco Pantano, collaboratore a tempo pieno del mio blog, non me lo avesse denunciato.
La mia fonte, ex comandante dei vigili di Adria, mi ha scoperchiato un piccolo vaso di Pandora di illegalità, omissioni, interessi privati e abusi commessi non, badate bene, da delinquenti abituali, bensì da uomini delle istituzioni pubbliche dello stato italiano.
Sono riuscito anche a interessarVi non poco su questa faccenda, con reazioni differenti. Chi totalmente indignato a pretendere giustizia e legalità a tutti i costi. Chi oramai rassegnato all'amara costatazione del fatto che l'Italia sia una non-repubblica fondata sull'illegalità, dove questa abbia preso completamente il posto della legalità.
Qualcun altro addirittura ha paragonato Adria alla contea di Hazzard, titolo dell'omonino telefilm americano anni 80', che vedeva i cugini Duke combattere quotidianamente contro gli abusi e i marchingegni ruba soldi escogitati da Boss Hoog, il sindaco, e da Rosco P. Coltrane, lo sceriffo capo della polizia locale.
Io posso solamente ringraziare Pantano che mi da la possibilità di scrivere questi fatti.
Non credo nella giustizia perché in Italia non esiste giustizia, ma mi interessa la verità. Abbiamo comunque un sogno, io e Pantano: la riapertura del caso sulla morte dei 3 carabinieri al passaggio a livello di Valliera.
Questa sarebbe una grande vittoria, non per noi e per le multe che ci hanno abusivamente obbligato a pagare, ma per quei 3 poveri ragazzi, ai quali la criminale incompetenza e negligenza di alcuni uomini, ha rubato la gioventù e la vita.

I segnali inventati
Parleremo prevalentemente di segnali prescrittivi nella fattispecie di “Divieto di sosta”. Ora l'articolo 53 del DPR 420 del 30/06/1959 sostituito dall'art. 115 del DPR 495 del 16/12/1992, stabilisce chiaramente che il segnale di divieto di sosta deve avere forma circolare. Ulteriori informazioni necessarie all'automobilista – definizione della validità dello spazio del segnale, precisazione sul significato del segnale, limitazione sull'efficacia del segnale a taluna categoria di utenti o per determinati periodi di tempo - devono essere
Segnale a Rosolina Mare
indicate sui cosiddetti “Pannelli integrativi”, applicati sul palo, sotto il segnale, articolo 34 del DPR 420, art. 83 DPR 495. Quindi ripeto, il segnale di divieto di sosta deve essere assolutamente di forma circolare e al suo interno non possono esistere ulteriori indicazioni.
Limitatamente a tre casi, il Ministero Lavori Pubblici, con idonee circolari datate 1965 (n. 10211), 1967 (n. 6490) e 1979 (n. 1270), autorizza l'inserimento del segnale circolare di divieto di sosta, all'interno di un rettangolo bianco. Nello specifico: passo carrabile, divieto di sosta ai mezzi non appartenenti a Poste e Telegrafi, divieto di sosta ai mezzi non appartenenti ai diversamente abili.
Solamente, e sottolineo solamente, in questi tre casi, il segnale circolare di divieto di sosta, può essere inserito in un rettangolo bianco. In tutti gli altri casi, il segnale di divieto di sosta deve essere sempre di forma circolare con pannelli integrativi.

