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Il primo portale dedicato all'investitore italiano in Rep. Ceca e Slovacchia

domenica 22 marzo 2015

Cacao Meravigliao, quanto mi costi.

I paesi del Nord Europa si confermano i più golosi di cioccolato e prodotti derivati : Svizzera, Germania e Norvegia guidano la classifica europea, con un consumo medio pro capite che va dai nove ai dieci chili di dolce cacao l'anno. I paesi mediterranei occupano invece la parte bassa della lista, probabilmente poiché l'afoso caldo estivo non ne incentiva l'acquisto e il consumo almeno per alcuni mesi.
Nonostante l'Italia sia la sede di una delle più grandi aziende mondiali nella produzione e distribuzione di prodotti dolciari al cacao, la Ferrero, gli abitanti del bel paese si classificano quindi terzultimi, con poco meno di tre chili pro capite l'anno. La Grecia chiude la classifica con un consumo per persona di meno di due chili.
Ora veniamo a noi. Già nel 2014 le vendite di uova di Pasqua hanno subito una battuta d'arresto, perdendo circa il 9% nelle vendite. Tuttavia, con l'avvicinarsi dei festeggiamenti per la Pasqua, come sempre i supermercati si riempiranno di deliziose uova al cacao. Alla vigilia dei festeggiamenti, quando verranno acquistate decine di migliaia di dolciumi al cacao, i consumatori potranno però trovarsi con delle sorprese non piacevoli.
Dal 2014 il prezzo del cacao sta subendo degli aumenti considerevoli, causati da una sfortunata serie di eventi che si sono scatenati sulla sua catena produttiva. Da un lato infatti molte piantagioni di cacao sono state sostituite con il caucciù che è molto più remunerativo, contribuendo in modo considerevole alla contrazione delle tonnellate prodotte, dall'altro un fungo sta decimando i raccolti e, purtroppo, la coltivazione di piante più resistenti è un processo lungo, che può richiedere anche degli anni prima che venga portato a termine.
Gli effetti dell'aumento dei prezzi si sono già fatti sentire in America. Il New York Times riporta che il prezzo di alcune marche di cioccolata, è già salito negli Stati Uniti di circa l'8%, e immediatamente è stato osservato un repentino cambio nelle abitudini dei consumatori : gli analisti si sono stupiti di quanto velocemente i clienti abbiano da subito preferito cioccolato di qualità inferiore, piuttosto che consumarne di meno a prezzi superiori.
Che cosa faranno i cittadini europei? Continueranno a comprare il loro cioccolato preferito o cambieranno marca?


lunedì 16 marzo 2015

La rivincita di Corto Maltese.

Un Corto Maltese da record. Battuto all'asta di Parigi. Sabato scorso (7 marzo 2015), un originale firmato Pratt, cioè una copertina acquarellata diffusa in Francia, mai messa in vendita, che l'artista veneziano regalò al suo editore per la copertina di "Les Celtiques" è stata aggiudicata da Sotheby's per 315.000 euro. Mostra Corto con le braccia incrociate dietro la schiena e al suo fianco una gigantesca arpa. Faceva parte di un lotto di tavole dedicate all'arte del fumetto. Sicuramente un nuovo record mondiale.
Già nell'ottobre di tre anni fa un disegno originale di Corto, il mitico marinaio uscito dalla penna e dalla fantasia di Hugo Pratt, (si trattava di una striscia di due soli quadretti, in matita e china, appartenente ad uno dei capolavori del romanziere veneziano : "Favola di Venezia"), era stata offerta dalla casa d'aste torinese Little Nemo a 12.000 euro. Già una cifra consistente. Per tasche ben fornite.
Il fumetto di Pratt gode in Francia di particolare simpatia. Ma non è il solo. Alla stessa asta una copertina del settimanale Le Petit Vingtieme datata 1938, del belga Hergè, (Georges Remì, creatore di Tintin), ha superato i 450.000 euro. Si sa che le aste di Sotheby's sono aperte al pubblico, gratuitamente senza obbligo di offerta.
Sarebbe curioso poter interrogare, ora, quegli intellettuali parigini che a fronte del successo crescente oltralpe del narratore per immagini disegnate veneziano, lo classificarono con l'epito "inutile". Ufficialmente perché non ritenuto sufficientemente impegnato ideologicamente nel versante marxista, ma più verosimilmente per semplice invidia.
Erano i giorni in cui (1977), Hugo riceveva all'Operà di Parigi da Mitterand il Gran Premio Nazionale delle Arti Grafiche. E lui rispose da par suo, titolando un suo libro, (fatto d'una intervista fiume assieme al suo biografo ufficiale Dominique Petitfaux), "Il desiderio di essere inutile".
Da notare che il settimanale "Pif", che pubblicava la serie di racconti con protagonista Corto Maltese, era una filiazione del partito comunista francese.
Tornando a Sotheby's, attendiamo la prossima asta ancora dedicata al fumetto di qualità. Nel giro di tre anni ha triplicato le valutazioni. Una domanda. Chi sta godendo, ora, a vent'anni dalla scomparsa di Hugo Pratt, della pioggia di euro che sempre più in onda i suoi disegni?


Pietro Zanotto

giovedì 12 marzo 2015

Italiani, popolo di Santi, poeti e ... telespettatori.

Sole, mare, paesaggi e un patrimonio artistico da primato mondiale. Tuttavia, molti italiani preferiscono il divano.
Medaglia di bronzo ai cittadini del Bel Paese nella graduatoria mondiale per minuti giornalieri passati a guardare la televisione : la classifica, redatta dal sito statista.com , vede gli italiani passare davanti al piccolo schermo circa 261 minuti al giorno, più di quattro ore mezza.
L'Italia è prima tra le nazioni europee con Polonia e Spagna che occupano il quarto e quinto posto con gli svedesi che chiudono la classifica con circa due ore e mezza di zapping, quasi la metà degli italiani, nonostante le rigide temperature nordiche. Tuttavia il primato appartiene agli Stati Uniti. Gli americani brillano in questa classifica con ben 293 minuti passati davanti alla tv, che equivalgono a poco meno di cinque ore al giorno. Che sia forse a causa di una qualità di intrattenimento decisamente e oggettivamente superiore?
Il mercato dell'intrattenimento televisivo, ha subito una serie di enormi rivoluzioni in questi ultimi due anni. I consumatori, soprattutto i più giovani abituati a navigare tra i contenuti on-line, cominciano domandare di poter scegliere cosa, quando e come vedere un determinato programma.
È solo di poche settimane fa l'annuncio dell'arrivo in Italia di Netflix, televisione a pagamento on-line, leader mondiale nello streaming di film e serie televisive. Il palinsesto potrà così essere scelto direttamente dai divani dei telespettatori e non più programmato nei minimi dettagli dai manager, (pubblici o privati), e infarcito di interruzioni pubblicitarie.
Grazie alle sempre più diffuse smart tv che permettono l'accesso a internet dalla televisione, gli utenti potranno accedere ai contenuti delle tv a pagamento on-line e gestire finalmente la qualità della programmazione. L'arrivo nel nostro paese del colosso americano è parte di un lento percorso di ammodernamento, che ha già coinvolto società come Sky, Mediaset e Telecom, ma che da anni guida il mercato statunitense e definisce i nuovi standard di qualità dei programmi.
La battaglia nel nostro paese è appena cominciata, l'offerta sta per ampliarsi e le possibilità si moltiplicano : diventeremo i primi in classifica?


domenica 22 febbraio 2015

Pins e spille : investimento da appuntare.