Che cosa è successo ad Adria?
Dalla fine degli anni 70' Adria è stata invasa da segnali di divieto di sosta, circolari si ma inseriti in rettangolo bianco, con l'ulteriore applicazione di freccine indicative sempre all'interno del rettangolo, questo contravvenendo al C. della S. e a tutte le fonti giuridiche successive, che di fatto non le prevedono. Quindi Adria è stata invasa da segnali di divieto di sosta assolutamente fuorilegge.
Francesco Pantano individua il fautore di questa invasione e l'ideatore di questi segnali fuorilegge, proprio in Giuseppe Cascone che in quel periodo fungeva funzioni di “tuttofare” nei vigili urbani adriesi, sostituendo a tempo pieno il vecchio comandante Ugo Cacciatori ammalato.
Segnali fuorilegge tutt'ora presenti ad Adria in vicolo Marconi
Questi segnali fuorilegge furono l'origine della tensione tra Francesco Pantano e Giuseppe Cascone, tensione che provocherà il deterioramento dei rapporti dello stesso Pantano anche con l'amministrazione comunale adriese, per poi sfociare nella delibera 844 del giugno 87', dove Francesco Pantano viene di fatto rimosso dalle sue funzioni di comandante della Polizia locale, considerato un untore per loro, un funzionario “scomodo” per me. Ricordo che il comandante dei vigili e inamovibile, a meno che non sia un delinquente.
Quindi perché la rimozione del comandante Pantano? Semplicemente perché Francesco Pantano denuncia a tutti i livelli istituzionali, la presenza di questi segnali stradali inventati, i quali tra l'altro non consentono la riscossione di somme di denaro, poiché potrebbero essere oggetto di ricorsi che verrebbero inevitabilmente accolti, il tutto con grave danno economico per le casse comunali.
Ad ulteriore informazione potete leggerVi una raccomandata catalogata riservata, che l'allora sindaco Franco Grotto, invia al Ministero per il tramite di Cascone, dalla quale si evince la totale ignoranza dell'amministrazione comunale in materia segnaletica, clicca QUI. A questa raccomandata il Ministero non rispose, forse perché, ipotizza Pantano, non la mai ricevuta. Ma questa è un'altra storia e forse un altro post.
Il resto, compresa la questione della carenza segnaletica al passaggio a livello di Valliera dove muoiono i 3 carabinieri, o lo sapete già o ve lo andate a leggere nel mio post di gennaio, clicca QUI.
Qui ci occuperemo dei segnali fuorilegge e proveremo ad analizzare in maniera oggettiva la loro genesi e la loro applicazione, anche oggi, in parecchi comuni veneti ed addirittura friulani.

L'invasione di segnali inventati
Si perché, ironia della sorte, questi segnali inventati si trovano tutt'oggi sulle strade di molti comuni veneti e non. Pantano ed io ne abbiamo individuati ben 13 a Contarina di Porto Viro, 8 in C.so Risorgimento e 5 in via Marconi. A Taglio di Po, 4 in via Vallesella e 1 in via Trieste. A Rosolina città in centro e a Rosolina Mare – nota località turistica balneare frequentata da automobilisti di mezza Europa – ben 56 sparpagliati per quasi tutte le viuzze, via S. Antonio (5), delle Campanule (4), Torino (3), del Leccio (3), del Biancospino (6), dei Gabbiani (6) e via degli Aironi (5). Per non parlare poi dell'intero tratto Porto Caleri-Rosolina Mare dove ne abbiamo contati ben 23 sul lato destro della carreggiata; 2 addirittura proprio davanti l'ex caserma della Forestale.
Segnali fuorilegge davanti l'ex caserma della Forestale a Rosolina Mare
Non solo. I segnali inventati si trovano anche a Monselice, a Pontelongo e a Piove di Sacco, a Chioggia e a Sottomarina, (su tutto il lungomare lato ovest e non solo) e nella centralissima via Vittorio Veneto di Tarvisio, in Friuli.
Ma come mai questi segnali illegali si trovano in così tanti comuni?
La risposta esatta non siamo in grado di darla ma possiamo comunque ipotizzare che vi sia anche una responsabilità della società produttrice dei segnali. In che termini?
Ora vi dirò che sempre il DPR 495 e nello specifico l'articolo 77 comma 7, stabilisce che nel retro di ogni segnale stradale debbano trovarsi alcune informazioni e cioè: i dati dell'ente proprietario della strada, (comune, provincia ecc.), per i segnali di tipo prescrittivo – cioè il divieto di sosta – il numero dell'ordinanza e sempre, in ogni caso, il nome dell'impresa costruttrice del segnale compreso l'anno di costruzione.
Ora a parte il fatto che i segnali fuorilegge – ma anche quelli in regola purtroppo - sono doppiamente fuorilegge, perché nel retro raramente contengono le indicazioni citate sopra, ripeto e sottolineo, obbligatorie per legge, su quasi tutti siamo riusciti a individuare la ditta costruttrice e cioè l'azienda “Serenissima” che all'epoca si trovava a Montegrotto Terme e che ora si è trasferita a Tribano zona industriale di Padova, clicca QUI. Aggiungo che, in tutta Italia, le aziende costruttrici di segnali stradali regolarmente autorizzate dallo stato, sono pochissime, meno di 10, quindi immagino faranno affari d'oro.
Segnale fuorilegge in primo piano seguito da segnale regolamentare in secondo piano. A Rosolina Mare via Torino.
Ora torniamo parecchio indietro negli anni, stiamo parlando della fine degli anni '70, primi anni '80. La motorizzazione in Italia era ancora agli inizi e quindi la segnaletica stradale materia pionieristica. E' possibile che Giuseppe Cascone abbia dato indicazioni sbagliate all'azienda Serenissima e che poi questa, dietro richiesta di altri comuni che necessitavano proprio di segnali di divieto di sosta, abbia in assoluta buona fede ma con evidente leggerezza, fornito i famigerati segnali inventati da Cascone, considerandoli legali a tutti gli effetti.
Passando il tempo e riconoscendo l'errore, alcuni comuni li hanno rimossi, Adria in primis dopo il polverone alzato da Francesco Pantano, altri no, semplicemente perché nessuno ha mai denunciato l'illegalità.
Questo giustifica a nostro avviso la diffusione di questa segnaletica fuorilegge, che in alcuni comuni la fa praticamente da padrona e che in altri addirittura convive con i segnali corretti, come testimoniano le foto che pubblico.