Quando John Adamek, Rainer Homan e Uwe Schomann si incontrano nelle loro case ad Amburgo, danno il via alle loro sessioni di consultazione e scambio, dispiegando con fare liturgico le stuoie di velluto rosso che proteggono le spille tra le loro morbide pieghe. I tre collezionisti hanno raccolto finora 22.000 esemplari. Questi sono riposti in maniera ordinata in speciali contenitori che, per quanto pieni, non precludono mai la possibilità di accogliere nuovi pezzi. Una volta aperti i raccoglitori si immergono in una vera e propria venerazione.
John confessa: "Le spille hanno sempre fatto parte della mia vita. Sono cresciuto con loro. A casa ne ho di provenienti da tutto il mondo, ma le mie preferite sono quelle legate al calcio, per via del mio lavoro di arbitro. Quindi prevalentemente distintivi di club". Nella sua collezione annovera per esempio un'antica spilla dell' FC Viktoria datata 1895, il cui valore attuale si aggira intorno ai 200 euro.
Da soli e in compagnia, i tre amici passeggiano spesso nei mercatini di Amburgo, a caccia di nuovi esemplari e come tutti i collezionisti sono sempre alla ricerca di pezzi rari. In genere sono due i fattori che fanno nascere l'interesse nei confronti di una spilla : i materiali e la storia. Alcune spille infatti, possono essere considerate vere e proprie opere d'arte con i loro metalli, le pietre e gli smalti. Altre invece colpiscono il cuore del collezionista, provocando inevitabili palpitazioni, con gli aneddoti che le coinvolgono.
Il valore di una spilla è calcolato specialmente in base alla cura delle parti smaltate e all'anno di fabbricazione. Secondo molti collezionisti l'elemento più affascinante è la ricercatezza nei dettagli. Purtroppo, però, oggi la maggior parte viene prodotta a basso costo nei paesi asiatici, con un inevitabile perdita di qualità e quindi, di appeal per i collezionisti presenti e futuri.
Molto ricercate sono soprattutto le spille prodotte dai partiti politici in passato. Più di 150 anni fa Abraham Lincoln le introdusse come mezzo pubblicitario, utilizzandole per la prima volta come metodo di comunicazione per la sua campagna presidenziale del 1860. Da quel momento la spilla diventa veicolo di propaganda politica è uno strumento per rafforzare il senso di appartenenza al partito. Una tradizione che si è conservata fino ad oggi : Barack Obama con il suo "Yes we can" appuntato sul petto, nel 2008 è diventato il 44º presidente degli Stati Uniti.
Le spille si sono ritagliate il loro spazio anche all'interno dei canali di comunicazione e promozione delle grandi aziende. Se si indossa la spilla di un marchio o di un prodotto, significa che se ne condividono i valori o che si vuole esprimere apprezzamento nei suoi confronti. Indossare il simbolo di una Ferrari può essere il vanto di un proprietario o lo sfizio di un appassionato.
Il mondo del collezionismo ha le sue regole e tradizioni, perlopiù stabilite dagli appassionati stessi. Fanno eccezione le spille Disney. Il colosso americano, sebbene abbia sempre venduto spille promozionali, dal 1999 ha deciso di gestire in prima persona le regole per lo scambio : nel "pins trading", (commercio di spille), sono accettate solo quelle di metallo, non è possibile scambiarle con denaro o con altri regali, ed è vietato toccare quelle di un altro collezionista.
La gestione diretta del trading presso i parchi tematici Disney, ha contribuito alla diffusione del fenomeno, con la fidelizzazione di un gran numero di collezionisti, bambini ed adulti, e la possibilità di organizzare eventi speciali e controllarne il mercato.
Una semplice spilla, però, può avere significati anche molto più profondi. Per esempio, l'Associazione spille d'oro Olivetti, riunisce veterani della storica azienda piemontese e tutti coloro che ne condividono i valori aziendali. La Olivetti è stata tra le prime società in Italia a voler premiare con la "spilla d'oro" istituita dal fondatore Camillo Olivetti, la fedeltà al lavoro all'azienda dei propri dipendenti e manager. Nel 1933 Camillo Olivetti insigni con una spilla d'oro i dipendenti presenti in società sin dalla sua fondazione. La tradizione continuò con la loro assegnazione a tutti i lavoratori con 25 anni di anzianità.
L'associazione, fondata nel 1946, continuò a operare sul territorio, curando la memoria storica dell'azienda italiana. Ogni lavoratore custodisce la propria spilla d'oro con la cura di un vero e proprio collezionista.



giovedì 5 febbraio 2015

Passa il tempo, cambiano le mode, ma il sesso non cambia mai.