Conclusione
Le istituzioni pretendono da noi il rispetto assoluto delle leggi, ed è giusto. Pretendo allora che esse stesse rispettino assolutamente le leggi dello stato. O sto chiedendo la Luna?
Francesco Pantano definisce la segnaletica stradale materia difficile, complicata, insidiosissima. Materia che andrebbe necessariamente gestita da tecnici specialisti ma che nelle nostre piccole realtà decentrate sono difficili da trovare. E allora tutto viene lasciato all'improvvisazione o nell'affidarsi ciecamente a strutture o aziende che dovrebbero, e sottolineo dovrebbero, avere le competenze necessarie, ma che poi , nella realtà dei fatti, non è così.
Segnale fuorilegge a Contarina di P.to Viro in C.so Risorgimento.
Certo il giudice Giuseppe Silvestre di Adria, sollecitato da 5 ricorsi presentati da Pantano, pur sottolineandone lo zelo, ha sentenziato che è un dato oggettivo il significato univoco del segnale “illegale”, che non può dare adito a ulteriori o contraddittorie interpretazioni e quindi va sempre e comunque rispettato.
Ma rimane aperta la questione del segnale illegale, non contemplato dal C. della S. e da nessun DPR successivo. Quindi l'illegalità rimane e deve essere sanzionata. A meno che l'illegalità non diventi legalità.
Aggiungo che il C. della S. e tutti i successivi DPR, art. 77 comma 5 DPR 495, “... vieta l'uso di segnali diversi da quelli previsti nel presente regolamento...”, ma è pur vero che sempre lo stesso DPR non prevede nessuna sanzione per l'ente inadempiente.
Per cui tanti comuni possono di fatto fregarsene del rispetto della norma, contando sulla quasi totale impunità.
Della serie “lo stato non si dà la zappa sui piedi” oppure “cane non mangia cane”.
Rimangono le persone oneste come Francesco Pantano, amanti della legge e della legalità, che continuano a credere e a combattere per questi valori da oltre 30anni ormai.
Io, con questi post, ho dato il mio piccolissimo contributo.
Attenzione: se volete presentare ricorso contro i segnali stradali illegali, io e Pantano vi offriremo assistenza in forma assolutamente gratuita, ma ricordatevi sempre di rispettare tutte le prescrizioni che i segnali stradali indicano.
Quello che avete letto fin d'ora non vi autorizza a non rispettarle; già l'automobilista italiano è il più indisciplinato d'Europa, se poi non rispetta nemmeno i segnali, le strade diventerebbero peggio di una giungla.


Links utili:

DPR 495 del 16/12/1992

Direttiva Ministero LL PP n. 6688 del 24/10/2000, Relazione tra cura della strada e incidentalità stradale, DA LEGGERE

Polizia municipale.it controversia sui cartelli rettangolari, interessante 
http://www.poliziamunicipale.it/forum/default.aspx?ida=3&idf=10&idt=2281

adnKronos dati mortalità stradale 2015



venerdì 18 marzo 2016

I vigili debbono vigilare non stare in ufficio.

È da circa trent'anni che la pubblica amministrazione di Adria in materia di segnaletica e istruttoria, opera palesemente contra legem”. Pesano come macigni le frasi che Francesco Pantano ritorna a scrivere nel mio blog. Questa volta ci racconta di come i Vigili Urbani, ora Polizia Locale, per legge non debbano svolgere funzioni differenti da quelle di vigilanza e repressione di reati ed infrazioni al codice della strada. E di come ad Adria, con una delibera comunale, si è sistematicamente violata una legge dello stato. Buona lettura.