Da passeggero sfortunato che ha perduto il treno della "rivoluzione
sessuale", (partito troppo tardi per me e oggi lontano all'orizzonte), e da padre ansioso che vide con il cuore in gola un figlio e una figlia lasciare casa ancora bambini, (sono sempre bambini per un padre), diretti verso il college americano e le sue sataniche tentazioni, ho sempre creduto, fra timore e invidia, all'immagine dei dormitori universitari come luoghi di gigantesche e quotidiane depravazioni.
Ora scopro che avevo forse provato timori e invidie senza fondamento.
Posto che tutte le inchieste e le ricerche sul sesso contengono più menzogne di un comizio politico, (il 50% degli uomini tradisce la sua compagna e l'altro 50% mente, insegna una antica falsa battuta), la rivista ufficiale americana di sociologia ha frugato nei dormitori dei college e ha raggiunto la conclusione che i ragazzi di oggi, si comportano esattamente come i loro genitori.
Il mito della cultura dell'"hookup", dell'aggancio, della sveltina, dell'incontro di una notte che si sgancia il giorno dopo per rimorchiare un vagone diverso la notte successiva è, appunto, un mito. Le relazioni intime fra gli studenti di questa prima decade e mezza del XXI secolo, hanno la stessa frequenza e la stessa durata di quelle che la generazione dei loro padri e delle loro madri avevano trent'anni or sono.
Le coppie che si formano nella forzata convivenza dei dorm, dove le università costringono gli studenti a vivere per incassare più soldi anche oltre le oscene rette da riscatto, tendono a essere di lunga durata e reciprocamente fedeli, molto più di quanto i parenti a casa immaginino, pensando a continui riti dionisiaci.
E il numero di studenti che sposano i compagni di corso e di alloggio dopo aver lasciato il college, è addirittura superiore a quanti rendevano permanente e ufficiale la loro relazione, trent'anni or sono. Segno che c'era fra loro qualcosa di più serio, che una febbriciattola del venerdì sera.
La vita reale, dice in sostanza questa ricerca condotta in Università di varie regioni e di diversa popolazione, non è un telefilm, un serial, una puntata di Sex and the College, o un "meat market", un mercato della carne, o non lo è nella misura romanzata e sceneggiata dei produttori. Come non lo sono la frequenza di delitti nei paesi di Don Matteo o del commissario Montalbano.
La sbruffonaggine di ragazzi e di ragazze e spesso una gag per prendersi gioco degli adulti, per fare scena, magari per nascondere timidezza e fallimenti. Se tutti dicono di "farlo" come conigli in una conigliera, non posso rivelare di essere io l'unico maschio foruncoloso imbranato o l'unica femmina bruttina sganciata dal convoglio.
La classica menzogna del "negare", in materia di inchieste sul sesso, si rovescia nella menzogna dell'"affermare" quello che poi non si fa.
C'è molta più fantasia che realtà, nel film del college visto come una Animal House. Anche le statistiche sulle gravidanze non volute delle teenager, che ha 17 anni lasciano il nido e volano verso i dormitori ovunque misti, indicano nella loro continua diminuzione che ragazzi e ragazze hanno imparato a trattare con più rispetto la propria sessualità.
Gli anticoncezionali esistevano trent'anni or sono esattamente come esistono oggi, e pure gli "incidenti" erano più frequenti.
Non avendo più figli nei dormitori, ed essendo ancora molto lontana la partenza dei nipoti per il pianeta college, posso leggere con qualche distacco queste ricerche, senza neppure rimpiangere troppo di non aver mai vissuto in un dormitorio di college e di aver perduto il treno della rivoluzione sessuale, avendo avuto in cambio il viaggio di una vita con un amore vero, (mia moglie).
Ma i genitori, anche italiani, di giovani che studiano in università americane possono respirare meglio. I ragazzi e le loro ragazze fanno esattamente quello che loro avevano fatto, alla stessa età e nelle stesse situazioni.
Il che, ripensandoci bene, potrebbe preoccuparli.


Vittorio Zucconi

giovedì 29 gennaio 2015

Orizzonte rosa. La moda è voglia di libertà.

All'inizio degli anni 80 i grandi magazzini Bonwit Teller sulla Fifth Avenue di New York, chiesero ad alcuni stilisti di creare dei look per le loro vetrine. Le indicazioni: "Che cosa indosseremo nel 2000?".
Anziché disegnare un vestito, io dipinsi una stampa leopardata su un manichino. Mai avrei pensato che gli abiti a portafoglio che stavo producendo all'epoca, avrebbero continuato a essere rilevanti nel XXI secolo. Mi stupisce che, alla vigilia del 40º compleanno di quel vestito, nel 2014, la mia piccola creazione venga ancora indossata dalle giovani donne di tutto il mondo.
Poiché la moda è un'energia indescrivibile che incarna lo spirito del tempo, è impossibile prevedere che direzione prenderà. Se però guardo avanti e mi chiedo che cosa potrebbe essere ancora rilevante nella moda tra qualche anno, mi tornano alla mente le epoche in cui a definire lo stile era la libertà.
Sono così felice di essere stata giovane negli anni 70 e aver preso parte al movimento femminista, con tutto ciò che ha significato. La mia generazione si è comportata come se la libertà fosse una sua invenzione.
Fu un'epoca, quella, tra la scoperta della pillola e l'epidemia dell'AIDS, in cui il sesso si faceva per divertimento e con spensieratezza. All'epoca noi stilisti cercavamo l'ispirazione tornando indietro di quarant'anni, negli anni 30. Amavamo i loro mobili e la loro architettura, tutto rigorosamente minimalista, e lo stile leggero dell'abbigliamento. Anche se erano tempi bui, che precedevano l'inizio della guerra, i 30 esprimevano un senso di libertà e di possibilità infinite.
E oggi i giovani in cerca di ispirazione sembrano rivolgere lo sguardo ai 70, altra epoca di libertà.
Con l'avvicinarsi del XXI secolo, nel mondo hanno cominciato a serpeggiare l'incertezza e la paura del Millennium bug, che in teoria avrebbe dovuto provocare enormi disagi. Ma era una paura infondata, passata la quale ci siamo anzi tuffati in pieno nella rivoluzione globale digitale.
La tecnologia ha reso possibile copiare le cose molto velocemente, e a mano a mano che le stampanti 3D diventeranno più accessibili, la gente sarà in grado di produrre a casa proprio tutto ciò che vorrà.
Chi si guadagna da vivere producendo oggetti, dovrà adattarsi a questa novità. Il che però non significa che tutto questo distruggerà la qualità del design. La moda non scomparirà per colpa delle stampanti 3D. La moda è ovunque: nel cibo, nelle case, nei nostri comportamenti.
E da sempre chi produce per vendere alle masse, ha riconosciuto il valore degli stilisti, contribuendo a diffonderne le idee.
Ma se anche gli stilisti dovessero smettere di disegnare, la moda continuerebbe lo stesso. Le tendenze nascono per strada, attraverso i comportamenti, come quando tutt'a un tratto, i giovani cominciarono a calzare anfibi militari. La moda va avanti comunque.
Non sono in grado di prevedere come ci vestiremo nel futuro, se torneranno in voga le spalline imbottite o se il mio abitino portafoglio continuerà a vivere, ma sono sicura che la tecnologia e la moda convivranno fianco a fianco in armonia
La tecnologia migliorerà il nostro modo di produrre la moda e distribuirla.
Con Instagram, Facebook e Twitter siamo diventati più creativi, ci siamo aperti e siamo diventati trasparenti. Per chi finge, il mondo è diventato un posto che fa paura. A tutti gli altri questa apertura ha regalato più libertà. E la vera rivoluzione sta proprio in questa apertura. Sta nella distribuzione delle cose, più che nelle cose stesse.
Chi l'avesse previsto? Proprio un'icona degli anni 70: Andy Warhol. Aveva intravisto il mondo in cui tutti noi stiamo entrando. Ha vissuto il primo dei reality show, capito le icone e il branding molto prima di chiunque altro. Le sue immagini della coca-cola, di Jackie Kennedy o delle minestre Campbell hanno segnato l'inizio di ciò che viviamo ora. È facile immaginare Andy che usa Instagram o Facebook ...


Diane von Furstenberg

mercoledì 14 gennaio 2015

Accendiamo l'investimento ? Accendini da collezione e investimento.