Mi chiamo Francesco Pantano. Sono nato nel 1940 in un paese in provincia di Padova. Sono entrato nel corpo dei vigili urbani nel 1964. Sono stato vigile urbano ad Este e ad Abano Terme, poi comandante a San Felice sul Panaro in provincia di Modena, a Desenzano del Garda (Bs) e a Rozzano, in provincia di Milano. Ho esercitato le mie funzioni tra il Veneto, l'Emilia-Romagna e la Lombardia. E a quei tempi i vigili vigilavano, com'è loro dovere per legge.
Francesco Pantano
Arrivo in Adria nel 1983 a ricoprire il ruolo di comandante dopo aver vinto regolare concorso. Verrò poi estromesso dalle mie funzioni di comandante il 12 giugno 1987 con la delibera comunale 844, (giunta: Grotto PSI Sindaco, Spinello PCI Vice, assessori Rozzarin PSI e Greggio PRI, Tescaroli segretario). Il motivo? Perché avevo denunciato dei segnali stradali inventati dall'allora vice comandante Giuseppe Cascone, segnali inventati e carenti che avevano causato la morte di tre giovani carabinieri ad un passaggio a livello, clicca QUI, e perché mi prodigavo ad applicare la legge, che allora come adesso, dice che i vigili debbono vigilare e non stare in ufficio.
Dei vigili, guardie municipali, ne parla il regio decreto 297 del 1911: prevenire, controllare e reprimere in sede amministrativa comportamenti contrari a norme di polizia locale, clicca QUI. Ora la legge 65 del 1986 e successive modificazioni: prevenzione controllo repressione, area di vigilanza, clicca QUI. Non funzione istruttoria e nemmeno istruzione di pratiche amministrative, clicca QUI.
Quando ero comandante, le pratiche amministrative erano istruite dal maestro Gianni Lazzerin.
Che cosa è successo in Adria? Una piccola rivoluzione copernicana.
In Adria la giunta Grotto con la delibera 1733 del 31/10/86, assegna ai vigili funzioni amministrative, clicca QUI. Il CORECO annulla tale delibera 1733 per eccesso di potere e violazioni di legge, protocollo comunale 1686 del 16/03/87, clicca QUI.
COME NULLA. Il comune di Adria se ne frega dell'ordinanza del CORECO e la delibera 1733 rimane operativa a tutt'oggi.
Vi è un susseguirsi di eventi in uno spazio temporale, tutto sommato breve. Divento comandante dei vigili in Adria nel 1983. Comincio a denunciare segnali inventati è carenze segnaletiche. Sono inascoltato. Il 31 ottobre del'86 la delibera fuorilegge numero 1733 da me osteggiata e il successivo annullamento da parte del CORECO. Il 3 febbraio 1987 la tragica morte dei tre carabinieri al passaggio a livello
Valliera: il passaggio a livello
di Valliera da imputarsi solo ed esclusivamente ,come dimostrato, a carenza segnaletica. Il 12 giugno 1987 la delibera 844, anch'essa fuorilegge ed annullata dal CORECO, che mi estromette in maniera definitiva dalle mie funzioni di comandante dei vigili urbani. Mi sfrattano dalla casa comunale, che mi spettava di diritto, e da allora comincia il mio calvario.
Sin dall'inizio Grotto e Spinello, non hanno controllato la situazione riguardante la segnaletica e l'istruttoria, in dispregio totale delle leggi, ritenendo lo scrivente comandante un untore di manzoniana memoria.
Impensabile fossero all'oscuro di regole elementari che regolano una pubblica amministrazione. Inaudita e arbitraria la rimozione del comandante: grave nocumento all'immagine e alla credibilità della pubblica amministrazione di Adria. Spiace dover citare il segretario dott. Nereo Tescaroli, che non ha saputo fermare la violenza della delibera 844.
È da circa trent'anni che la pubblica amministrazione di Adria in materia di segnaletica e istruttoria, opera palesemente "contra legem".

Francesco Pantano
... e questo è il video di Francesco Pantano

lunedì 22 febbraio 2016

Cà Garzoni ad Adria strada fuorilegge e pericolosa.

Francesco Pantano, l'ex comandante dei Vigili Urbani di Adria, è diventato ormai collaboratore a tempo pieno del mio blog. In queste poche ma significative righe, ci da una sua probabile spiegazione sull'incidente mortale occorso a Giovanni Marcello, nel gennaio del 2016, in una strada pericolosissima e palesemente fuorilegge che è sita nel comune di Adria: via Cà Garzoni, stretta strada arginale tra un canale e un burrone.
Troppo velocemente si è catalogata la morte di Marcello come malore o colpo di sonno, ma se non fosse stato così? Se fosse stato urtato da un altro veicolo e a seguito dell'urto avesse perso il controllo? E lo stato, obbligato per legge, che cosa fa per rendere il più sicure possibili le nostre strade? Non può certo giustificare l'inadeguatezza dei suoi interventi con il solito “Non ci sono soldi”. E i soldi del bollo auto? E i soldi delle tasse? Oppure dobbiamo rassegnarci a pagare le tasse senza avere nulla in cambio? Leggiamo Francesco Pantano.

Il premier Matteo Renzi ha detto: "Chi sa di leggi violate non abbia paura e lo denunci". Cosa questa che vado facendo da trent'anni.
Il Ministro dei Lavori Pubblici Nesi nel 2000 e Zaia nel 2011: "Troppi morti per troppi incidenti, per troppi punti critici, per troppe strade inadeguate, per troppi segnali irregolari o mancanti".
Il 19 gennaio 2016, martedì, alle 18:30, in via Cà Garzoni, proprietà del Comune di Adria, muore Marcello Giovanni, 59 anni, su una Fiat Seicento uscita di strada con più ribaltamenti, clicca QUI: strada pericolosissima, un po' in trincea, un po' in rilevato.
Malore o colpo di sonno? Può essere. Ma le cause possono essere altre relativamente al tipo di strada di cui stiamo parlando:
1) manca la striscia assiale, che separi il doppio senso, facoltativa nel '59 (DPR 420 del 30/06/59), oggi obbligatoria.
2) mancano del tutto o quasi i delineatori di margine, che visualizzano l'andamento stradale, necessari vista la particolare planimetria.
3) poche le barriere di sicurezza ...
Si noti che strade e segnaletica sono cosa seria, trattata con sufficienza in ogni aspetto e a tutti i livelli. Così non si garantisce la sicurezza delle persone che deve essere la finalità primaria dello Stato e non si riducono altresì il numero e gli effetti di incidenti stradali.
E' dal'85 che scrivo di fatti analoghi purtroppo.

Francesco Pantano


Pubblico un estratto dalla direttiva a firma Ministro dei Lavori Pubblici Nerio Nesi del 24/10/2000 n.6688, (registrata a Corte dei Conti il 7/12/2000, registro n.3 LLPP foglio n.70) clicca QUI:

<< In linea di principio deve affermarsi la responsabilità dell'ente proprietario in caso di incidente e comunque è riconducibile alla proprietà se tale carenza segnaletica induce l'utente a comportamenti scorretti, che non avrebbe tenuto in presenza di idonea segnaletica. La carenza di segnali stradali comporta inevitabilmente responsabilità sia per la Pubblica Amministrazione sia per i funzionari preposti a specifico settore >>

Da leggere anche Cassazione Civile sez.III 06/04/82 n.2131:

<< Può esserci nesso di casualità tra condotta colposa omissiva o
commissiva dell'ente proprietario e danni subiti dagli utenti. Può esserci responsabilità di amministratori e dipendenti dell'ente sia di carattere penale, per lesioni, sia di natura civile; nel qual caso la responsabilità fa carico in via solidale ad ambedue i suddetti soggetti >>

A rileggerci prossimamente con altri post di Francesco Pantano.

venerdì 29 gennaio 2016

3 carabinieri morti e gli intrighi di Adria.

Mai avrei pensato che proprio ad Adria, il paese dove sono nato, dove ho trascorso la maggior parte della mia giovinezza e della mia vita adulta, proprio ad Adria accadessero cose simili. E commesse da persone con le quali, bene o male, ho persino una conoscenza diretta. Con questo scritto cerco di fare chiarezza su una brutta storia che vede 3 ragazzi morti, ed inconcepibili abusi da parte di numerose amministrazioni comunali adriesi. “La vita ha spesso una trama pessima. Preferisco di gran lunga i miei romanzi”, diceva Agatha Christie. Buona lettura.


Viste dal di fuori le istituzioni sembrano praticamente inattaccabili. Baluardi di onestà e di giustizia. Però se al loro interno si genera un batterio, un virus, che le attacca inesorabilmente, ecco che iniziano ad indebolirsi mostrandoci la loro vera faccia, che non corrisponde per nulla a quell'ideale di onestà di cui vi scrivevo.
Ora nel nostro caso quel batterio, quel virus, risponde al nome di Francesco Pantano.