Già 30mila anni fa gli uomini avevano imparato a utilizzare il silicio e la
pietra focaia, gli elementi base per il funzionamento di un accendino. Da allora di passi in avanti se ne sono fatti e dalle scintille provocate dalla pietra e silicio, si è arrivati alla combustione di gas conservato ad alta pressione, per avere la piccola fiamma tipica dei moderni accendini.
L'antenato del moderno accendino fu prodotto nel 1832 dal chimico tedesco Johann Wolfgang Dobereiner, che sviluppò un prototipo che utilizzava come combustibile l'idrogeno prodotto all'interno della lampada, grazie a una reazione chimica. Sebbene il suo modello abbia subito ricevuto un certo successo di pubblico, purtroppo aveva la pericolosa tendenza a esplodere : al prodotto di Dobereiner fu dato infatti l'appellativo di "invenzione infernale" e la sua produzione terminò agli inizi del 20º secolo.
Alfred Dunhill fu il primo a comprendere le potenzialità di mercato dell'accendino portatile. Il produttore di sigarette britannico iniziò la sua carriera vendendo vari prodotti artigianali, personalizzabili e sempre coperti da brevetti, in piccole botteghe nel centro di Londra. Gran conoscitore delle necessità della propria clientela, all'inizio del 20º secolo acquistò i diritti per la produzione degli accendini di sigarette e lanciò sul mercato il primo modello al mondo utilizzabile con una sola mano. Disponibile in oro e argento, il modello "Unique" del 1924, divenne il suo primo e immediato successo. Oggi è possibile trovare esemplari storici a partire da circa 300 euro.
Altri marchi cominciarono a estendere la propria offerta, producendo modelli di lusso per donne e uomini di alta classe. Ad esempio, Cartier produsse accendini come se fossero dei veri e propri gioielli. Lanciò sul mercato un modello in oro 18 carati e gemme preziose, le cui possibilità di personalizzazione si estesero con l'introduzione di nuovi materiali, come l'argento, i diamanti e addirittura inserti in porcellana cinese.
Tra gli accendini con le quotazioni più alte del mercato dell'antiquariato, oggi troviamo quelli marchiati ST Dupont. La storia del marchio francese, inizia con un viaggio a New York nel 1929 di Lussien Dupont, il suo fondatore. Nella città statunitense in piena Grande Depressione, il commerciante di pelli francese toccò con mano quali fossero gli effetti del crack della borsa e della successiva recessione sui nuovi ricchi americani, ridotti quasi tutti istantaneamente in povertà. Pertanto il signor Dupont decise che la media e alta borghesia, fosse un segmento troppo esposto ai repentini cambiamenti economici. Definì quindi che i clienti di riferimento per i suoi prodotti di lusso, dovessero essere aristocratici, artisti e multimiliardari.
Con l'obiettivo di catturare l'interesse di queste classi più stabili e meno fragili verso situazioni congiunturali, analizzò quali fossero i gusti dei suoi futuri clienti e notò che la maggior parte di loro, soprattutto i fumatori di sigari molto costosi, non utilizzava come combustibile la benzina, bensì il gas, notevolmente meno odoroso. Grazie a questa scoperta, riuscì a imporre il successo dei prodotti ST Dupont e a stabilire in maniera definitiva, la supremazia commerciale del gas come combustibile per accendini.
Gli Stati Uniti però non offrivano solo enormi opportunità per i prodotti di lusso ; la crescente domanda da parte della classe media, fece sì che fossero introdotti dei modelli per rispondere alle nuove esigenze e a buon prezzo. Gli Zippo, tra gli accendini più iconici al mondo, nacquero proprio per rispondere a questa esigenza. Il loro ideatore, George Blaisdell, iniziò la sua carriera importando modelli europei, più precisamente dall'Austria.
L'imprenditore americano comprese che le esigenze dei suoi concittadini, erano sostanzialmente diverse da quelle dei clienti europei e per cogliere le opportunità che il mercato li stava offrendo, decise di cambiare il suo modello di business e di avviare una sua produzione di accendini americani.
L'idea dietro lo Zippo era quello di raggiungere il più vasto numero di clienti possibili e costare all'incirca due dollari. Per assicurare il pubblico sulla qualità dei suoi prodotti, nonostante il prezzo basso, decise di offrire una garanzia a vita sui suoi modelli.
Sebbene considerato come un prodotto per tutte le tasche, negli oltre 80 anni di storia del marchio americano, furono prodotte anche varianti in oro e argento. Ad oggi, tra i collezionisti, gli Zippo possono essere considerati una sorta di valuta internazionale. I numerosi modelli a produzione limitata, la loro storia e il loro successo commerciale, li rendono gli accendini più diffusi tra i collezionisti di tutto il mondo. Ad esempio, un esemplare degli anni 40' può essere acquistato a circa 40 euro.
Le storie sugli imprenditori, i loro successi, ma anche i loro fallimenti commerciali, sono un valore aggiunto per gli appassionati. Gli incrementi di valore per gli accendini storici possono essere notevoli, con quotazioni che raggiungono anche livelli molto elevati, soprattutto per gli oggetti prodotti in serie limitata.
Ad esempio, lo ST Dupont Prestige Pink, tuttora presente in commercio, raggiunge prezzi superiori ai 25mila euro. Presso la famosa casa d'aste Christie's, le quotazioni per un accendino Dunhill, risalente alla metà del secolo scorso, hanno raggiunto i 2.300 euro. Chi brucia di passione per gli accendini, ma non a queste disponibilità economiche, non si deve spaventare : ci sono possibilità per tutte le tasche.

Curiosità
La Zippo divenne popolare soprattutto durante la seconda guerra mondiale, quando fermò la fabbricazione degli accendini per i normali consumatori e dedicò tutta la sua produzione all'esercito americano.

Un po' di colore
visto che le quotazioni degli accendini storici possono bruciare i risparmi, per iniziare una collezione può essere necessario avere a disposizione risorse economiche non indifferenti. Per gli appassionati con meno pretese, le marche di accendini Clipper e Bic, propongono versioni colorate ed edizioni limitate dei loro prodotti. Con soli pochi euro è quindi possibile iniziare una collezione giovanile e dinamica, anche con prodotti vintage.