Chi è Francesco Pantano
Francesco Pantano era un uomo dello stato, un uomo delle istituzioni,
un uomo che ha indossato la divisa perché credeva in quella divisa e in quello che essa rappresentava agli occhi della collettività. Perchè credeva in quell'ideale di giustizia e onestà che le divise, di qualsiasi paese, sono portatrici. Ora Francesco Pantano non crede più a nulla.
Francesco Pantano
Francesco Pantano, classe 40', originario della bassa padovana, arriva ad Adria nel marzo del 1983 per ricoprire il ruolo di comandante della polizia locale, dopo aver ovviamente vinto regolare concorso. Trova il suo vice, tale Giuseppe Cascone proveniente dalla polizia stradale di Ferrara. Come mai Giuseppe Cascone abbia abbandonato la polizia stradale di Ferrara per venire a fare il vigile urbano ad Adria non ci è dato a sapere, per il momento, però potrebbe dircelo lui stesso o potrebbe essere l'argomento di un prossimo post.

I segnali inventati da Giuseppe Cascone
Immediatamente dopo aver preso servizio, Francesco Pantano comincia a notare numerose irregolarità sui segnali stradali presenti in città. Addirittura tantissimi erano inventati, completamente fuorilegge. Anche la segnaletica orizzontale risultava carente o irregolare. Individua il fautore di tutto ciò in Giuseppe Cascone, che arrivando ad Adria prima del 1979, sostituisce fino all'arrivo di Pantano, il vecchio comandante Ugo Cacciatori, quindi avendo carta bianca per oltre 4 anni.
Un segnale inventato da Cascone
Ovviamente fa notare questo in maniera soft, sia al suo vice Cascone che all'amministrazione comunale e mi racconta che l'allora sindaco Franco Grotto (PSI) gli rispose : “Ma sior comandante, co tuti i problemi caghemo
in Adria el va drio i segnali...” Questa risposta mi sembra sintomatica di come ragionano certi amministratori soprattutto perché il Pantano, con lettera regolarmente protocollata, fa gentilmente notare al sindaco e alla giunta tutta che (cit.) “ … Tali segnali non consentono la riscossione di somme di denaro per violazioni amministrative per evitare contestazioni che sarebbero fondate. Tutto ciò con grave danno economico per l'amministrazione comunale...”
Giuseppe Cascone
Ma il sindaco Franco Grotto, la giunta tutta e il vice Giuseppe Cascone rimangono sordi e tutto ciò contribuisce a costruire attorno al Pantano una strana aureola, quella del rompicoglioni per capirci, sia nei rapporti con l'amministrazione comunale che con il vice Cascone, proprio dentro il comando della polizia locale.
I segnali stradali inventati da Giuseppe Cascone saranno oggetto di un prossimo post, dove ne pubblicherò una selezione fotografica.
Rimasti ad Adria fino al 1990 circa, ma presenti ancora oggi in gran numero a Taglio di Po, Porto Viro e Rosolina, (comune convenzionato con la P.L. di Adria), vi daranno la possibilità, se siete stati contravvenzionati e riuscirete ad esibire idonea documentazione, di presentare regolare ricorso contro il comune, con vittoria di spese e quant'altro. Io e Pantano ci rendiamo disponibili a fornirVi assistenza.

Muoiono 3 giovani carabinieri
Succede purtroppo la tragedia. Il 3 febbraio 1987 muoiono 3 giovani carabinieri in servizio di leva, travolti dal treno sul passaggio a livello in via Don Sturzo a Valliera di Adria, clicca QUI.
La tragedia – considerata disastro ferroviario ex art. 449 c.p. - crea molta commozione in città e non solo. Quali sono le cause della morte di quei 3 ragazzi? Semplice e fatale disattenzione oppure qualcos'altro? E qui c'è il colpo di scena: il dicembre del 1986, quindi 2 mesi prima della tragedia, la direzione compartimentale delle FS di Bologna, le Ferrovie dello Stato ora RFI, invia una lettera raccomandata al comune di Adria, denunciando la mancanza e l'incompletezza della necessaria ed obbligatoria segnaletica verticale ed orizzontale in prossimità dei passaggi a livello di via Don Sturzo, quello della tragedia, e del vicinissimo di via Scolo Branca, proprio a Valliera. Le FS chiedono inoltre che il comune di Adria provveda a regolarizzare la segnaletica (cit.) “... favorendo un cenno di conferma a lavoro ultimato.”

Questa è la fotocopia della raccomandata con il timbro di arrivo in comune di Adria il 31 dicembre 1986 : 
per vederla meglio clicca QUI
Ora vi risparmio il rimpallo di lettere raccomandate, post tragedia, tra comune di Adria e provincia di Rovigo per stabilire la competenza su chi doveva piazzare la segnaletica, competenza che spettava inequivocabilmente al comune di Adria, datosi che via Don Sturzo a Valliera è classificata come strada comunale; l'intero carteggio è in mio possesso.
Ma quello che mi sembra più importante è che il comandante Pantano dichiari di essere stato all'oscuro di quella raccomandata, cioè non ne sapeva l'esistenza fino a tragedia avvenuta.
Chi ha nascosto la raccomandata delle FS al comandante Pantano? Anche in questo caso Francesco Pantano non ha dubbi: è stato il suo vice Giuseppe Cascone, se non altro per nascondere ai suoi occhi un'ennesima gravissima mancanza. E questa volta anche tragica, aggiungo io.

La fine della carriera di Francesco Pantano
Dopo la morte di quei 3 poveri ragazzi, la corda già tesa tra Pantano, Cascone e l'amministrazione comunale, si spezza definitivamente. Se non altro perché Pantano comincia a fare la voce grossa, in merito a
tutte le irregolarità che aveva denunciato negli anni e all'occultamento di documenti ufficiali di cui è stato vittima. E questo non piace per nulla al comune che con la delibera 844, del 12 giugno 1987, allontana definitivamente il dott. Francesco Pantano dal comando della polizia locale, affidandoli l'incarico fittizio di “Capo sezione scuola cultura tempo libero e sport”, che tradotto significa “addetto alle fotocopie in scantinato”, mentre destina in maniera definitiva il signor Giuseppe Cascone alle funzioni di comandante dei Vigili Urbani, di fatto non avendone i requisiti previsti per legge.
Ora è interessante farVi notare che tale delibera, considerata antisindacale dalla segreteria CGIL-CISL-UIL, come denunciato da una lettera inviata al sindaco in data 17 giugno 1987, viene addirittura, la delibera 844, annullata dal CORECO, Comitato Regionale di Controllo di Rovigo, con un'ordinanza del 7 luglio 1987 perché (cit.) “... il provvedimento è illegittimo per carenza di presupposti soprattutto nella parte in cui provvede a sollevare il dipendente dalle proprie funzioni e per errata applicazione dell'istituto della mobilità ...”
Ora pensate che il comune di Adria accetti l'ordine del CORECO e ripristini Pantano alle sue funzioni? Niente affatto! Il comune di Adria se ne frega altamente dell'ordinanza e anzi fa scrivere, per mano dell'allora assessore al personale Sandro Gino Spinello (PCI), che di li a poco diventerà sindaco, che il signor Giuseppe Cascone (cit.) “... è autorizzato a proseguire nell'espletamento delle funzioni di comandante dei vigili urbani.” Il carteggio è in mio possesso.
Altri segnali inventati
Francesco Pantano è stato messo fuori gioco, ma non si arrende. Inizia una battaglia legale a suon di denunce e di carte protocollate. Tutto finisce archiviato dal tribunale di Rovigo. Non solo: Sandro Gino Spinello, soprannominato ad Adria “Gino busia”, (Gino bugia in italiano, forse perché ha promesso posti di lavoro a tutti senza mai rispettare tali promesse), diventato sindaco, lo denuncia anche per peculato perché utilizzava, come sta scritto sul capo di imputazione, “il fotocopiatore del comune per scopi personali” e (cit.) “... l'atteggiamento di Pantano costituisce un continuo elemento di turbativa e di cattivo funzionamento all'interno degli uffici comunali.”
Pantano viene condannato in primo grado a 2 mesi di reclusione e assolto in appello perché il fatto non sussiste.

L'idea che mi sono fatto
Semplicemente: E TUTTA UNA PORCHERIA!
Un funzionario solerte e competente denuncia delle irregolarità da parte di un comune, di una istituzione, che deve rappresentare il massimo esempio di legalità. Per questo viene buttato fuori, cacciato. Ma non gli viene abbassato lo stipendio. Parliamoci chiaro: Francesco Pantano ha percepito per 15 anni, dall'87 fin quando è andato in pensione nel 2002, lo stipendio pieno di comandante della polizia locale senza aver mai lavorato, facendo solamente atto di presenza in comune. Della serie stai buonino, stai a cuccia, che i tuoi soldini li prendi sempre. Ma lui buonino, a cuccia, non c'è mai stato, forse perché è troppo onesto e quello che ha subito semplicemente non gli va giù.
E' vero che sia il TAR che il Consiglio di Stato si sono espressi alcune volte sfavorevolmente nei confronti di Pantano, approvando parzialmente l'operato del comune di Adria, ma non dimentichiamoci che queste strutture hanno come unico scopo quello di difendere sempre gli interessi dello stato, anche quando questi sono basati su palesi violazioni di norme e abusi. Voi avete letto l'esatta evoluzione degli eventi, fate quindi voi le Vs. valutazioni e a riprova di tutto vi pubblico la prima denuncia presentata da Pantano nel 1988, clicca QUI, e l'ultima presentata nel 2012, clicca QUI.
E di quei 3 ragazzi morti al passaggio a livello? Se ne sono dimenticati tutti, tranne Pantano e io.
E' vero, c'è stata un'inchiesta, come succede sempre dopo un disastro ferroviario, ma guarda caso è finita archiviata anche questa. E d'altronde non poteva che finire così. Vi immaginate se dall'inchiesta fosse scaturita, come è oggettivamente, anche la parziale responsabilità del comune di Adria e quindi fosse stato condannato a pagare i danni alle famiglie? Vi immaginate lo stato che condanna se stesso a pagare? Ricordatevi che “cane non mangia cane”!
E comunque anche su queste 3 terribili morti, Francesco Pantano non ha dubbi, e come ha sempre scritto su tutte le denunce che ha presentato in tribunale “Giuseppe Cascone è stato, è e sarà sempre, il diretto responsabile della morte di quei 3 ragazzi”.
Non aggiungo altro. 

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domenica 27 novembre 2011

Salviamo il tribunale di Adria? Giammai !


E' da un po di tempo che campeggia davanti al tribunale di Adria questo striscione, attaccato probabilmente dai dipendenti stessi, ed è sempre da un po di tempo che mi “ scappa “ una cosa da dire e adesso, visto probabilmente il clima Natalizio, non resisto più e la devo dire ! Come saprete la chiusura del tribunale di Adria è stata decisa all' interno di un piano di razionalizzazione di spesa approvato a livello di governo centrale. Quindi tutto assolutamente in regola, visto poi che sono i tribunali stessi che insegnano a rispettare le regole. Sul fallimento della cosiddetta “ Giustizia “ in Italia, sono stati scritti e si scriveranno milioni di righi, e quindi io non voglio insistere su questo argomento. Ma proprio in virtù di questo fallimento, poiché in Italia la giustizia non esiste, sono ben contento che il tribunale di Adria chiuda, tanto per quello che serve ! Certo che questa chiusura creerà una serie di disagi ai “ poveri lavoratori “ dello stesso : dovranno alzarsi mezz' ora prima alla mattina, dovranno appoggiare il sederino sui sedili sporchi di bus e treni, torneranno tardi al pomeriggio e saranno probabilmente costretti a mangiare fuori casa e poi non riusciranno più a farsi lo “ sprizzetto “ al solito bar sotto il tribunale con le annesse chiacchiere. Un grosso disagio, non c'è che dire ! Ai magistrati questo interessa meno, poiché loro già vengono tutti da fuori Adria, con le auto di servizio che paghiamo ovviamente noi, oppure con la propria auto ma con il carburante “ ovviamente “ pagato, sempre da noi. Interessa meno perchè a qualche magistrato, la cosa un pochino dispiacerà lo stesso. Nel senso che negli anni si era ben radicato nel territorio e, complice la “ frizzante “ aria polesana e il buon vino, si tira fuori “ l' indole mandrilletta “ ! E d' altronde, con tutte quelle belle avvocatesse che frequentano il tribunale etrusco è difficile mantenere una certa flemma, come è difficile ricordarsi tutte le procedure penali e civili corrette. O meglio, quella “ penale “, nel senso del pene, si ricorda meglio. Quella penale, nel senso del codice, non si ricorda per nulla ! Ah, dimenticavo ! Il magistrato esercita il suo “ potere discrezionale “ ! Ma, dice, il sig. Rossi, quel povero cittadino che abita in basso Polesine dovrà sobbarcarsi un viaggio lunghissimo, fino a Rovigo, per presenziare alle udienze ! Capirai che roba ! A parte il fatto che chi abita in alto Polesine già da tempo fa questo lungo viaggio ma tra udienze filtro, ( dalla durata di tre minuti ), rinvii, relazioni ecc. e la non utilità nell' analisi delle parti, quando entri in tribunale, sia da denunciato che da denunciante, l' unica impressione che se ne trae, e che potevi rimanertene tranquillamente a casa. Concludendo : salviamo il tribunale di Adria ? Chiudiamo il tribunale di Adria !